Capitolo 74

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Dylan

Un'altra settimana del cazzo prende inizio.
E ciò comporta a nuove ore di lezione, con gli stessi professori noiosi che non vedano l'ora di farti la predica quando ti vedono disattento. Per fortuna sono un ragazzo che, nonostante non gli piaccia studiare, apprende subito e di conseguenza non devo stare a prendere appunti. A differenza di Chloe invece. Ogni volta che la guardo durante le lezioni, mi viene sempre da ridere perché la vedo super concentrata sopra i suoi fogli pieni di scritte, e la sua mano non si stacca mai dal foglio per prendere appunti.
E lo stesso fa il suo amichetto di banco.
Li vedo sempre concentrati, pronti a scrivere ogni parola che dice il professore. E il più delle volte questa scena mi ricorda quando alle elementari, la mia insegnante di italiano faceva i dettati. Li odiavo, ed ogni volta rimanevo sempre indietro.
In questo momento sto andando in classe, sono già in ritardo di dieci minuti, ma sinceramente non me ne importa proprio niente.
Alla prima ora dovremmo averci Smith, e meno lo vedo meglio è.
Ancora non ci posso credere che mi ha messo le mani addosso. Mi sono dovuto contenere, perché so che a Chloe non fa piacere quando metto le mani addosso a qualcuno. Però quei due pugni che gli ho sfiorato nella sua mascella, se l'è meritati. Dovevo darglieli per forza, non poteva vincere lui.
Non appena entro in classe, Smith alza lo sguardo su di me. Ha un'aria serena e tranquilla, come se ieri non fosse successo nulla. Io invece sono ancora incazzato e solo alla visione di quel tipo, mi viene voglia di andare lì da lui e dargliene di santa ragione.
Però devo stare calmo, l'ho promesso a Chloe.
Stacco il mio sguardo da quell'ebete e lo poso su Chloe. Non si è ancora accorta della mia presenza, infatti è a testa china e sta fissando la pagina bianca del suo raccoglitore ad anelli.
Samuel mi guarda e mi saluta con un cenno di testa. Tira una piccola e legge spallata a Chloe e lei si gira verso di lui. Quest'ultimo indica la mia figura e quando Chloe posa lo sguardo su di me, sorride. Ricambio e vado a sedermi.
Le sono così grato per avermi dato una un'altra possibilità. So che non è niente di sicuro e che non devo cantare vittoria prima del dovuto, ma so per certo che me la darà. Sarà una questione di una settimana e poi tutto tornerà come prima, o almeno spero.
Poco importa quanto ci vorrà.
Anche se passeranno due o tre settimane prima che mi perdoni del tutto, non importa. L'importante è che lo faccia.
Le ho fatto cose molto peggiori.
Spesso l'ho insultata, e anche pesantemente, l'ho fatta soffrire spudoratamente e le ho mentito più e più volte: nascondendole cose ancora più gravi di queste, ma lei mi ha sempre perdonato. Non ha motivo di non perdonarmi anche questa volta. E comunque ora che ci penso bene se la scelta di non perdonarmi era già stata prevista nella sua testa, ieri non mi avrebbe permesso di restare da lei.
Non mi avrebbe dato tempo di spiegarle come sono andate le cose, non si sarebbe fatta baciare e non mi avrebbe mai difeso davanti a quel coglione di Smith.
Siamo come due calamite io e lei.
È impossibile che la nostra chimica si spezzi così da un momento all'altro.
<<Ragazzi prendete posto, perché tra pochi minuti inizio. Chi c'è bene, chi non c'è peggio per loro>> dice Smith, tirando fuori dalla sua borsa marrone dei fogli.
<<Ah ragazzi quasi dimenticavo... La professoressa Martínez non potrà esserci nell'ora successiva, quindi avrete un'ora di buco>> annuncia dopo qualche minuto.
La gente esalta abbassa voce, tranne le due sfigate che stanno al primo banco.
Altri due ragazzi entrano in classe e si scusano per il ritardo e quando ognuno prende posto, Smith inizia la sua noiosissima lezione.
Non so proprio Chloe come faccia a dire che le sue lezioni sono interessanti e divertenti.
Io ogni volta mi annoio e mi ci prende quasi il sonno ad ascoltarlo.
Per tutta la lezione lo fisso e ogni volta che incrocia il mio sguardo perde il filo del discorso e si distrae. Mi piace metterlo a disagio, è un potere che non avevo mai esercitato prima d'ora su qualcuno più grande di me.
Di solito lo esercitavo sulle ragazze, ma mai su un'adulto.
Di tanto in tanto distolgo lo sguardo da Smith e mi giro verso Chloe per vedere che sta facendo.
Ogni volta che la vedevo aveva la testa china sul foglio davanti a se e prendeva appunti. Per tutta la lezione è stata a testa bassa senza mai incrociare lo sguardo di Smith. Sono contento che si stia comportando così, Smith si merita la sua indifferenza e molto di più.
Non so proprio come faccia la compagna a soportarlo.
La campanella suona e tutti iniziano ad uscire dall'aula. Gli ultimi che sono rimasti siamo io e Chloe. L'aspetto alla porta, ma quando viene verso di me, Smith mi chiama.
<<Signor Walker può restare per qualche minuto? Avrei bisogno di parlarle>> dice sistemando i fogli dentro la cartella.
Chloe mi guarda e io scuoto le braccia per farle capire che non so di cosa mi voglia parlare.
<<Chloe puoi rimanere anche tu, se vuoi ovviamente >> continua lui guardandola. Quest'ultima lo ignora e rivolge a me la parola dicendo: <<Ti aspetto all'uscita.>>
Annuisco e le lascio un bacio sulla guancia, proprio difronte a lui. Se gli da noia ben gli sta.
Lei va via ed io rientro in aula.
<<Che vuoi?>> dico schietto con aria spavalda, <<non sono tuo fratello, quindi non darmi del tu>> ringhia lui, <<dal momento che ti comporti per primo come un ragazzetto, non ti do di certo del lei. Sopratutto dopo quello che è successo ieri>> scrollo le spalle e poi le incrocio, <<lo so e uno dei motivi per la quale sono qui a parlarti è proprio per questo. Mi dispiace, non volevo creare tutto questo casino con Chloe. Oggi non mi ha rivolto la parola e per tutta la lezione ha tenuto lo sguardo basso, senza nemmeno alzarlo una minima volta per incrociare i miei occhi>> sbuffa e si siede sulla sedia. <<Non posso dirti il motivo per essermi comportato in quel modo e di conseguenza non posso darti spiegazioni, ma tu devi riuscire a farmi perdonare da Chloe>> dice disperato.
Per un momento una scintilla si fa strada nei suoi occhi.
Scoppio a ridere e poi con un tono schifato gli dico: <<Scordatelo, devi stare lontano dalla mia ragazza. E non te lo ripeterò più di una volta.>>
Lui si alza di scatto e mi punta il dito contro.
<<Non dirmi cosa devo o non devo fare altrimenti...>> lo blocco, <<altrimenti cosa, mh? Mi picchia di nuovo? Prego si accomodi. Magari questa volta lo faccia davanti a tutti, così mostrerà a tutto il college il mostro che è in lei>> dico divertito.
Non mi fa paura, nessuno me l'ha mai fatta e continuerà ad essere così.
Sferra un pugno alla cattedra e gli esce il sangue dalle nocche già spaccate di suo, per i due cazzotti di ieri.
<<Dylan ragiona cazzo. Se ti chiedo gentilmente di far ragionare Chloe, non pensi che le mie ragioni sono abbastanza serie e gravi? Solo tu puoi aiutarmi, perché ci sei stato solo tu in quel momento>> dice infilandosi le mani tra i capelli pieni di gel.
<<Ed io le ho già detto che non l'aiuterò. Non capisco cosa ci sia di cosi incomprensibile nelle mie parole. Non mi interessa ne il motivo del suo comportamento, né tantomeno ho bisogno delle sue giustificazioni>> dico con tono rude, <<se solo sapessi il motivo non parleresti così>> ringhia lui, serrando i pugni.
<<Peccato che non mi interessa saperlo, perciò adesso se non le dispiace me ne andrei. Ho di meglio da fare che parlare con un pagliaccio che invece di farsi una vita, viene ad importunare quelle degli altri>> dico allontanarmi da lui.
<<Non ho ancora finito>> ribatte lui prendendo in mano la sua borsetta.
<<Mi spiace ma i miei uditi per oggi hanno finito di ascoltarla, perciò la discussione finisce qui da parte mia. Se lei continuasse a parlare, le sue parole mi entrerebbero da un'orecchio e uscirebbero dall'altro. Perciò... Non so quanto le convenga>> faccio un sorrisetto soddisfatto e lui stringe forte la mascella.
<<Vaffanculo>> mi tira una spallata e se ne va via. Mentre sto per andarmene anche io, noto che in terra c'è una foto. La raccolgo e prima ancora di guardarla corro in corridoio per vedere se trovo Smith. Deve essergli caduta mentre mi ha dato la spallata.
Giro la testa da destra a sinistra ma ormai di lui non c'è più traccia.
Giro la foto e i miei occhi vedono una bellissima bambina.
Perlomeno, deduco che sia una bambina... Ha una tutina rosa ed è dentro una culla.
La bambina sorride nella foto, ed ha gli occhi quasi chiusi. Non riesco a vedere bene il colore dei suoi occhi, per colpa della fessura troppo stretta, ma se non mi sbaglio sono di un celeste scuro. Molto scuro.
Alzo gli occhi e mi guardo intorno.
Per fortuna non c'è nessuno intorno a me che mi sta fissando.
Questa situazione è molto strana, anzi... Questa foto è strana. La bambina è bionda, ha a fatica dei capelli, quindi deduco che sia stata una foto scattata pochi giorni dopo il parto.
Per non so quale motivo sorrido quando mi soffermo a vedere il meraviglioso sorriso che ha questa bambina. Nonostante gli si vedano solo le labbra fini, è tenera come foto.
Sarebbe bello dare a Chloe l'opportunità di avere tra le sue braccia una bambina così, tutta sorridente e che la guardi con quegli occhi pieni di amore.
Chloe cazzo...
Mi starà aspettando.
Riguardo un'ultima volta la foto e noto che questa bambina ha qualcosa di familiare, non so bene cosa, ma adesso non ho tempo per pensarci. Ripongo la foto nella tasca centrale dello zaino e mi avvio verso l'uscita.

Nothing more 2 || tutto ritorna La tua prossima ossessione. Scoprilo ora