Capitolo 76

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Dylan

<<Ecco fatto>> ritorno in salotto con due tazze grandi di cioccolata calda e mi siedo sul divano.
Gliene porgo una e lei mi ringrazia.
<<Allora, dimmi un po'. Com'eri da bambina?>> le chiedo iniziando a bere la mia cioccolata. Lei si alza a sedere, per evitare di rovesciarsela tutta addosso e si appoggia con la schiena allo schienale del divano. Si gira verso di me e con un braccio si sorregge la testa. La stessa cosa faccio io e poi inizia a parlare.
<<Be' vediamo. Ero molto vivace, mi muovevo in continuazione e non stavo mai ferma. Sono sempre stata una ragazza timida, e come già sai non ero mai libera come le mie altre compagne.
Mia madre non mi faceva uscire facilmente, anche perché non gli piacevano molto le amiche che avevo in Italia. Poi mi sono trasferita a San Diego e ho iniziato ad isolarmi da tutte le persone che mi stavano intorno, tutte tranne Miranda e Noah.
Con il passare del tempo ho smesso quasi di uscire con tutti, sopratutto quando sono iniziati i momenti bui di mia madre. Spesso ho anche rinunciato a delle uscire con Noah per stare con lei, visto che stava male per colpa di mio padre. Ho cercato in tutti modi di tirarle su il morale, e delle volte devo ammettere che ci riuscivo, ma altre no>> sospira, <<mi ripeteva sempre che non era colpa mia, e che quello che le stavo facendo per lei era già abbastanza. Però in qualche modo sentivo di non riuscire a fare quello che desiderava lei>> aggiunge.
<<Ci hai provato ed è questo l'importante non trovi?>> le chiedo stringendole una mano, <<suppongo di sì>> risponde lei.
<<Una cosa è certa, ovvero che sei molto meglio di me. Insomma, ti basta vedere come mi comporto in questo periodo con mia madre. La sto trattando come se ci fosse sempre stata, quando invece avrei dovuto starle vicino e mostrarle tutto l'affetto che non le ho dato in questi anni>> spiego e continuo a bere la mia cioccolata. Sono proprio un figlio di merda.
<<Lo so, ma lei non ha i problemi che ha avuto mia madre. Mia madre era caduta in depressione e aveva proprio bisogno di qualcuno che si prendesse cura di lei, tua madre invece sta bene. E sa che la ami con tutto te stesso, anche se non glielo dimostri quanto vorresti>> spiega, <<hai ragione anche te>> ironizzo e lei ride.
<<Ho sempre ragione>> si vanta, <<be' non proprio>> le dico con un ghigno, <<oh stronzo, si che ce l'ho sempre>> mi tira una gomitata ed entrambi scoppiamo a ridere.
<<Sono felice di essere riuscito a farti ridere>> confesso guardandola negli occhi e lei mi rivolge un piccolo sorriso timido.
<<A quanto pare sei l'unico in questo periodo che ci riesce>> ammette, <<spero di continuare ad essere l'unico in tante cose, questa in primis>> poso la tazza sul tavolino davanti al divano e poi mi giro a guardarla.
<<Dimmi un po', e da piccola com'eri?>> chiedo curioso, <<te l'ho detto Dylan>> ribatte lei, <<intendevo da neonata>> preciso.
Posa anche lei la tazza sul tavolino e poi ritorna nella posizione di prima.
<<Mia madre ha un sacco di foto mie da piccola, avrà almeno cinque album pieni di foto che ritraggono una me da piccola.
Ricordo che non avevo questi occhi, li avevo molto più scuri. I capelli erano biondi, fini e ne avevo tantissimi>> alle sue parole mi ricordo della foto che ho visto stamani mattina.
Ricordo la pelle chiara della bambina appena nata, il sorriso stampato in volto, i capelli biondi e gli occhi blu scuro, che venivano messi in risalto dalla pelle troppo chiara.
<<Eri molto sorridente nelle foto?>> chiedo ingoiando la poca saliva che mi è rimasta.
<<Si>> risponde.
Ma che cazzo...
<<Mia mamma mi ha raccontato che ogni volta mi faceva una faccia buffa per farmi fare delle foto, in modo che potessi sorridere, e così facevo>> dice questa frase con un sorriso.
Non riesco ad essere felice anche io, quando la sento le sento dire queste parole.
Il ricordo di quella foto che è cascata a Smith, mi obbliga a mettere paragone la descrizione della mia ragazza da bambina, alle caratteristiche della bambina nella foto.
<<Tutto ok?>> chiede Chloe preoccupata, <<chi io? Si certo, perché me lo chiedi?>> le chiedo con un sorriso.
Devo cercare in tutti i modi di scacciare via i pensieri ossessivi e cercare di non farle percepire le mie paure.
Diamine Dylan ma a cosa pensi?
Mi chiedo.
Lui non può essere il padre.
<<No ecco... Ti vedo strano e sembri quasi agitato o preoccupato... Non so, sei proprio sicuro?>> ripete, <<si ma certo, tranquilla>> le rivolgo un'altro sorriso e lei annuisce.
<<Senti amore mi fai un favore?>> le chiedo gentilmente, <<se posso volentieri, dimmi>> risponde lei tranquillamente, <<potresti farmi vedere una tua foto da piccola? Da come ti sei descritta di sicuro sarai stata una bambina da strapazzare dalla mattina alla sera, no? Mi hai fatto venire voglia di vedere una te da piccola>> confesso. In parte è vero, sono curioso di vederla. Sicuramente sarà bellissima proprio come lo è adesso, ma ho bisogno di vedere se il mio dubbio può diventare realtà o se rimarrà solo e soltanto uno stupido pensiero. <<Si certo, dovrei averne alcune in camera mia. Se vuoi nei prossimi giorni ti faccio vedere una mia foto>> dichiara sorridendomi, <<quando vuoi, magari anche domani>> opto. Devo metterle a confronto il più presto possibile.
<<Per me non c'è problema>> risponde lei, <<bene perfetto, allora domani dopo le lezioni e ancor prima di studiare insieme, passiamo dal dormitorio e vedo di trovare qualcosa. Non ne ho chissà quante, ma comunque ne ho abbastanza da fartene vedere>> confessa lei, <<me ne basta solo una Chloe, non devi per forza mettere sotto sopra la tua stanza per una foto>> dico ridendo, <<non era mia intenzione, ma comunque d'accordo. Ne tirerò fuori solo una>> scherza ed io annuisco.
Spero di sbagliarmi e che la mia teoria non sia vera. Non sopporterei io una cosa del genere, figuriamoci Chloe.
Le ho detto che l'avrei lasciata da sola in questa impresa sulla ricerca del padre, ma sono obbligato ad intervenire, sopratutto dopo aver visto quella foto stamani mattina.

Nothing more 2 || tutto ritorna La tua prossima ossessione. Scoprilo ora