Chloe
Appena saliamo in macchina partiamo immediatamente, e ci avviamo verso il cinema. Non ci sono mai stata, quindi non so precisamente dove sia, ma è più di un anno che lui vive qui; quindi mi affido completamente a lui e alle sue conoscenze.
Durante il tragitto la musica ci fa compagnia, come sempre d'altronde.
Appena arriviamo dentro il parcheggio del cinema, parcheggiamo la macchina e successivamente ci avviciniamo verso il tabellone, dove ci sono mostrati tutti i film da vedere.
Sono esposti un sacco di film, di generi diverti.
Dall'horror all'azione, dal genere drammatico al genere romantico. Insomma, un sacco di genere sono a nostra disposizione, ma nessuno attira veramente la mia attenzione.
Credo che valga lo stesso per Dylan, visto che fa una faccia disgustata ad ogni film che gli si propone davanti. Devo ammettere che è davvero buffo quando fa così.
<<Per me sono tutti bocciati>> dice Dylan venendo nella mia direzione, <<concordo pure io>> rispondo.
Entrambi ci guardiamo ma non sappiamo bene cosa dire.
<<Che vuoi fare?>> mi chiede dopo qualche secondo, <<direi di andarci a mangiare qualcosa e poi volendo possiamo andare a vederci un film nel dormitorio.
Sta volta però lo scelgo io, non tu>> lo avverto e lui sbuffa, <<basta che non sia sentimentale, altrimenti mi addormento>> risponde scocciato, <<e dai però così non vale, l'altra volta io l'ho visto il tuo amato film d'azione, e non ho detto nulla. Stavolta decido io e lo guarderai senza fare storie, che ti piaccia oppure no>> gli impongo e lui ride divertito. Mi da noia questo suo comportamento. Cosa c'è di tanto divertente in quello che sto dicendo scusate?
<<Si può sapere che hai da ridere?>> chiedo irritata, <<sei carina quando dai ordini>> dice con tono divertito, <<e perché? sentiamo su>> ribatto con lo stesso tono, <<perché vuoi cercare di dare ordini ma non ci riesci. O meglio dire, non ti viene bene fare questa parte. Sei troppo carina e ingenua: che nessuno ascolterebbe con attenzione le tue parole>>
<<ah si?>> mi avvicino e lui annuisce, <<e tu allora sei un cafone e maleducato ecco>> mi giro e ritorno alla macchina.
Lo sento lamentarsi mentre mi insegue.
<<Chloe andiamo, scherzavo non prendertela>> lo ignoro e continuo a camminare. Appena mi trovo a meno di due metri dalla macchina, mi sento perdere per il braccio e mi volto nella direzione della persona che mi ha fermato.
<<Che vuoi?>> chiedo, <<dai su scherzavo, cioè no. Aspetta, si ok scherzavo, ma non quando ti ho detto che sei davvero carina quando ti imponi a dare ordini>> mi accarezza il viso con una mano e si avvicina alle mie labbra, con il suo volto. <<Peccato che non possa dire la stessa cosa di te>> ribatto divertita, <<lo so, e hai ragione. Io sono bellissimo, non carino>> dice vantandosi.
È vero, ha ragione, ma di certo non gli e la darò vinta. <<L'importante è che ne sei convinto tu>> gli faccio un'occhiolino e mi giro per poi incamminarmi di nuovo. Prima ancora di entrare in macchina mi sento prendere per il polso. Dylan mi addossa alla portiera della macchina e mi bacia. Sorrido divertita prima di ricambiare il bacio. Posiziono le mie braccia sopra le sue spalle e con una mano, infilo le mie dita tra i suoi capelli. So quanto lo fa impazzire questo gesto e mi piace essere la causa dei suoi piccoli gemiti che fuoriescono dalla sua bocca.
<<Puoi farmelo venire duro solo così, lo sai vero?>> sussurra sopra le mie labbra, <<pensi solo a quello tu eh>> roteo gli occhi ma gli sorrido per fargli capire che non sono davvero infastidita, <a cosa dovrei pensare? A quanto è bella la donna che ho davanti a me? Quello lo penso sempre, anche quando non ti ho difronte>> arrossisco alle sue parole e gli sorrido timidamente, <<non ti ci abituare>> mi avverte.
Troppo bello per essere vero.
<<La gentilezza e la dolcezza non fanno per me, però suppongo che in una relazione ci debbano stare entrambe lo cose no?>> chiede, <<be' si>> rispondo, <<bene e lo sono, ma non mi viene da esserlo sempre e credo che tu lo sappia di già>> risponde a sua volta. Non mi importa della gentilezza, se mi dimostrerà di amarmi. Ho bisogno che le parole della sua lettera, diventino fatti. Non ho bisogno di gesti romantici, se non di rispetto.
Si, è proprio questo di cui ho bisogno. Di rispetto. Ho bisogno che lui mi rispetti per quella che sono e che mi tratti come deve.
<<Non ho bisogno di gesti romantici o sdolcinati, per quanto sia un'emerita romantica, non ho bisogno di questo e non ti obbligherei mai e poi mai a fare qualcosa che non vuoi>> prendo fiato e riprendo a parlare, <<voglio solo che impari a trattarmi come devi, non voglio essere un giocattolo o un passatempo. Voglio che mi tratti con rispetto, solo questo>> rispondo e lui annuisce.
<<Non sei né un giocattolo né un passatempo.
Lo farò, o meglio dire, ci proverò. Ci vorrà tempo, ma farò di tutto pur di farti sentire come vorrei>> lo bacio senza fargli aggiungere altro e lui ricambia. Dopo qualche secondo ci stacchiamo ed entriamo in macchina. Decidiamo di andare in una tavola calda. Appena arriviamo ci sediamo ad un tavolo e ordiniamo. Passiamo così due ore, tra cibo, bevande e chiacchiere. Mi ha spiegato che dopo il college vorrebbe andare via da questa città, preferibilmente il più lontano dal padre.
Mi ha parlato di voler andare via dal continente americano e di andare in Europa, precisamente a Parigi.
Solo ora mi rendo conto di quello che ha detto.
Se avvererà questo sogno di andare in Europa, arriverebbe per davvero la fine della nostra storia.
<<Tutto ok?>> mi chiede Dylan mentre ci avviciniamo alla macchina. Smetto di fissare l'asfalto della strada e poso il mio sguardo su di lui. <<Si si, scusami ero soprappensiero>> dico sorridendogli, <<a cosa stavi pensando?>> mi chiede. Cazzo, e adesso?
Che cosa gli dico?
<<A mia mamma.
La prossima settimana devo per forza andare da lei. Gli avevo promesso che sarei ritornata qualche fine settimana, non tutti, ma la maggior parte si. Però non ne ho avuto più il tempo e ne la voglia sinceramente. Avevo la testa piena di problemi, domande e dubbi a cui solo tu potevi darmi una risposta. Non avevo le forze, l'energie per poter andare a San Diego>> rispondo mentendo. È vero che non ho avuto né il tempo né la voglia di andare da mia madre, ma non stavo pensando realmente a questo punto. <<Capisco>> mi guarda e mi sorride. Distolgo lo sguardo da lui e saliamo in macchina. Per tutto il viaggio stiamo in silenzio, e questa volta la musica non ci fa compagnia. L'unico rumore che si sente è il motore dell'auto di Dylan, per il resto c'è solo silenzio.
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Nothing more 2 || tutto ritorna
ChickLitCOMPLETA ッ ⚠️⚠️ A BREVE IN REVISIONE ⚠️⚠️ Questo è il sequel di "Nothing More". È consigliabile leggere il primo libro di "Nothing more" prima di questo, per poter capire meglio la storia. Lo trovate sul mio profilo. Chloe, affranta ormai dal dolor...
