Chloe
<<Ehm... Si. Mi scusi signora, non vorrei sembrare scortese ma lei è?>> chiedo aggrottando la fronte. <<Tesoro non preoccuparti, capisco benissimo questa tua confusione. Io sono Ana Anderson, tua nonna>> dice le avvicinandosi, e il mio sorriso scompare in men che non si dica.
Mia nonna? No, è impossibile.
Mia nonna e mio nonno vivono in una città vicino San Diego.
<<Signora, credo che abbia sbagliato persona allora>> cerco di rivolgerle un piccolo sorriso ma lei si avvicina ancora di più, scuote la testa e mi prende entrambe le mani.
<<No tesoro, sono nonna>> insiste, <<io mia nonna ce l'ho già, e abita in America>> rispondo agitandomi. L'ultima cosa che non voglio è essere una persona scontrosa, però odio quando le persone mi contraddicono.
Io non l'ho mai vista prima d'ora questa signora, e non so nemmeno cosa voglia da me. Posso capire se mi abbia confuso per un'altra persona, anche se a quanto pare la persona che stava cercando aveva il mio stesso nome e il mio stesso cognome, però questo non significa che sia io colei che stava cercando.
<<Sono la madre di tuo padre>> dice e il mio cuore si ferma. Perde un battito, forse due o tre. Il mondo sembra crollarmi addosso, e il sangue mi si gela.
<<Signora guardi, sta veramente sbagliando persona, perché non so di cosa sta parlando>> ammetto, <<Chloe ti prego dammi del tu, so che non mi hai mai visto e che non sai niente. Però sono venuta qui proprio per cercarti e per dirti la verità, la verità che tua madre ti ha sempre voluto tenere nascosto>> dice lei in tono serio. Non riesco ad aprire bocca, non riesco a ribattere. Mi limito solamente a guardarla e più la guardo, più mi rendo conto che non ho niente di simile a lei.
È una donna magra, con i capelli brizzolati e gli occhi celesti, di un celeste scuro. Le labbra sono sottili, ed è più bassa di me.
<<Tesoro, capisco benissimo che adesso sei confusa e forse spaventata, ma credimi che non sono venuta qui per renderti la vita impossibile. Però ormai sei un adulta, sei cresciuta e sei matura. Devi sapere la verità>> replica, <<che verità?>> azzardo a chiedere, <<devi sapere chi è tuo padre e...>> la signora davanti a me viene bloccata da un'altra voce.
<<Chloe eccomi, scusa per il ritardo. Ho interrotto qualcosa?>> chiede Dylan guardando la donna difronte a me.
Vedendo la mia faccia completamente sorpresa e spaventata, Dylan mi posiziona una mano intorno al bacino e mi tiene stretta a sé. Guarda la donna di fronte a me e anche quest'ultima lo guarda. Ha un'aria confusa e sorpresa, ma sembra tranquilla allo stesso tempo.
<<Lui chi è?>> chiede Ana, <<sono il suo ragazzo>> risponde Dylan al posto mio, <<e lei chi è?>> chiede lui guardandola con un sopracciglio alzato.
<<Sono sua nonna>> risponde.
Dylan si gira verso di me e mi guarda con un'aria indecifrabile. Leggo la confusione nel suo sguardo, ma poco dopo lo vedo addolcirsi.
Credo che abbia già percepito che sono confusa quanto lui in questo momento.
<<Chloe possiamo per favore parlare>> insiste la signora davanti a noi. Con uno sguardo faccio a capire a Dylan che non mi sento bene e lui poco dopo interviene dicendo: <<Signora guardi, non voglio essere scortese ma io e Chloe dobbiamo andarcene.>>
<<So benissimo che non dovete andare da punte parti, quindi non mi mentire giovanotto>> risponde vispa Ana.
Dylan si innervosisce e cerca di prendere il controllo della situazione, ma io lo precipito per evitare che faccia sciocchezze.
<<Adesso basta. Sono stanca di tutto e di tutti, non so chi sia lei e non mi è concesso di parlare a persone che non conosco, della mia vita privata. Non so come faccia a sapere tutte queste informazioni di me e sulla mia famiglia, ma la prego di lasciarmi in pace e di farmi vivere questa vacanza come si deve. Domani ce ne andremo, e voglio godermi l'ultimo giorno in santa pace. Perciò per favore ci lasci stare>> dico infine. Non so dove ho trovato tutta questa audacia e tutto questo coraggio per parlare in questo modo ad una persona più grande di me, ma ormai ne necessitavo da più di dieci minuti.
Lascio lì la signora, prendo per mano Dylan e ci dirigiamo verso la sala da pranzo, dove la mattina ovviamente è servita la colazione.
Non appena ci sediamo mi prendo il viso con entrambe le mani e affondo le dita tra i miei capelli biondi.
<<Si può sapere che sta succedendo?>> mi chiede Dylan con un'aria irritata, <<non lo so, ma ho un brutto presentimento>> confesso e lui sbianca alle mie parole. Non avrei mai voluto che accadesse una cosa del genere proprio il giorno del suo compleanno, proprio quando dovevamo stare tranquilli tra di noi.
A quanto pare la sfortuna me la porto sempre dietro. Mi accompagna ormai da diciannove anni a questa parte, non facendomi vivere una vita normale come ogni adolescente.
E a quanto pare vuole ancora rimanere dentro di me, e chissà per quanto tempo dovrò conviverci insieme.
Certe volte mi chiedo se arriverà mai quel giorno dove finalmente spariranno le preoccupazioni, le paure e i problemi.
Spero che arrivi molto presto da una parte, perché una vita del genere è difficile da gestire ed io mi sono già stancata visto che la sto conducendo da più di diciannove anni.
<<Non essere negativa, andrà tutto bene piccola>> mi prende una mano e me l'accarezza, <<se ne è andata?>> chiedo riferendomi alla signora di prima. Dylan si guarda intorno e non vedendola, annuisce.
<<Sta calma d'accordo, domani torneremo in america e non la vedrai più quella>> dice riferendosi a Ana. Annuisco, ma subito dopo gli pongo una domanda.
<<Di chi erano i messaggi di ieri?>> chiedo curiosa. Sono ore e ore che mi fascio la testa, domandandomi da chi erano stati inviati quei messaggi e sopratutto chi era la persona presa in questione. Dylan sbianca alla mia domanda e non ne capisco il motivo.
<<Era Mathias>> risponde, <<oh... E perché ti ha chiesto di mantenere ancora per un po' un certo segreto?>> chiedo a mia volta e più gli porgo domande, più lo vedo innervosirsi.
Se non centro io in questa situazione, non vedo perché debba sentirsi scomodo nel parlarmene.
<<Vuole chiedere a mia madre di fidanzarsi e forse di andare a convivere... Non so bene quale delle due, ma forse entrambe. E siccome sono venuto a scoprirlo per sbaglio, mi ha chiesto di mantenere questo segreto, perché vuole essere lui a dirglielo. Be'... Com'è giusto che sia suppongo>> dice impacciato, <<oh, capisco. Be' è un'ottima notizia questa, no?> chiedo, <<normale>> fa spallucce ed io annuisco poco convinta. La cameriera ci viene subito a chiede che cosa prendiamo per colazione e dopo aver preso le ordinazioni, non ci rimane altro che aspettare.
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Nothing more 2 || tutto ritorna
ChickLitCOMPLETA ッ ⚠️⚠️ A BREVE IN REVISIONE ⚠️⚠️ Questo è il sequel di "Nothing More". È consigliabile leggere il primo libro di "Nothing more" prima di questo, per poter capire meglio la storia. Lo trovate sul mio profilo. Chloe, affranta ormai dal dolor...
