Chloe
<<Dylan però muoviti>> gli urlo dal piano di sotto, <<un attimo, sto finendo di mettere le felpe nella valigia>> risponde urlando per farsi sentire. Oggi è sabato e finalmente siamo in vacanza. Il terrificante giorno di partenza è arrivato e devo dire che sono molto in ansia, non pensavo di averla così tanto e invece.
In questo momento sono seduta sul divano del signor Walker. Sono le due del pomeriggio e tra poco dovremmo partire, sempre se quel bradipo del mio ragazzo si muove. La vedo dura come cosa, visto che è da stamani mattina che sta a scegliersi i vestiti da portare per fare una <<bella figura>> come dice lui, con i miei parenti. Apprezzo molto questo gesto, ma deve essere se stesso, non deve cercare di sembrare un'altra persona solo per farsi accettare.
Stamani mattina mi sono alzata presto e sono partita con la macchina verso casa di Dylan. Lascerò qui la mia macchina per i giorni in cui starò via, e partiremo con quella di Dylan.
<<Eccomi ho fatto>> dice scendendo le scale con una valigia enorme.
<<Giusto un'informazione, ti sei portato dietro tutta casa o sbaglio?>> chiedo aggrottando la fronte, <<non sbagli, adesso andiamo che è tardi>> si avvia verso la porta, <<se stiamo facendo tardi è solo per colpa tua>> puntualizzo prendendo la mia valigia, che in confronto alla sua è la metà. <<Devi sempre puntualizzare tutto tu eh>> mi fa notare aprendo la porta, per poi posizionarsi di lato per farmi uscire per prima. <<Ovvio>> esco e vado dritta in macchina. Posiziono la mia valigia nei sedili posteriori, mentre Dylan posiziona la sua nel bagagliaio della macchina.
<<Sei pronta? Possiamo partire?>> chiede strofinandosi le mani per riscaldarle. <<Si. Ti volevo chiedere se per caso ti eri dimenticato qualcosa, ma direi proprio di no visto che ti sei svaligiato tutta casa>> rido divertita, <<ah ah ah... Divertente>> ironizza e mi fa la linguaccia. Accende il motore e poi parte.
Avendo freddo mi chiudo il giubbotto, facendo arrivare la cerniera fino al collo, in modo da tenerlo a caldo ed evitare di prendermi un bel mal di gola. E in più accendo anche l'aria calda, in modo che possa riscaldare un po' di più la macchina. Per tutto il viaggio restiamo in silenzio. Di tanto in tanto Dylan si gira verso di me e mi sorride, è fisso a tenere la sua mano sopra la mia coscia e la leva solo quando deve cambiare marcia.
Dopo due ore di viaggio arriviamo a destinazione. Sono un po' agitata. Per tutto il tragitto ero più o meno tranquilla, anche se un po' di ansia c'è sempre stata, ma adesso che sono difronte a casa mia, con Dylan... Be' l'ansia sale, e la paura che possa succedere un putiferio tra lui e mia madre, ancora di più.
Mi sistemo il berretto di lana e successivamente esco dalla macchina.
<<Be' questa è la mia casa>> indico la villetta che abbiamo difronte. <<So che non è grande come casa tua ma...>> mi blocca, <<e allora? Cosa c'è di male Chloe? Questa casa da fuori sembra molto accogliente ed è strutturata in modo perfetto, almeno per me.
È molto carina e conoscendo i tuoi gusti, credo che dentro lo sia ancora di più>> dice affiancandosi a me e fissando attentamente la casa. Magari ci fossero i miei gusti dentro quella casa. Tutta la roba che c'è tra arredamento e quant'altro, è di mia madre e di mia nonna. Non che mi dispiaccia, è abbastanza moderna, ma non come la vorrei io.
<<Già, entriamo?>> chiedo e lui annuisce.
<<Ehi, guardami>> lo costringo a guardarmi, <<andrà tutto bene ok?>> dico sorridendogli.
<<Sii te stesso, d'accordo?>> cerco di farlo sentire a casa, anche se è difficile e lo capisco benissimo. Per la prima volta non mi sento nemmeno io a casa, nonostante lo sia davvero. Anzi... Se devo dirla tutta mi sento più a casa, nella villa di Dylan che nella mia vera casa, dove ormai c'ho vissuto da quando ero una ragazzina. <<Le valigie le...>> cerca di cambiare discorso, <<le veniamo a prendere dopo ok? Adesso andiamo a prenderci una bella cioccolata calda in casa>> gli sorrido e lo vedo leggermente più tranquillo.
Entriamo nella mia residenza e quando busso al campanello sento urlare da mia mamma un: <<Arrivo.>>
Apre la porta tutta sorridente, ma cambia subito espressione quando vede la persona al mio fianco. <<E così l'hai fatto davvero...>> mi fulmina con lo sguardo, <<mamma!>> la rimprovero e guardo Dylan. È stressato, dispiaciuto, triste, incazzato, spaventato... Sinceramente? Non lo so nemmeno io, ma so per certo che questa situazione lo fa stare male.
Fa stare male me, figuriamoci lui che è proprio colui che non viene accettato così com'è.
<<Entrate>> si mette da parte per farci strada ed io poso una mano sulla schiena di Dylan, per fargli capire di entrare per primo.
Lui entra e successivamente entro io.
Mentre passo affianco a mia madre le rivolgo un'ultima espressione. Lei capisce che non deve dire nulla di sgarbato e farlo sentire a casa, ma non mi rassicura nulla.
<<Dylan>> lo chiama mia madre.
Oh no, fai che non gli dica nulla di sgarbato.
<<Voglio mettere subito le cose in chiaro.
Amo mia figlia, e la amo più di qualsiasi altra cosa. Odio condividerla con qualcuno e per me è già difficile averla lontana, figuriamoci sapendo che è pure fidanzata. Se finora non sono stata d'accordo sulla nostra relazione non è stato per cattiveria, se non perché conosco dei tipi come te e da quello che mi ha raccontato mia figlia ne ho avuto la certezza>> prende fiato ed inizia di nuovo a parlare.
Dylan mi guarda per un secondo ed io abbasso la testa.
<<Tuttora sono contraria a questa relazione e credo che lo sarò per sempre. Non sei l'uomo giusto per lei, ma questo credo che lo sappiamo entrambi>> la blocco, <<mamma smettila>> l'avverto, <<stai zitta Chloe, fammi finire>> mi zittisce. <<Siete troppo diversi, in pratica due poli opposti. Insomma guardati... Sei pieno di tatuaggi e per di più hai pure quelle palline sotto le labbra>> dice schifata, riferendosi ai due piercing, <<però..>> dice ed io alzo lo sguardo, sperando che dica qualcosa di piacevole questa volta. <<Se mia figlia è felice con te allora lo sono pure io. Quindi... Detto questo non mi immischierò più in voi due, ma ti avverto Dylan... Non farmene pentire, perché io le lacrime sul volto di mia figlia: come le ho visto versare quando tu le hai confessato di non averla mai amata e di averla solo usata per sfizio, non le voglio più vedere ok?
Detto questo voglio che sia chiara anche un'altra cosa. Solo perché ho deciso di "accettare">> dice facendo il gesto delle virgolette con le mani, nell'ultima parola, <<questa folle relazione, non pensare che ci sia un legame tra me e te ok? Io non voglio conoscere gente come te, ho una reputazione nel mio paese e ho un lavoro importante. Non ho intenzione di farmi rovinare da un diciannovenne tatuato>> dice mia mamma guardandolo dalla testa ai piedi.
<<D'accordo signora, la ringrazio>> gli porge una mano. Mia madre lo guarda e se ne va dritta in cucina, lasciandomi da sola con Dylan. <<Gli passerà vedrai>> gli accarezzo un braccio, <<lo spero... Non voglio creare tensioni, problemi o mettere a rischio il futuro di qualcuno>> dice mordendosi il labbro inferiore.
Mi dispiace così tanto a vederlo così. Immaginavo però che si sentisse in questo modo, mia madre lo ha distrutto. Lo vedevo incupirsi ad ogni parola che gli diceva la donna che mi ha messa al mondo.
Ha esagerato, troppo... Non doveva dirgli tutte quelle cose.
<<Amore guardami>> gli giro la testa nella mia direzione e adesso ci ritroviamo l'uno difronte all'altra.
<<Tu non crei nessun tipo di problema ok? È mia madre che è difficile come donna, però sono sicura che gli piacerai un giorno>> gli accarezzo delicatamente una guancia e lui annuisce a testa bassa. <<Vieni, andiamo su che ti faccio vedere la stanza>> lo scuoto per un braccio e annuisce di nuovo. Questo suo silenzio: senza parlare, senza sfogarsi, mi fa quasi paura. Saliamo le scale e lo conduco nella stanza degli ospiti. Non appena apro la porta rimane a bocca aperta. C'è un letto matrimoniale in mezzo alla stanza e davanti a esso c'è un grande televisore. In più abbiamo due comodini che sono dello stesso colore del letto: ovvero color panna e una scrivania con una sedia abbinata. Le tende celesti sono abbastanza massicce e coprenti, mentre il terrazzo è bello come sempre. La vista non è il massimo, visto che ci mostra solo case e case, ma è piacevole dai. <<È pazzesca>> dice girandosi in torno, <<sono felice che ti piaccia>> dico avvicinandomi al letto, dove lui si è appena seduto. <<Dormirai con me stanotte?>> chiede, <<dormirò sempre con te, ma non glielo dirò a mia mamma. Magari le farò vedere che andrò a dormire in camera mia, ma poi quando sentirò che lei se ne sarà andata in camera sua, allora a quel punto verrò>> spiego tranquillizzandolo. <<Ti amo, grazie>> dice facendomi inserire, rimanendo sempre in piedi, tra le sue gambe divaricate.
<<Di cosa?>> chiedo curiosa, <<di starmi vicino... Per quanto non possa sembrarlo, voglio che tua madre mi accetti, proprio come sei riuscita a farlo tu>> confessa.
Vorrei tanto rassicurarlo che sarà così, e pagherei oro se solo sapessi che succederà, ma conosco mia madre. È una donna molto testarda, determinata e forte... Ce ne vorrà di tempo, e anche molto. <<Stai tranquillo, il tempo migliorerà le cose>> cerco di rassicurarlo e lui annuisce abbracciandomi per la vita, e posando il suo viso sopra la mia pancia. Mi tiene stretta, come se avesse paura che qualcuno mi porti via da lui. È tenero quando fa così, ma deve stare tranquillo.
Non sarà mai così, mai. Rimarrò sempre fedele a questo ragazzo, l'unico che ho amato davvero in tutta la mia vita.
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Nothing more 2 || tutto ritorna
ChickLitCOMPLETA ッ ⚠️⚠️ A BREVE IN REVISIONE ⚠️⚠️ Questo è il sequel di "Nothing More". È consigliabile leggere il primo libro di "Nothing more" prima di questo, per poter capire meglio la storia. Lo trovate sul mio profilo. Chloe, affranta ormai dal dolor...
