Chloe
La giornata passa troppo lentamente. Ormai non ho più notizie di Dylan da quando è uscito dalla mia camera. Non mi ha scritto e non si è nemmeno degnato di chiamarmi, di solito lo fa sempre, anche quando è arrabbiato con me.
<<Chloe a cosa pensi?>> Lea entra in stanza e mi guarda, <<a Dylan>> rispondo, <<che cos'è successo?>> si toglie le scarpe e si butta a peso morto sul letto, <<mi ha mentito>> rispondo e subito scatta in piedi, mettendosi a sedere sul letto.
<<Ti ha mentito?>> ripete, <<già>> rispondo, <<a quanto pare vuole partire per Parigi>> confesso e lei sgrana gli occhi, <<quando?>> chiede a sua volta, <<dopo la laurea>> rispondo e lei rimane completamente a bocca aperta. Sbuffo e mi vado a sedere sul letto.
<<Non ne sapevi nulla tu?>> domanda ed io scuoto la testa.
<<Come l'hai presa?>> domanda di nuovo.
Peggio di un'interrogatorio insomma. Penso.
<<Come devo averla presa? Male... Insomma, basta guardare...>> lo squillo del mio cellulare mi interrompe.
<<Scusami un attimo>> le dico e rispondo alla chiamata, una volta dopo aver visto che è Dylan.
<<Dylan, dimmi>> rispondo, <<Chloe sono Logan, sei libera?>> chiede, <<oh ciao, ehm si, perché?>> chiedo curiosa, <<Dylan sta poco bene. È ubriaco e non fa altro che ripetere il tuo nome. Non è che potresti venire qui a casa sua?>> chiede, <<adesso?>> chiedo a mia volta, <<si>> risponde, <<d'accordo arrivo>> dico e riattacco.
<<Che succede?>> chiede lei preoccupata, quando mi vede infilare le scarpe.
<<Devo andare a casa di Dylan>> dichiaro alzando la testa verso di lei, <<cosa? Ma sei impazzita? Sono le dieci di sera, è buio pesto là fuori e non so quanto ti convenga guidare di notte>> dice lei alzandosi dal letto, <<Dylan è ubriaco>> confesso e dalla sua bocca esce un semplice: <<Ah.>>
<<Va bene allora vai, ma stai attenta ti prego>> dice lei preoccupata.
Annuisco e continuo a vestirmi per uscire.
<<Pensi di rimanere da lui?>> chiede, <<non lo so, oggi abbiamo discusso, ma se vedo che la situazione è grave, mi tocca rimanere>> confesso e mi avvio verso la porta.
<<D'accordo, sii prudente e stai attenta per strada>> si raccomanda con me di nuovo, <<stai tranquilla non accadrà niente, lo sai che vado piano>> la rassicuro e lei annuisce.
Esco dalla stanza e mi avvio fuori dal dormitorio. Quando entro in macchina, parto subito e mi avvio verso casa di Dylan.
Il viaggio sembra non finire mai visto che la preoccupazione di trovato tutto fatto è tanta, e l'agitazione si mescola con l'adrenalina, scorrendo in tutte le mie vene.
Non appena arrivo a destinazione entro nella resilienza di Dylan e parcheggio la macchina dietro la casa.
Busso alla porta e Logan apre quest'ultima.
Tira un sospiro di sollievo quando mi vede e subito mi fa entrare in casa.
<<Chloe, menomale che sei venuta. Non so più cosa fare. Sta completamente fuori di testa, cambia umore ogni cinque minuti. Prima ha urlato che ha paura di perderti, poi ha iniziato a dire di tuo padre, e per di più ha parlato di figli. Non ho capito bene l'ultimo discorso, ma sembrava serio su questo argomento>> confessa, <<senti, io stanotte rimango a dormire qui. La madre per fortuna resterà fuori ed io dormirò qui sotto, sul divano. Se vuoi rimanere e andare su mi faresti un gran favore, visto che solo tu a quanto pare riesci a farlo ragionare, ma non ti lascio sola con lui. Sopratutto se è in questo stato>> aggiunge.
<<Perché? È solo ubriaco>> dico tranquilla, <<lo so, ma lo conosco bene e purtroppo quando è ubriaco tende un po' ad essere violento, sia con le parole e delle anche fisicamente. Perciò per evitare situazioni spiacevoli, preferirei rimanere. In modo che tu possa stare tranquilla e se solo accadesse una cosa del genere, sono pronto a fermarlo>> confessa lui ed io ingoio la saliva.
Dylan non mi farebbe mai una cosa del genere, non mi metterebbe mai le mani addosso. Ne sono sicura. Non l'ha mai fatto, eppure ubriaco l'ho visto molte volte.
Mi ricordo la prima sera, la prima sera che andai a casa sua per quella stupidissima festa. Quella sera picchiò Samuel, e riuscì a rovinare la serata a tutti quelli del mio gruppo.
Però io non sono lui e so per certo che se lo facesse, rimpiangerebbe l'accaduto per il resto dei suoi giorni.
<<D'accordo, grazie>> lo ringrazio con un piccolo sorriso, <<non preoccuparti. Dylan è un mio amico e tu pure, non vorrei che accadesse nulla a nessuno dei due>> risponde lui mettendomi una mano sopra la spalla, <<adesso vai su. È in camera sua e l'ho lasciato sdraiato sul letto. Non so se si è addormentato o meno, ma prima stava guardando delle foto sulla sua macchina fotografica. Non so che tipo di foto erano, ma da quando ha preso in mano quell'aggeggio si è calmato>> confessa lui, <<ci penso io adesso. Grazie ancora>> vado su e lo lascio lì.
<<Di nulla>> lo sento rispondere in lontananza.
Non appena mi ritrovo davanti la porta di Dylan, faccio un bel respiro profondo, per poi farmi coraggio ed entrare nella stanza.
Lo trovo proprio come lo ha descritto Logan poco fa.
È sdraiato sul letto e ha in mano la macchina fotografica che le ha regalato la madre. Sorride sul piccolo schermo e quando si accorge della mia presenza, mi guarda e sorride.
<<Ma guarda un po'. Stavo vedendo un'angelo in foto e poi è sceso dal cielo>> dice lui con un sorriso di trentadue denti.
Lo guardo con un'aria triste e sospiro.
Mi avvicino verso di lui e mi blocco al bordo del letto.
<<Sei ubriaco>> gli dico, <<non sono ubriaco, sono solo sbronzo>> ammette, <<è la stessa cosa Dylan>> incrocio le braccia al petto e lo guardo male,<<shh dai mamma, non brontolarmi>> si lamenta lui, <<non chiamarmi così. Non sono tua madre e non ti sto brontolando, ma mi sembra normale che non mi piaccia vederti in questo stato. Non mi piace la persona che sei quando bevi, perché diventi proprio antipatico>> ammetto io.
Lui si alza sui gomiti e posa la macchina fotografica sul comodino. Si mette a sedere sul letto e mi attira a se, intrappolandomi tra le sue gambe. <<E come sono quando bevo?>> chiede toccandomi l'interno coscia. Gli tolgo bruscamente le mani e le unisco alle mie, impedendogli di toccare altre parti.
<<Non mi piaci e basta. Vorrei vederti sempre sorridente, proprio come stamani mattina>> confesso, <<ma guarda come sto sorridendo
ora>> fa un sorriso finto e lo guardo.
<<Si ma adesso non sei lucido, e lo sai bene. Puzzi di alcol e hai tutti gli occhi lucidi>> gli faccio notare e lui rotea gli occhi.
Rimango in silenzio e lui mi guarda la pancia.
Mi alza su la felpa e anche la canotta, scoprendo completamente la mia pancia abbronzata.
<<Secondo te se faremo un bambino nascerà con i tuoi occhi o con i miei? Nascerà biondo come te oppure moro come me? Sarà un maschio o una femmina? Una femmina...>> ride per le sue due ultime parole.
Sentirlo parlare di bambini mi spiazza completamente. Mi rende felice sentirlo parlare così, ma dall'altra parte quando mi ritorna in mente che è ubriaco, una strana sensazione di tristezza e di vuoto mi assale dentro.
<<Dylan ti prego smettila, non sai quello che stai dicendo>> cerco di coprirmi di nuovo la pancia scoperta, ma lui me lo impedisce.
<<E dai, non volevi avere figli? Se non mi sbaglio si, ed io voglio essere il padre>> mi bacia la pancia e poi ci si appoggia delicatamente con una guancia.
<<Dylan...>> dico con voce spezzata.
Odio essere così fragile, ma sa quanto è importante per me questo argomento e odio quando gioca con i miei sentimenti.
<<Non mi lasciare>> dice lui con gli occhi lucidi, <<possiamo costruire il futuro che vuoi, che vogliamo. Lo voglio anche io>> confessa e per un momento mi sembra serio.
<<Dylan non puoi usare questa carta con me. Non puoi illudermi in questo modo>> confesso coprendomi una volta per tutte la pancia.
<<Non ti sto prendendo in giro, sono serio Chloe>> ribatte lui, <<non sei serio, sei ubriaco>> gli ricordo, <<no, parlare con te mi ha fatto tornare sobrio>> confessa, <<non ti credo>> ribatto seria, <<non mi credi mai>> si lamenta, <<be' mi pare più che ovvio, dopo quello che fai>> faccio spallucce e incrocio di nuovo le braccia al petto.
<<Ti amo>> dice guardandomi dritto negli occhi e quelle parole attirano la mia attenzione.
<<Smettila Dylan>> lo spintono all'indietro e facendolo, perde l'equilibrio. Mi prende per una mano e mi tira sopra di se, portandomi a cavalcioni su di lui.
<<Fammi scendere>> cerco di scendere dalle sue gambe, ma lui mi blocca con le sue forti braccia.
<<No>> risponde secco ed io sospiro.
<<Ti amo, davvero tanto. Non mi lasciare ti scongiuro, non facciamoci rovinare da questa situazione>> dice lui avvicinandomi alle mie labbra, <<ti ho chiesto del tempo>> gli ricordo, <<ma il tempo non fa altro che allontanarti da me, ed io non voglio questo>> risponde lui appoggiando la testa sopra la mia, <<non mi allontano da te, questo lo sai>> mi lascio scappare queste parole e lui si stacca da me con un sorriso stampato in faccia.
<<Non fraintendere, non ti perdonerò facilmente, ma comunque lo sai che ti amo>> gli confesso, <<stiamo sempre insieme?>> chiede, <<credo di sì, ma sono molto delusa dal tuo comportamento>> ribadisco, <<lo so, ma dammi un'altra possibilità per farti capire che posso fare quello che desideri che io faccia. Ti metterò al primo posto, e mi dispiace non averlo fatto prima>> dice lui con voce pacata, <<senti ascoltami... Parliamone domani mattina. Siamo entrambi stanchi e tu, per quanto tu lo nega, sei ubriaco. Sono cose serie queste, bisogna parlarne quando siamo entrambi coscienti>> dico seria.
Non ho proprio voglia di parlare con lui, tantomeno se è in questo stato.
<<Ma tu sei sobria>> mi ricorda, <<io si, ma tu no>> faccio la stessa cosa io, <<e va bene>> sbuffa e ruota gli occhi, <<però giurami che rimani qui>> mi punta il dito contro, <<e dove vuoi che vada?>> gli sorrido timidamente e gli lascio un bacio sulla guancia.
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Nothing more 2 || tutto ritorna
ChickLitCOMPLETA ッ ⚠️⚠️ A BREVE IN REVISIONE ⚠️⚠️ Questo è il sequel di "Nothing More". È consigliabile leggere il primo libro di "Nothing more" prima di questo, per poter capire meglio la storia. Lo trovate sul mio profilo. Chloe, affranta ormai dal dolor...
