Chloe
Stare fra le sue braccia mi fa sentire al sicuro e protetta da tutto e da tutti. In questo momento mi sento debole, mi sento piccola in mezzo ad un mondo di giganti, e so per certo che potrei cedere da un momento all'altro.
Però lui adesso è la mia ancora di salvezza, mi sta salvando.
È il piedistallo su cui mi reggo, il pilastro su cui posso contare e un punto di ferimento su cui posso rifugiarmi. Non smetterò mai di ringraziarlo per quello che ha fatto e che fa tuttora per me.
Lo squillo del mio telefono ci porta alla realtà ed io mi stacco da Dylan, ma rimanendo sempre sulle sue gambe.
<<Mamma>> rispondo, <<amore ieri ti ho chiamato, ma non mi hai risposto: Dov'eri finita?>> chiede preoccupata, <<scusami ma avevo da fare e comunque ti ho risposto al messaggio, pensavo ti bastasse>> le rispondo tranquilla.
Dylan in compenso sta zitto e lo ringrazio per non dire nemmeno una parola. Sa che mia madre non sa ancora niente di noi due, e so per certo che quando lo scoprirà andrà su tutte le furie. <<È per lui vero...??>> chiede con voce spezzata, <<ti ci sei rimessa insieme>> inizia a piangere. Odio sentirla così e vorrei dirle la verità, ma non so se è un'ottima idea.
Magari averla davanti mi faciliterebbe le cose, e saprei come gestire un po' di più la situazione: ma diglielo così mi sembra una pessima idea, anche se ormai se ne è già accorta a quanto pare.
<<Possiamo parlarne quando vengo da te?>> le chiedo, <<Chloe ti prego dimmi di no... Come fai a perdonare una persona che ti ha dichiarato che non ti ama, che non ti ha mai voluta, che ti ha usato e basta...>> sento i singhiozzi dall'altro campo del telefono.
<<Mamma per favore non iniziare, stai facendo tutto te, io ancora non ti ho confermato niente>> dico schiarendomi la voce. Sento un silenzio tombale dall'altra parte del telefono, ed inizio a preoccuparmi.
<<Mamma>> dico di nuovo, <<si, ci sono>> tira su con il naso. Faccio un sospiro di sollievo e successivamente riprendo a parlare. <<Capisco che tu non mi voglia vedere soffrire, ma questa è la mia vita e devo prendere le decisioni da sola. Tu invece di attaccarmi dovresti sostenermi>> dico stanca di questa situazione. Ho troppi problemi al momento, e se ci si mettesse anche lei per il mio ritorno insieme a Dylan: sono sicura che crollerei, del tutto.
<<I nonni verranno per Natale, ci sarai vero?>> cambia discorso, <<ehm non lo so...>> rispondo. Guardo Dylan e cerco un'approvazione. <<Che dice?>> sussurra, <<se vado da lei a natale>> mimo con le labbra. Lui annuisce e mi sorride.
<<Ehm si mamma vengo>> dico guardando ancora Dylan. Non mi sembra tanto contento di questa scelta, ma è meglio così.
<<È lì con te vero?>> la sua voce si irrigidisce ma allo stesso tempo è pacata, <<mamma ho risposto alla tua domanda, per favore non mi fare il terzo grado>> sospiro infastidita, <<rispondi alla mia domanda per la miseria>> strilla, <<si è qui con me, problemi?>> rispondo subito dopo, incazzata.
Mi sono davvero rotta, se ha voglia di litigare oggi mi trova bella carica e pronta.
<<Bene...>> la sento calmarsi, ma nel suo tono c'è sempre la delusione e il dolore.
<<Mia figlia che ritorna con un teppista, ottimo direi no? Ma tu ti rendi conto di quello che stai facendo? Con il passare degli anni tutti sapranno che starai con un ragazzo del genere e so che a te non te ne frega delle critiche, non più a quanto pare, ma a me si. Come mi devono chiamare quando passo per strada?
Colei che ha la figlia che sta con un teppista?
Con un ladro? Con un bugiardo? Con un maniaco pieno di tatuaggi?
Come Chloe, dimmelo te...>> ribatte incavolata dopo qualche secondo.
Scendo di scatto di macchina e spavento Dylan facendo quel gesto. Chiudo la portiera e mi allontano un po' dal veicolo.
<<Dio santo mamma, ma cosa ti ho appena detto? Anzi... Cosa tu mi hai detto.
Mi avevi promesso di starmi vicino e che non ti saresti mai più comportata come hai fatto in passato, adesso cosa fai... Lo insulti?
Sapendo che è l'unico a starmi vicino quando ormai si erano allontanati tutti, te compresa.>>
Sono così arrabbiata che in questo momento prenderei a calci qualcosa, o meglio dire qualcuna. Di certo non mia madre.
In questo momento la detesto perché si sta comportando male e sta cercando di comandare la mia vita: ma è mia madre ed è la persona più importante che ho, insieme a Dylan ovviamente e non le torcerei nemmeno un capello.
<<Pensavo che avessi capito la lezione dopo quello che ti ha fatto, ma a quanto pare non ti è bastato. Ti ho detto quelle cose perché sapevo, o almeno speravo che tu non lo perdonavi, ma a quanto pare mi sono sbagliata anche qui. Ti ho sempre protetta figlia mia, ho fatto di tutto per non farti mancare mai niente e per non farti mai soffrire, e tu cosa fai? Ti vai a mettere proprio con una persona che cerca di distruggerti ogni santo giorno della tua vita. Non era questo il futuro che volevo per te Chloe...>> ringhia dall'altra parte del telefono.
<<È cambiato mamma e mi ha spiegato perché si è comportato in questo modo. Quando verremo a San Diego ti spiegheremo tutto d'accordo?>> le dico, <<verremo-?>> ripete, <<chi altro viene scusa?>> domanda, <<io e Dylan>> rispondo e lei scoppia a ridere.
<<Scordatelo Chloe, io quel teppista in casa non lo voglio>> dice a tendi stretti. Nel suo tono adesso c'è solo rabbia e schifo, in parte pure io mi sento così. Però io mi sento così solo per colpa sua, sono talmente arrabbiata e schifata dal comportamento della persona con cui sto parlando, che non ho parole per descrivere tutto questo.
Mia madre è cambiata da quando ha ricevuto quei messaggi, e so che è colpa di mio padre.
<<Va bene, allora non verrò per Natale, saluta te i nonni da parte mia>> ribatto in tono tranquillo, <<no, devi venire>> la sento infuriarsi ancora di più.
Ed è qui che la volevo io.
<<Questa volta ti metto io davanti due scelte mia cara: o accetti che viene anche Dylan, o non verrò. La situazione è bella chiara, e se credi di dettare legge solo te ti sbagli di grosso. I tempi in cui facevo quello che volevi tu sono finiti. Finiti, ti è chiaro? Adesso ho diciannove anni e sono maggiorenne, quindi di conseguenza posso benissimo gestire le mie scelte e la mia vita come voglio io, senza avere nessun altro al mio fianco che mi comanda dalla mattina alla sera. Io capisco che l'hai fatto per il mio bene, ma hai davvero esagerato perché mi hai costretto a fare scelte che non volevo e che non avrei mai fatto da sola>> rispondo nello stesso tono di prima. La sento sospirare e capisco che è nervosa. <<Va bene Chloe, portalo pure... Sarà lui ad andarsene tanto>> dice in tono divertito, <<mamma non fare niente di azzardato ok? Perché se solo gli fai del male o lo fai soffrire, puoi pure scordarti di avere una figlia. Se gli torci anche solo un capello e se lo offendi davanti a tutti quanti: puoi pure dire addio alla tua Chloe Johnson. Come hai perso papà, perderai anche me...>> Mi si inclina la voce per l'ultima frase che ho usato, e capisco che è una frase bruttissima. Forse l'unica frase che non avrei mai dovuto dirgli e che lei non avrebbe mai dovuto sentire, ma è più forte di me. In questo momento voglio che capisca la gravità delle cose che sta dicendo, ed infondo è vero... Mi perderà se continuerà a non accettare me e la mia relazione. <<Ci vediamo domani>> dice mia madre con un tono pacato e lento, ingoiando di poco la saliva. <<Domani? No mamma domani no. Partiremo sabato e saremo lì verso il pomeriggio>> dico.
<<Va bene come vuoi>> risponde tranquilla, <<ciao>> le dico, ma lei ormai ha già riattaccato.
Due braccia mi cingono la vita, prendendomi da dietro e io mi giro di scatto. <<Scusami non volevo spaventarti>> dice. Scuoto la testa e dico: <<Non preoccuparti>>.
<<Stai bene?>> chiede, <<si>> rispondo, <<non sembra>> mi fa notare.
<<Hai qualche progetto per Natale?>> chiedo, <<no nessuno, perché?>> chiede di nuovo.
<<Vuoi venire con me a San Diego?>> propongo a mia volta.
Spero davvero che accetti la mia proposta di venire con me. Magari sarà la volta buona di farli conoscere a modo. Magari mia madre proverà a capirlo, a conoscerlo e finalmente potrà accettare il fatto che ormai lui fa parte di noi, della mia famiglia.
<<A San Diego? Da tua madre?>> chiede sgranando gli occhi ed io annuisco.
<<E tua madre vuole?>> chiede di nuovo, <<che lo voglia o meno non me ne importa, sono stata chiara con lei e gli ho detto che se non saresti venuto tu, non ci sarei andata nemmeno io>> gli spiego, <<e lei?>> domanda, <<è stata zitta e mi ha concesso di invitarti>> gli spiego. Non è proprio andata così, ma non voglio che stia male perché mia madre non lo accetta. <<Allora, vieni? Ci saranno anche i miei nonni> chiedo speranzosa in un sua risposta positiva, <<si vengo. Spero solo di fare una buona impressione e di non litigare con tua madre ogni giorno>> dice scherzando, <<tranquillo, non accadrà>> lo tranquillizzo.
È quello che spero più di tutto. Voglio passare il Natale in santa pace, con la mia famiglia e con Dylan. Non chiedo tanto, solo questo e non voglio di certo passarlo a piangere per colpa di mia madre.
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Nothing more 2 || tutto ritorna
ChickLitCOMPLETA ッ ⚠️⚠️ A BREVE IN REVISIONE ⚠️⚠️ Questo è il sequel di "Nothing More". È consigliabile leggere il primo libro di "Nothing more" prima di questo, per poter capire meglio la storia. Lo trovate sul mio profilo. Chloe, affranta ormai dal dolor...
