Dylan
Al risveglio due manine mi accarezzano il labbro inferiore. <<Potrei mordertelo lo sai vero?>> dico ancora con gli occhi chiusi, <<stronzo come sempre>> scherza lei, ed io rido. Apro lentamente gli occhi e quando la guardo, vedo che mi fissa.
Il Dylan di cinque mesi fa si sarebbe pentito di averle parlato di figli, ma adesso non me ne pento affatto. E voglio che lo sappia pure lei.
<<Prima che tu possa fare domande, si. Mi ricordo tutto di ieri sera>> la tranquillizzo.
<<Ah si?>> chiede lei ed io annuisco.
<<Senti Dylan, io ero venuta qui solo per vedere come stavi, non volevo di certo costringerti a dire quelle cose>> inizia a dire lei, ma prima che continui a sparare cavolate la blocco.
<<Ehi piccola... Nessuno mi ha obbligato a dirle, ok? Sono stato io a volerle dire e le penso tuttora, anche se devo ammettere che ho un mal di testa atroce>> confesso massaggiandomi le tempie.
<<Perché lo hai fatto?>> chiede, <<fatto cosa?>> chiedo a mia volta, <<perché ti sei ubriacato in quel modo?>> domanda, <<perché pensavo di averti persa>> rispondo con sincerità.
Mi ricordo ancora quella scena immaginaria che non faceva altro che passarmi per la mente.
La figura di Chloe che scappava da me, più la prendevo più lei fuggiva, più mi avvicinavo più lei scappava per andarsene. Ogni centimetro che facevo verso di lei, verso la sua figura... Chloe si allontanava di un metro.
<<Hai... Insomma, hai preso qualcos'altro?>> chiede preoccupata. Credo che si stia riferendo a qualche pasticca o a qualche canna, ma subito per rassicurarla scuoto la testa.
<<Te l'ho detto Chloe, non mi faccio più di quella roba. Hai voluto che smettessi e l'ho fatto, ho fatto questo sforzo solo per te>> le ricordo e sul suo bellissimo volto le si forma un sorriso timido.
Uno dei più belli che io abbia mai visto.
<<Bene, meglio così>> dice lei, <<comunque dovresti smetterla di bere così tanto. Ogni volta che sai di perdermi non puoi ubriacarti o fare qualsiasi altra cazzata. Se sai che non mi vuoi perdere, dovresti evitare di fare sciocchezze dalla mattina alla sera>> aggiunge lei.
Ed ecco che ritorna mamma Chloe.
<<Lo so, lo so mamma>> dico divertito e lei mi da una pacca sulla spalla scoperta, <<ti ho già detto che non mi devi chiamare così>> ribatte lei infastidita, <<e perché? È così carino come nome>> ribatto con lo stesso tono di prima, <<non sono tua madre e a me non piace>> confessa lei, <<quindi mi vuoi dire che a tuo figlio gli dirai di non chiamarti mamma?>> le chiedo, <<cosa? No, certo che no. Da lui accetto questo soprannome, perché sono sua madre, ma da te no>> risponde lei.
<<In effetti ha senso come risposta>> ammetto, <<ma dai, non dirmi... Davvero?>> dice lei sorpresa.
Scoppio a ridere e lei mi segue a ruota.
<<Sei un cretino, fattelo dire>> dice lei sdraiandosi di nuovo nel letto, <<te l'ho lasciato dire, contenta?>> replico io, <<si dai>> mi sorride divertita e poi appoggia la testa sopra il mio petto.
<<Mi sono davvero spaventata ieri sera>> confessa lei accoccolandosi a me, <<lo so, e mi dispiace>> ammetto e le accarezzo la schiena tramite il tessuto della mia maglietta bianca che indossa perfettamente.
<<Non mi piaci quando bevi>> dichiara, <<a me non piace quando mi comandi>> ribatto scherzando, <<non ti sto comandando>> ribadisce infastidita, <<dai sto scherzando scema>> la rassicuro e le lascio un bacio tra i capelli. <<Mi è mancato questo>> la stringo di più a me e faccio unire le nostre gambe, <<immagino>> risponde lei con un'aria da sapiente, <<sono serio Chloe>> dico serio e lei alza la testa per incrociare il mio sguardo.
<<Perché mi fai sempre del male?>> mi chiede. Mi spezzano e mi abbattano sempre di più le sue parole. Ha gli occhi lucidi, e nel suo sguardo si può notare solo la tristezza.
<<Non lo so>> ammetto distogliendo lo sguardo, <<non lo faccio apposta, ma a quanto pare è l'unica cosa che mi riesce bene>> confesso tranquillo. Posa una mano sul mio volto e mi costringe a guardarla.
<<Non è l'unica cosa che ti riesce bene>> ribatte lei, <<si invece, non mentire>> la riprendo, <<non sto mentendo, sono seria. Non sei il fidanzato perfetto, come non lo sono io. Nessuno lo è, ma nel tuo piccolo riesci a dare tanto>> risponde lei.
<<Vorrei darti molto di più>> mi avvicino al sul volto e le scosto una ciocca di capelli dietro l'orecchio. <<Non serve. L'unica cosa che voglio adesso è avere la certezza che tu non mi faccia più del male>> confessa ed io sospiro, <<non posso promettertelo, perché lo sai anche tu che ci faremo del male a vicenda, ma ti prometto che ci ameremo sempre>> la bacio prima che possa ribattere qualcosa, e lei mi tira a se. È un bacio lento e fuocoso.
La situazione si scalda sempre di più, ma cerco di trattenere l'eccitazione per lei.
Ha detto che ha bisogno di tempo e voglio
rispettare questa sua decisione.
<<Ci proverai almeno?>> chiede speranzosa, <<ci proverò>> la rassicuro e lei mi sorride.
Il suo sorriso in questo momento vale più di mille confessioni. Si sta sciogliendo alle mie parole, si sta fidando di me e sta cercando di sforzarsi nel darmi un'altra possibilità. Nessuno mi ha dato la certezza che lei possa perdonarmi, e nemmeno lei stessa. Però sono sicuro che i suoi occhi non mi stanno mentendo in questo momento, e che prima o poi riuscirà a darmi un'altra possibilità.
<<Perché mi guardi?>> chiede quando si accorge che non la smette di fissare, <<perché sei incredibile>> rispondo e lei aggrotta la fronte, <<che vuoi dire?>> chiede a sua volta, <<non so quali poteri tu abbia, ma più ti guardo... Più mi innamoro sempre di più. Ed è frustrante questa cosa, perché non riesco nemmeno io a gestire questo sentimento. Soprattutto non riesco a gestire la mia gelosia. Prima... Cioè ieri sera scusa, quando mi sono ubriacato, non smettevo di pensare a te insieme ad un altro. Per questo ho iniziato a bere, proprio perché mi faceva impazzire pensarti insieme ad un'altra persona>> ammetto e lei arrossisce, <<invece di bere, saresti dovuto venire da me>> confessa, <<avrei voluto, e stavo per farlo. Però Logan mi ha fermato, e ha fatto bene. So di aver sbagliato ad ascoltarlo, però l'ha fatto per il mio bene, anzi per il tuo. Gli ho raccontato che avevi bisogno di spazio, e che volevi stare da sola per prenderti un po' di tempo per pensare. E lui mi ha solamente consigliato di fare la cosa giusta>> dico guardandola, <<hai ragione pure tu. Però la prossima volta vieni da me, ok? Preferisco stare a chiacchierare con te, anche se mi fai arrabbiare, che vederti in quello stato>> dichiara ed io annuisco.
<<Ti amo>> le dico qualche secondo dopo, <<anche io>> replica e mi bacia.
Ogni suo bacio è la mia condanna.
STAI LEGGENDO
Nothing more 2 || tutto ritorna
ChickLitCOMPLETA ッ ⚠️⚠️ A BREVE IN REVISIONE ⚠️⚠️ Questo è il sequel di "Nothing More". È consigliabile leggere il primo libro di "Nothing more" prima di questo, per poter capire meglio la storia. Lo trovate sul mio profilo. Chloe, affranta ormai dal dolor...
