Chloe
Non ho mai amato così tanto una persona.
La nostra relazione non è perfetta, non siamo perfetti noi stessi e di conseguenza non possiamo prendere che la nostra relazione sia perfetta. Partiamo dal presupposto che la perfezione non esiste, molte persone dicono di sì altri di no. Però cosa importa se esiste o meno? Alla fine una persona può essere perfetta quanto ti pare, ma secondo me c'è sempre quel qualcosa che la rende imperfetta.
È una cosa soggettiva forse.
Ognuno è perfettamente bello com'è, ed anche una persona piena di difetti è perfetta.
Ed io ad oggi posso dire che amo Dylan così com'è, pieno di problemi e di difetti.
Per me è lui il concetto della perfezione, e si ok... Molte volte mi fa stare male, però è normale in una coppia.
Non può andare tutto rose fiori, altrimenti non sarebbe la realtà quella che stiamo vivendo.
Mi piace la realtà che sto vivendo adesso con Dylan e non la cambierei nemmeno di una virgola. Mi vivo ogni secondo come se fosse l'ultimo. <<La principessa si è svegliata pensierosa stamani mattina eh>> Dylan mi riporta alla realtà e quando sposto lo sguardo sul suo volto, noto che mi sta guardando.
Oddio che figura di merda, lo stavo fissando.
Se ne sarà accorto che lo stavo guardando?
E soprattutto, da quanto tempo è sveglio?
<<Oh ehm scusami... Buongiorno>> dico impacciata, <<buongiorno>> mi accarezza una guancia e mi lascia un bacio sulle mie labbra morbide. <<A cosa stavi pensando?>> chiede.
Glielo dico? Non glielo dico? Che faccio?
<<Stavo pensando che ne io ne te siamo perfetti no? Entrambi abbiamo i nostri difetti e anche la nostra relazione li ha>> si incupisce per un momento alle mie parole, <<però stavo pensando che non cambierei nemmeno una di virgola quello che stiamo vivendo adesso. Domani potrebbe essere già tutto diverso e non voglio pensare a cosa siamo o a cosa potremmo diventare, preferisco godermi direttamente l'attimo. Molte volte mi sono chiesta di come ho fatto ad innamorarmi di una persona completamente opposta a me, e anche altre persone me l'hanno chiesto, ma non ho mai saputo dargli una risposta, perché nemmeno io lo sapevo. Però ad oggi ti posso dire che in te ho visto il mio concetto di perfezione, tu sei perfetto anche con tutte le tue imperfezioni. Con tutti i tuoi problemi, con tutti i tuoi difetti e pregi, perché si: hai anche quelli e non negare. Alla fine uno è perfetto così com'è no? E per me tu sei perfetto così>> Dico schietta e lui grana occhi alle mie parole.
Non riesce ad aprire bocca e non trova le parole giuste. Forse l'ho messo a disagio...
Però era da tanto che desideravo dirgli queste cose. Nessuno prima d'ora gli ha dato quella spinta per fargli capire quanto vale, nessuno è mai riuscito a farlo sentire bene con se stesso. Dicendo questo non mi sto vantando, sto solo dicendo che sono fiera di essere quel pilastro della sua vita, o almeno lo spero.
Mi prende per il polso e mi tira a se.
Mi afferra per i fianchi e mi bacia.
Non mi sono mai e poi mai sentita così viva e libera. Questo ragazzo è la mia ancora di salvezza.
<<Non so che dire>> dice impacciato accarezzandomi una guancia. Scuote la testa e gli sorride, per poi dirgli: <<non devi dire niente, devi solo convincerti che è così.>>
<<Ci proverò>> risponde e mi fa l'occhiolino.
<<Che ore sono?>> chiede successivamente, <<non lo so, aspetta un attimo che guardo>> Mi alzo dal letto e mi copro con il lenzuolo. Vado verso la scrivania e afferro in mano il mio telefono. <<Sono le nove e mezzo>> rispondo alla sua domanda, <<vado a farmi una doccia e poi con calma si torna al college ok?>> si alza dal letto e avanza verso di me, nudo.
Annuisco e lui mi lascia un bacio in fronte, per poi andare in bagno.
Accendo i dati, ormai spenti da la sera successiva per non essere disturbata da nessuno, e non appena li accendo noto un messaggio strano da un numero che non ho ancora salvato sul telefono.
Ehi Chloe sono Christopher, mi dispiace farti gli auguri solo ora ma ho lavorato tutta la mattinata e il pomeriggio sono rimasto a scuola per delle riunioni. Tanti auguri di buon compleanno, ci vediamo quando torni.
Apro il messaggio e vedo che è stato mandato alle ventidue e cinque di ieri sera.
Mi chiedo come faccia Smith ad avere il mio numero, ma soprattutto... Perché mi ha fatto gli auguri? Cosa vuole davvero quest'ultimo da me?
<<Tuo padre si è trasferito>>, <<è andato per un breve tempo a New York dove ha conosciuto la sua attuale compagna, e adesso l'unica cosa che so è che si è trasferito a Los Angeles, lavorando come professore.>>
Le parole di mia madre, detto ormai cinque anni fa, mi ritornano in mente e mi fanno mancare l'aria. Vado a sedermi sul letto e inizio a fare respiri profondi.
Chloe ragiona. Quello non può essere la persona che pensi tu: è solo un professore dolce, gentile e premuroso con le sue alunne. Non è colui che vuoi che sia.
Mi rimprovera la mia vocina.
È vero che stupida che sono, come ho potuto pensare ad una cosa simile?
È una follia... Solo che il desiderio di rincontrare mio padre prevale su tutto.
Un altro compleanno senza i suoi auguri, senza un abbraccio, senza un suo regalo.
Devo accettare ormai questa realtà, non posso più star aggrappata ad uno stupido desiderio.
È finita... Devo accettare questa realtà senza di lui, senza una sua carezza, un suo abbraccio, un suo incoraggiamento: ma soprattutto devo accettare che non valgo niente per lui. <<Chloe devi provare assolutamente... Ehi, che è successo>> Dylan viene verso di me e si siede sul letto, proprio a fianco a me. Mi accarezza il viso con le mani e successivamente posa il suo sguardo sulla mia mano tremante, che regge il telefono. <<Perché piangi?>> chiede preoccupato riportando lo sguardo sopra di me. Piango? Sto piangendo?
Porto una mano sopra il viso e mi accorgo di star piangendo per davvero.
Non me ne ero nemmeno accorta...
<<Niente è tutto ok...>> mi alzo di scatto dal letto e corro in bagno. <<Aspetta Chloe ma...>> gli sbatto la porta in faccia e lui rimane dietro quest'ultima. Scoppio a piangere in silenzio e affogo i singhiozzi tra le mie mani.
Mi guardo allo specchio e vedo di avere una cera davvero pessima. Faccio un bel sospiro e successivamente entro in doccia, sperando di alleviare questa tensione. Mi faccio una bella coda alta, in modo da non bagnare i capelli e successivamente accendo l'acqua. Le gocce d'acqua si posano sul mio corpo e riesco finalmente a rilassare ogni muscolo.
Continuo a fare respiri profondi, ma non funziona del tutto. Farsi una bella doccia calda non rilassa del tutto una persona.
Sì ok, mi sento molto più tranquilla e sono meno in ansia, ma la mia mente è completamente disorientata e non sa che strada prendere. Non so cosa pensare, non so cosa dire, non so come agire, non so il motivo di questo avvicinamento con il professore Smith... Mi perseguita da mesi ormai, e non riesco ancora a capire cosa voglia da me.
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Nothing more 2 || tutto ritorna
ChickLitCOMPLETA ッ ⚠️⚠️ A BREVE IN REVISIONE ⚠️⚠️ Questo è il sequel di "Nothing More". È consigliabile leggere il primo libro di "Nothing more" prima di questo, per poter capire meglio la storia. Lo trovate sul mio profilo. Chloe, affranta ormai dal dolor...
