Dylan
L'immagine di Chloe, mentre dorme sul mio petto è la mia unica forza in un mondo pieno di incertezze. È la mia ancora di salvezza, ed ho paura che senza di lei possa affondare da un momento all'altro. Ho sempre detto che senza di lei non riuscirei a vivere, e confermo ogni testuale parola. Stanotte non ho chiuso occhio, ma non è quello il mio problema principale. Dormirò in aereo se necessario. Il mio problema adesso equivale a come risolvere tutta questa situazione. Le ho mentito, un'altra volta. Le ho detto che i messaggi di due giorni fa erano di Mathias, quando invece erano di Smith. Sono troppo bravo a mentire, ma vorrei non essere così con lei. Sto solo peggiorando la situazione e non so come uscirne. Ci sono ormai dentro fino al collo, e per di più le sto anche nascondendo tutta la verità su suo padre. Le sto togliendo del tempo prezioso che potrebbe passare con lui invece che con me. Smith, nonostante sia stato un bastardo ad abbandonarla sin da piccola, si merita Chloe. Io no. Non faccio altro che mentirle dalla mattina alla sera, le prometto un sacco di cose e poi non ne mantengo nemmeno una. Sono un disastro e non so come fare per cambiare.
Ieri è stata letteralmente una delle giornate più belle della mia vita. Nonostante non sia iniziata nel migliore di modi, visto che Chloe era molto scossa dopo l'incontro con quella signora: è stata una giornata piena di buone vibrazioni.
Siamo stati tutta la giornata fuori, poi siamo tornati in hotel e infine siamo riusciti di nuovo per andare a mangiare fuori. La serata si è conclusa nel migliore dei modi. Chloe si è addormentata a fianco a me e l'ho preferito più di qualsiasi altra scopata.
<<Amore buongiorno>> dice lei dandomi un bacio sulla guancia.
<<Ehi, da quanto tempo sei sveglia?>> chiedo, <<ehm... venti secondi tipo>> risponde, <<oggi ti vedo un po' pensieroso>> mi fa notare, <<tranquilla, non ho niente. Semplicemente non ho dormito stanotte, e di conseguenza non è che abbia tutta questa carica>> ammetto.
<<Senti guarda, l'aereo l'abbiamo ancora tra cinque ore. E bisognerebbe arrivare in aeroporto almeno due ore prima, se vuoi provare a dormire un'oretta mentre io mi preparo, fallo pure>> dice lei con tono premuroso, <<non preoccuparti, poi se mi verrà sonno dormirò in aereo>> confesso e lei annuisce.
Entrambi ci alziamo dal letto e questa mattina è Chloe la prima a riuscire ad andare in bagno. Quando chiude la porta, mi stropiccio gli occhi e penso a quanti guai posso rischiare, se solo Chloe venisse a scoprire che le sto nascondendo una cosa importante, un'altra volta. È incredibile come io non riesca mai a fare la cosa giusta, più mi sforzo di provarci, più faccio cazzate. Il bello è che io mi autoconvinco che lo sto facendo solo di esclusivamente per lei, ma realtà la sto solo danneggiando a stare con me.
Molte volte mi sono immaginato la mia vita senza di lei, senza la sua esistenza e senza la sua presenza nella mia vita, però il dolore che sentivo nel torace era qualcosa di allucinante. Qualcosa di fulminante, che mi spezzava in due solo al pensiero. Adesso capisco cosa prova quando rovino sempre tutto.
È così che si dovrebbe sentire ogni volta che la faccio soffrire.
<<Sei pronto?>> mi chiede Chloe uscendo dal bagno. Ormai mi sono già vestito e sistemato, devo solo lavarmi i denti e poi ho fatto.
<<Vado un attimo a lavarmi denti e poi ho fatto, le valigie sono già pronte e chiuse. Le ho posizionate davanti alla porta>> gliele indico e lei annuisce. Entro in bagno senza ribattere e poi inizio a fare quello che è necessario.
Dopo qualche minuto esco e finalmente ci avviamo verso l'aeroporto.
Una volta arrivati svolgiamo ogni manutenzione che bisogna fare prima di salire sull'aereo e una volta sopra, ci sediamo nei nostri rispettivi posti.
Per tutto il viaggio Chloe dorme.
Le prime due ore le passa al telefono, guardando gli appunti che si era presa durante la settimana passata, per avvantaggiarsi con lo studio. Io invece ho ascoltato solo musica deprimente per tutto il viaggio.
Sono contento che Chloe si sia addormentata, almeno non mi ha visto piangere.
Il Dylan del passato sicuramente mi avrebbe dato del coglione, se solo avesse visto che in futuro mi sarei innamorato e soprattutto che avrei pianto per una ragazza. Però solo adesso mi sono reso conto della cazzata che ho fatto a mentirle su suo padre, a mentirle sulla relazione tra mia madre e lo zio di Samuel e per tutte le altre cazzate che ho fatto in vita mia.
Le sto rovinando la vita, e meriterebbe di andarsene il più lontano possibile da me per stare bene, ma il problema più grande è che se solo lei se ne andasse rovinerebbe la mia.
Ed io non sono pronto a perderla.
Le ore di volo passano lentamente, ma finalmente quando arriviamo a destinazione sveglio Chloe.
<<Chloe, siamo arrivati>> gli dico scuotendola, <<mh... ah si>> si alza e afferra il bagaglio a mano alla sua destra.
<<Stai bene?>> mi chiede, <<sei riuscito a dormire almeno un po'?>> aggiunge ed io nego con la testa. <<Come mai?>> chiede ed io inizio ad alzarmi dal sedile, proprio come stanno facendo tutti gli altri.
<<Non lo so, adesso andiamo dai>> la invito a camminare davanti a me, e lei in risposta annuisce. Non appena scendiamo dall'aereo, andiamo direttamente a riprenderci le nostre valigie e poi successivamente ci avviamo nel parcheggio dell'aeroporto, dov'è parcheggiata ormai da quattro giorni la mia amatissima macchina nera. Prima ancora che possa prendere le valige e metterle nel bagagliaio, Chloe afferra le chiavi della macchina dalla tasca posteriore dei miei Jeans. <<Guido io adesso>> dice lei scuotendo quest'ultime, <<te la senti?>> le chiedo, <<certo. Tu sei troppo stanco e il tragitto non è poco se ci pensi bene. Andiamo dai, e stai tranquillo>> mi sorride e annuisco.
Entrambi entriamo dentro la macchina, lei al posto del guidatore e io in quello dell'accompagnatore. Posiziona la chiave dentro il blocchetto dell'accensione, ma prima ancora di girarla, si gira verso di me e mi guarda. <<Vuoi spiegarmi cosa ti prende? Sei strano da ieri sera ed è tutta la mattinata che mi ignori. Adesso sono le sei di sera, fin quanto pensi di fartela durare... Fino a domani mattina? Fino al prossimo fine settimana?>> chiede innervosita, <<mi dispiace ma sono solo stressato. Ti ripeto Chloe, non ho dormito e sono stanco>> confesso calmo.
Lei mi guarda con uno sguardo dolce e comprensivo. <<Posso fare qualcosa per te?>> chiede girandosi con il busto nella mia direzione, <<tipo?>> chiedo, <<non so... Se vuoi posso farti rilassare in qualche modo>> il suo timbro di voce cambia, <<e come?>> chiedo confuso. Posiziona una mano sopra la mia coscia e la fa scorrere fino al mio punto sensibile. Inizia a baciarmi il collo, ma io la fermo subito. <<Chloe hai le tue cose e poi sono stanco>> le dico bloccandole il braccio, <<mh mh... E allora? Anche se ho le mie cose posso pur sempre darti piacere solo a te>> continua con i baci, ma io mi scanso.
<<Chloe ti prego...>> non la guardo e mi giro dall'altra parte. Lei si stacca piano piano da me e sento il tuo sguardo addosso. Non la sto vedendo in viso, e non voglio nemmeno vederla in questo momento, ma sicuramente sarà arrabbiata, confusa o delusa.
<<Fai come ti pare>> gira la chiave e parte. Per tutto il tragitto penso a quello che mi sta succedendo. Non avevo mai rifiutato prima d'ora ad una scopata o a qualsiasi altra cosa che poteva darmi piacere.
Sto proprio cascando nel vuoto, e ho paura che il peggio debba ancora arrivare.
Quando Chloe parcheggia la macchina davanti casa mia, apro subito la portiera e mi avvio verso la porta principale. Suono il campanello e mia madre apre la porta.
<<Bentornati ragazzi! Com'è stato il...>> vedendo la mia faccia poco contenta mia madre si blocca, io la sorpasso e vado diretto in camera mia sbattendo la porta. Ho bisogno di stare da solo per cercare di trovare un modo al casino che ho creato con le mie stesse mani.
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Nothing more 2 || tutto ritorna
ChickLitCOMPLETA ッ ⚠️⚠️ A BREVE IN REVISIONE ⚠️⚠️ Questo è il sequel di "Nothing More". È consigliabile leggere il primo libro di "Nothing more" prima di questo, per poter capire meglio la storia. Lo trovate sul mio profilo. Chloe, affranta ormai dal dolor...
