Capitolo 34

4.3K 97 9
                                        

Chloe

Il traumatico lunedì sta per iniziare, ma fortunatamente quando mi ricordo che è l'ultimo sorrido. Mi alzo in piedi e quando apro gli occhi vedo Lea, già vestita e pettinata per uscire.
<<Ehi buongiorno Chloe>> dice euforica, <<buongiorno>> dico con voce impastata dal sonno, <<scusami, una domanda... Sono io che mi sono alzata in ritardo, o sei te che ti sei preparata in anticipo?>> chiedo curiosa e assonnata. Lei scoppia a ridere. <<Sono io che mi sono alzata in anticipo, oggi non andrò a lezione. La sorella maggiore di Carol mi ha trovato uno stage e oggi ho il primo appuntamento. Se andrà tutto bene e mi assumano, da gennaio posso incominciare finalmente ad avere qualche soldo, in modo da poterli mettere da parte per dopo il college>> dice euforica alzandosi dal letto. <<Come sto?>> chiede facendo un giro su se stessa.
Indossa una gonna lunga, nera e aderente, che suppergiù gli arriva al ginocchio. Sopra indossa una camicia bianca di raso e per di più porta anche qualche gioiello, ma niente di stravagante.
I capelli sono sciolti e ondulati, non sono gonfi, ma gli fanno comunque una bella chioma.
<<Stai benissimo, dico davvero>> dico più che convinta. Quella gonna gli mette a risalto le curve e devo dire che è davvero bella. Non l'avevo mai vista prima d'ora nei panni di una donna formale, ma ci sta benissimo.
<<Ne sei sicura? Altrimenti mi cambio. Vorrei fare una bella figura e non voglio sembrare ridicola>> dice nervosa, <<ma no, stai benissimo fidati>> le sorrido e lei si tranquillizza. <<Ok>> si gira e va verso il suo letto, estrae dalla borsa un campioncino di profumo e se lo spruzza addosso. Successivamente lo ripone in borsa e poi si avvia alla porta. <<Augurami buona fortuna>> dice afferrando la porta della maniglia, <<buona fortuna, andrai benissimo>> la incoraggio. Mi fa l'occhiolino e quando apre la porta va a sbattere contro qualcosa, o meglio dire contro qualcuno. Scoppio a ridere quando vedo la faccia esterrefatta di Dylan.
<<Possibile che tu sia sempre in mezzo>> dice incazzata, <<ero venuto a prendere la mia ragazza, sei tu che non guardi dove cammini>> ribatte Dylan. Lei lancia un piccolo strillo nervoso, ma poi si ricompone. <<Noti qualcosa di nuovo?>> chiede Lea a Dylan.
Quest'ultimo la guarda e poi dice: <<Mh... Oltre al fatto che sembri una vecchia vestita così, direi di no>> la prende in giro, <<Dylan!!>> lo rimprovero. Lei lo guarda male e infine gli dice: <<sei un cafone Dylan, un cafone>> lo spinge all'indietro e se ne va. Lui ride e alla fine non posso che fare lo stesso. <<Dai scemo entra dentro>> gli dico smettendo di ridere, e lui entra. <<Preparati su>> Dylan si viene a sedere sul letto ed io mi alzo, andando in bagno. Dopo un quarto d'ora esco, già vestita, profumata e truccata. <<Quella maglietta è davvero sexy>> indica la piccola scollatura, <<grazie>> dico timidamente.
Si alza di scatto dal letto, mi afferra per il polso e mi tira a se. Mi bacia con passione e le nostre lingue iniziano a muoversi all'unisono.
<<Dylan>> sussurro ma poi riprendo a baciarlo. Ho già capito le sue intenzioni, ma stamani mattina riceverà un <<no.>>
Mi stacco leggermente e noto che le sue labbra sono di un colore più rosso.
<<Dobbiamo andare a lezione>> lo avverto e lui sbuffa. <<Va bene andiamo, domani però tieniti libera e anche domani l'altro>> mi ordina andando verso la porta. <<Certo, dimmi da che ora a che ora>> chiedo prendo da terra la borsa con i libri. Fa un sorrisetto divertito e poi dice: <<Intendo tutti e due giorni, a partire da domani mattina.>>
<<Cosa? No Dylan no, non posso, non voglio perdere altri giorni di lezione e tu lo sai>> dico
andando verso di lui, <<si tratta solo di due giorni, non succede niente Chloe>> cerca di convincermi, <<ti prego>> aggiunge.
È difficile dire di no a questo ragazzo, perché sa sempre in qualche modo, come convincermi.
<<E va bene>> mi arrendo e lui sorride diverto. <<Ottimo>> apre la porta, <<prima le donne>> si ferma tenendomi la porta, per farmi uscire per prima. <<Grazie>> dico timidamente. Successivamente mi posiziona un braccio intorno al collo e poi ci avviamo verso l'edificio delle lezioni.
Una volta entrati, vedo in lontananza Samuel che entra da solo in aula. Io e Dylan facciamo lo stesso e andiamo a sederci nei nostri corrispettivi posti.
<<Buongiorno>> sorrido a Samuel, <<ehi, pensavo non venissi>> dice ricambiando il sorriso, <<scusami se ho fatto tardi, ma mi ha fatto perdere un po' di tempo Lea e poi mi sono incontrata con Dylan.>>
Mi siedo e lui dice: <<Ah, ma non preoccuparti, non è ancora arrivato Smith>> mi tranquillizza.
Proprio in quel momento entra Christopher nell'aula e quando mi vede, mi rivolge un sorriso dolce. Ricambio e comincio a tirare fuori i libri.
L'ora passa molto velocemente, e anche le successive cinque ore. Devo dire che avere le ore da cinquanta minuti è davvero una fortuna.
Non sono troppo pesanti e anche i professori sanno far divertire, ma allo stesso tempo concentrare i ragazzi.
Tutti si dirigono verso l'aula e Samuel mi saluta, dicendomi che deve scappare perché deve andare con Carol a prendere Lea allo stage. Spero che l'abbiano assunta come stagista e che tutto sia andato bene, perché era molto euforica e contenta di ricevere questa opportunità.
<<Ehi>> Dylan appare dietro di me, mentre finisco di mettere i libri dentro e successivamente mi alzo in piedi.
<<Dove vuoi andare?>> chiede, <<non lo so, andiamo a mangiare qualcosa?>> chiedo e lui annuisce. Usciamo dall'aula e attraversiamo il corridoio. Mentre ci avviamo verso la porta d'uscita, una voce mi chiama, ed io mi giro guardando la figura dell'uomo che ha attirato la mia attenzione. È Smith.
<<Possiamo parlare un attimo?>> chiede, <<ma certo>> rispondo.
<<Dylan, potresti aspettarmi all'uscita per favore?>> chiedo gentilmente.
So che sta per ribattere qualcosa di negativo, ma io aggiungo: <<per favore>>.
Sbuffa, ma alla fine annuisce e se ne va.
<<Mi dica>> vado verso di lui, <<oh ti prego Chloe, dammi del tu quando siamo da soli>> mi sorride, <<d'accordo>> dico timidamente.
Non mi era mai capitato fino ad oggi, che un professore mi venisse a dire di darle del tu. Di solito ogni professore che ho avuto, esigeva ricevere del lei da parte dei suoi alunni, mai un tu. <<Be' mi chiedevo come stavi. È tanto che non parliamo, e purtroppo l'ultima volta che abbiamo parlato non è stato in un bel contesto. Ho visto che hai chiarito le cose con Dylan e sono molto felice per questo, ma tu come stai?>> dice un po' impacciato, <<sto bene la ringrazio, cioè ehm... Ti ringrazio, e si ho chiarito le cose con Dylan, ma come fai a saperlo?>> chiedo curiosa.
Abbiamo parlato parecchie volte nei corridoi e stamani mattina siamo entrati insieme nell'aula, ma da quando siamo tornati insieme, non abbiamo mai fatto delle scene amorevoli in pubblico, o almeno... Non quando c'era lui.
<<Be'... Stamani mattina ho visto che siete entrati insieme in aula, e quindi ho pensato che vi eravate rimessi assieme. Poi comunque la scorsa settimana vi ho visto, cioè tu... Insomma... Eravate in macchina, nel parcheggio del college e vi ho visto baciarvi>> dice impacciato ed io arrossisco dalla vergogna.
Questa si che è una grande figura.
<<Oh ehm, sì...>> dico impacciata, <<scusami mi dispiace averti messo in imbarazzo, non era mia intenzione. Comunque cambiamo argomento: che fai domani visto che è il tuo compleanno?>> dice con il sorriso.
<<Oh be' ecco domani dovrei... Aspetti cosa?>> chiedo confusa. Lui come fa a sapere che il mio compleanno è domani?
<<Che ho detto di male?>> chiede lui confuso.
Non ha detto nulla di male, ma mi chiedo come sappia il giorno del mio compleanno e perché gli interessa così tanto sapere cosa faccio.
<<Scusami ma come fai a sapere che il mio compleanno è domani?>> chiedo e lui sbianca.
<<Oh ehm, l'ho sentito dire in giro>> distoglie lo sguardo, e diventa tutto rosso in faccia.
Non mi convince per niente la sua espressione e il suo comportamento, ma decide di lasciare perdere. Anche se devo ammettere che vorrei tanto ricevere una risposta da parte sua. È molto inquietante come cosa, e mi sento spiata da quest'uomo. Insomma... Cerca sempre di immischiarsi nei miei problemi, e su questo ha ragione Dylan. Ha ragione quando dice che è un uomo impiccione, ma mi chiedo perché lo sia solo con me. Non voglio essere sgarbata con lui, però è pesante questa situazione e mi mette molto a disagio. Non ho mai smesso di pensare alle parole che mi disse quella volta fuori dall'ufficio del preside. Quando mi disse che secondo lui, tra noi due c'era qualcosa di speciale. <<Ah ok, comunque non lo so... Ma non credo di venire a lezione domani>> confesso e lui annuisce, <<Va bene d'accordo... Non ti faccio gli auguri prima, perché porta sfiga ma ti auguro di passare un bel compleanno>> mi sorride, <<la ringrazio, a presto>> dico per poi girarmi verso la porta.
<<Chloe aspetta>> mi prende per il polso e me lo ritrovo a pochi centimetri da me, <<si?>> dico. Questa vicinanza mi mette molto a disagio, ma cerco di non darlo a vedere. Stavolta non riesco a leggere la sua espressione, sembra turbato e sul punto di dirmi qualcosa, ma non gli escono le parole di bocca. <<No niente, vai pure scusami>> mi lascia ed io gli rivolgo un'ultimo sorriso, il più finto che io abbia mai fatto.
Una volta finito di discutere con lui, cammino a passo veloce per tutto il corridoio, dirigendomi il più presto possibile verso la porta.
Quando finalmente esco dell'edificio vedo Dylan seduto su un moretto, con il cellulare tra le mani, mentre mi aspetta.
<<Finalmente, perché ci hai messo così tanto?>> chiede, <<ho parlato un attimo con Smith>> dico con voce pacata, <<ti ha detto qualcosa di offensivo?>> chiede a denti stretti, <<no no, è stato gentilissimo con me, come sempre. Solo che è successa una cosa strana>> dico distogliendo un'attimo lo sguardo.
Beh, direi più che strana.
<<Tipo?>> chiede, <<non so come ha fatto a scoprirlo, ma sa qual'è il giorno del mio compleanno. Non capisco davvero come abbia fatto a scoprirlo e non me né capacito, seriamente. Non gli ho mai parlato né di me né tantomeno del mio compleanno, sa solo di mio padre, più o meno: però non capisco come abbia fatto a scoprire il mio giorno di nascita. Per caso ne hai parlato tu con qualcuno, in sua presenza?>>chiedo, <<no, io non ne ho parlato con nessuno>> si affretta a dire, <<lo sai com'è fatto, magari ha guardato la tua scheda... Quell'uomo non si fa mai i cavoli suoi, te l'avevo detto che era un uomo appiccicoso>> dice, <<già...>> rispondo insicura.
Vedendo la mia reazione, Dylan mi abbraccia e mi accarezza dolcemente la testa.
<<Non ci pensare più, adesso andiamo a riempirci il pancino e oggi vedremo cosa fare>> dice staccandosi da me ed io annuisco sorridendogli.

Nothing more 2 || tutto ritorna La tua prossima ossessione. Scoprilo ora