Capitolo 87

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Chloe

Non appena arriviamo davanti all'hotel, scendiamo di macchina e paghiamo l'autista. Quest'ultimo ci ringrazia e se ne va.
Quando mi giro, mi ritrovo davanti un'hotel a cinque stelle. Una grande insegna riporta il nome dell'hotel che è il Nolinski. Dista più o meno un chilometro e mezzo dal centro di Parigi, ma poco importa.
È meraviglioso visto da qua fuori.
<<È questo l'hotel?>> chiedo girandomi verso Dylan, <<si>> risponde lui con un sorriso, <<ma è a cinque stelle, costerà una fortuna!>> esclamo, <<e allora? Il viaggio lo aveva già pagato mia mamma, quindi di conseguenza non ho speso nulla di mio. E di certo non ti avrei portato in una bettola, quindi ecco a te e ben venuta a Parigi>> mi lascia un bacio sulla guancia e si avvia verso l'entrata. Lo seguo e due signori vestiti in giacca e cravatta ci aprono le porte. Una volta entrati nella hall, Dylan va a chiedere la chiave della nostra stanza e quando la signorina gliela porge, gli sorride e la ringrazia. Ci dirigiamo verso l'ascensore e una volta dentro, andiamo al terzo piano, dov'è situata la nostra camera.
Quando Dylan apre la porta, rimango completamente a bocca aperta. L'atmosfera è molto accogliete ed io rimango completamente meravigliata dalla vista che stanno vedendo i miei occhi.
Le pareti sono tutte colorate in beige, il letto è grandissimo ed è perfetto per noi due.
Sopra esso ci sono situati quattro cuscini, due marroni e due bianchi. Il lenzuolo è bianco, e invece le coperte si abbinano al colore marrone chiaro dei cuscini.
Affianco al letto c'è una sedia fatta in pelle ed è molto accurata. Le zampe so ben incignare con dei disegni astratti, e affianco a quest'ultima c'è un tavolino tutto fatto in vetro e marmo.
<<Ti piace?>> chiede Dylan affiancando le valigie alla porta d'entrata.
Vado verso di lui e lo bacio. Lo sento sorridere sopra le mie labbra, ma poi si perde completamente in me.
<<Riesci sempre a lasciarmi senza parole>> confesso sulle sue labbra, <<ne sono felice>> ribatte lui con un sorriso mozzafiato.
<<Che facciamo adesso?>> chiede guardandomi, <<possiamo rimanere un po' qui? Fuori c'è un freddo della madonna>> confesso, <<ma certo, magari usciamo stasera. Di solito il pomeriggio fa un po' più caldo, potremmo per esempio uscire verso le cinque, visitare un po' la città e poi tornarcene qui in hotel per mangiare>> propone lui, <<ci sto>> dico staccandomi dalla sua presa. Inizio a spogliarmi e per prima cosa mi tolgo il berretto, poi il giubbotto ed infine le scarpe. Rimanendo solamente con i pantaloni della tuta e con la felpa di Dylan.
Quest'ultimo fa lo stesso, e poi si butta a peso morto sul letto, buttando per terra tutti i cuscini.
<<Sempre ordinato tu eh>> mi lamento raccogliendoli, <<mi davano noia>> risponde lui, <<ho capito, ma non ti costava nulla riporli qui>> lo rimprovero infilandoli nella cassapanca, <<scusa mamma>> ridacchia lui, sapendo benissimo che mi da noia questo nomignolo.
<<Ancora?>> chiedo infastidita, <<scusa, ma sei troppo carina quando ti arrabbi>> confessa e io gli sorrido timidamente.
<<Vabbè peccato>> faccio spallucce andandomi a sdraiare anche io sul letto.
<<Peccato cosa?>> chiede lui non capendo, <<peccato che tu mi abbia fatto innervosire>> rispondo, <<e perché?>> chiede a sua volta, <<sai... Avevo pensato di rinnovare questo letto stasera, ma siccome ti sei comportato male... Vorrà dire che non succederà niente>> rispondo tranquillamente e lui sgrana gli occhi.
Scatta sedere sul letto e si gira nella mia direzione. <<Scusa, scusa, scusa, scusa, scusa... Farò qualsiasi cosa, ma ti prego non farmi questi scherzi>> mi avverte lui come se avessi detto la cosa più brutta di questo mondo, <<e perché?>> domando, cercando di trattenere una risata. <<Hai tirato una bestemmia più grande di una casa>> dichiara, <<ma non è vero>> scoppio a ridere, <<si invece>> fa il finto arrabbiato, ma poi scoppia in una fragorosa risata anche lui.
<<Sei proprio uno scemo>> ammetto e lui si viene a stendere sopra di me, <<almeno ti ho fatto ridere>> ammette e mi bacia.
Ricambio il bacio e lui infila una mano sotto la mia felpa. <<Dylan...> sussurro sopra le sue labbra, <<mh...>> mugola lui e poi riprende a baciarmi, <<io ti ho detto stasera, non ora...>> ansimo quando posa il suo ginocchio sulla mia intimità, <<uno strappo alla regola non ti farebbe male>> dice prima di iniziarmi a baciare il collo. Lascia una scia di baci umidi e poi a tratti succhia con voracità la mia pelle, lasciando qualche segno violaceo in qua e in la.
<<Non vale così>> mi lamento, <<vale eccome piccola>> mi morde il labbro inferiore e poi mi sfila la felpa e insieme a quella anche la canotta, facendomi rimanere con solo il reggiseno nella parte superiore.
Inizia a stuzzicarmi il seno e piano piano scende con i baci, fin quando non si ritrova davanti la zip dei miei pantaloni.
Mentre la tira giù, il telefono di Dylan suona e lui impreca a denti stretti.
<<Tempismo perfetto>> si alza dal letto e prende il cellulare dalla tasta dei jeans.
<<Pronto>> risponde.
Come sempre non riesco a seguire la conversazione, ma da quello che dice dopo capisco che è sua madre.
<<In realtà stavo per riprodurmi con Chloe prima che mi chiamassi>> sgrano gli occhi alle sue parole e gli tiro un cuscino addosso.
<<Si va bene, ci sentiamo dopo. Ciao>> dice lui infine, per poi riattaccare.
<<No ma io dico, sei scemo o cosa?>> chiedo allibita, <<e dai, tanto c'era da immaginarselo>> ritorna sopra di me e mi accarezza delicatamente i fianchi. Quel contatto mi fa rabbrividire e Dylan se ne accorge. <<Troppo fredde?>> chiede riferendosi alle mani ed io annuisco.
Non mi da nemmeno il tempo di ribattere che infila due dita dentro. Ispiro di scatto e lui si scusa, dicendo che voleva solamente riscaldarle. Gemo quando infila il terzo dito e inarco la schiena quando sento di essere quasi al culmine. <<Sei così stretta cazzo>> dice lui andando sempre più affondo e aggiungendo il quarto dito. Mi sento esplodere quando la sua lingua mi stuzzica il capezzolo destro, e vengo ripetendo il suo nome.
<<Stasera completiamo l'opera>> sussurra sopra le mie labbra, per poi alzarsi da me per andarsene in bagno. Rimango come una scema sdraiata sul letto, con ancora il fiatone e l'adrenalina in corpo. Fisso il soffitto e finalmente quando mi calmo, mi ricompongo e mi rivesto con gli stessi vestiti di prima.

Nothing more 2 || tutto ritorna La tua prossima ossessione. Scoprilo ora