Chloe
Sento sbattere la porta al piano di sotto e mi chiedo chi possa essere venuto a quest'ora, a trovarci. Mi sono svegliata da poco e in questo momento mi sto cambiando. Ho indosso una felpa corta, con sotto una maglietta fine e un pantalone semplice di tuta. Oggi ho testato per la prima volta il letto degli ospiti e devo dire che non è affatto male. In tutti questi anni non c'ho mai dormito visto che questa stanza veniva usata da Noah, quando veniva a dormire qui in casa mia, oppure dai nonni. Scendo al piano di sotto e vedo mia madre davanti la porta, con le mani tra i capelli. <<Ehi mamma, dov'è Dylan?>> chiedo sorridendogli di poco, <<se n'è andato>> risponde e il mio sorriso scompare.
Se n'è andato? E dove?
<<Quando torna?>> chiedo, <<non lo so, non so se torna...>> dice spaventata. La paura dentro di me si scatena, facendomi venire il battito cardiaco più veloce del solito. Prendo subito il telefono che ho lasciato sul mobile vicino alla porta e lo chiamo. <<Risponde la segreteria telefonica di...>> e riattacco.
Cazzo, ha spento il telefono.
Mi giro di nuovo verso mia madre e la guardo in cagnesco. <<Si può sapere cosa gli hai detto?>> chiedo inferocita, <<be' ecco... Abbiamo parlato, cioè... Lui era sceso per chiedermi dove fosse il bar più vicino a casa nostra, io a quel punto non gli ho risposto e mi sono offerta di andarci io. Tra una cosa e l'altra lui mi ha chiesto di parlare e così abbiamo fatto.
Mi ha detto della madre e del padre, del fratello perduto e per un momento mi è dispiaciuto... Solo che io...>> dice con timore ed io la blocco, <<tu cosa mamma?>> dico a denti stretti.
Lei sospira e mi guarda dritta negli occhi.
<<Gli ho detto che non sarebbe cambiato nulla da parte mia. Che anche se si fosse aperto con me, io sarei rimasta della mia idea. Avrei ugualmente pensato che non era il ragazzo giusto per te e che ti meriti di meglio>> dice schietta ed io rimango sbigottita. <<Tu cosa?>> grido, <<Chloe calmati per favore>> viene verso di me e cerca di prendermi per le spalle, ma io arretro di due passi. <<Non ti avvicinare>> ringhio, <<come hai potuto? Come!!>> mi scende una lacrima, <<lui si è aperto con te, cosa che non ha mai fatto con nessuno, solo con me. E tu che cazzo fai? Lo respingi? Gli butti più merda addosso?>> urlo per la rabbia. Il suo viso diventa rosso, colpa dell'irritazione suppongo e mi fulmina con lo sguardo. <<Chloe Johnson modera i termini quando parli con me>> mi punta il dito contro, <<no cazzo. Perché dovrei? Tratti male il mio fidanzato e poi pretendi pure che ti parli in modo corretto, come se nulla fosse? Come fai ad essere così...>> il suono del campanello blocca la mia frase.
Dylan...
Vado ad aprire e noto che non è Dylan.
<<Ah è lei signora Torres>> dico facendola entrare in casa. <<Mia, che piacere rivederti. Allora come sono andate le riprese del tuo primo film?>> dice mia madre con il sorriso stampato sulla faccia, ed io chiudo la porta.
Come fa ad essere così tranquilla?
<<Molto bene>> risponde la signora Torres, <<oh, vi ho disturbate per caso? Chloe quando mi ha aperto la porta ha fatto una faccia strana, stavate forse aspettando qualcuno?>> dice la
signora Torres mentre porta lo sguardo da me a mia madre, <<nessuno di importante, vieni andiamo pure in cucina così finirai di raccontarmi tutto>> porta Miss. Torres in cucina e insieme scompaiano dietro la porta scorrevole. Stronza...
Vado a sedere sul divano e porto con me il telefono. Scoppio a piangere in silenzio e cerco disperatamente un luogo, di dove lui si possa essere nascosto.
Non dovevo lasciarlo da solo con mia madre, sono stata una cretina. Potevo dirgli di rimanere, almeno non sarebbe successo niente di tutto questo. Dove può essersi cacciato?
È in una città nuova, da solo, senza una destinazione, un punto di riferimento... E per di più fa anche freddo. Proprio nello stesso momento in cui deciso di andarlo a cercarlo, sento aprirsi la porta e lo vedo.
Gli corro incontro e gli salto addosso.
<<Dylan...>> dico tra le lacrime.
Riesce a sorreggermi e così evitiamo di cadere.
Lui chiude la porta con il piede e posa il mazzo di chiavi nel portachiavi.
<<Ehi piccola, sta calma. Sono qui e sto
bene>> dice per tranquillizzarmi.
Mi tiene stretta a se per i glutei ed io affogo i singhiozzi nel suo collo.
<<Chloe abbiamo sentito...>> dice mia madre e si blocca. Dietro di lei c'è la signora Torres che guarda la figura di me e del mio ragazzo, in modo confuso. Dylan è girato di spalle e di conseguenza ne mia madre ne Miss. Torres lo vedono. Scendo da Dylan e lui si gira.
Non gli do nemmeno il tempo di fargli vedere chi è l'altra donna affianco a mia madre, che lo prendo per il viso e lo costringo a guardarmi.
<<Dimmi dove sei stato? Sei impazzito? È una città nuova, non conosci nessuno a parte me e tu che fai? Vai in giro da solo senz...>> vengo bloccata da dei singhiozzi.
Miss. Torres che piange?
Cosa sta succedendo?
<<D-Dylan... Dylan Walker?>> chiede e Dylan la guarda in un modo sconcertante.
<<Ehm si, lei è?>> chiede aggrottando la fronte. La donna avanza verso Dylan, fino a quando non se lo ritrova davanti.
<<Non ti ricordi di me? Sul serio Dylan?>> dice la donna facendo una smorfia di dolore, <<no>> risponde lui. A Miss. Torres le tremano le mani e le labbra. Sta cercando di dire qualcosa ma non ci riesce. Io in tutti c'ho sono dietro Dylan e mia madre dietro la signora Torres. Ci diamo uno sguardo confuso, ma poi entrambe riportiamo lo sguardo sulla scena.
<<Ne è passato di tempo, eri un bambino l'ultima volta che mi hai vista>> le trema la voce, <<Mia, credo che qui ci sia un fraintendimento...>> interviene mia mamma prendendola per la spalle. La donna continua a guardare Dylan, come se fosse la persona più bella del mondo. Lo è, ma questo non è il momento adatto per ribadirlo.
<<No Catherine, è lui... È mio figlio>> gli sorride e Dylan sbianca.
Sua madre? No, è impossibile.
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Nothing more 2 || tutto ritorna
ChickLitCOMPLETA ッ ⚠️⚠️ A BREVE IN REVISIONE ⚠️⚠️ Questo è il sequel di "Nothing More". È consigliabile leggere il primo libro di "Nothing more" prima di questo, per poter capire meglio la storia. Lo trovate sul mio profilo. Chloe, affranta ormai dal dolor...
