Capitolo 95

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Dylan

Vederla così tranquilla e beata tra le mie braccia, è il miglior risveglio che potessi avere in questo giorno di fine gennaio.
<<Chloe svegliati>> la scuoto leggermente e lei apre gli occhi, <<dobbiamo andare a lezione vero?>> chiede, <<esatto, e se non ti alzi da questo letto faremo tardi>> le ricordo, ma lei mi zittisce con un bacio a stampo.
<<Buongiorno anche a te rompi coglioni>> dice e poi si alza dal letto.
Rido divertito e poi mi alzo anche io.
<<Preferisci andare tu in bagno per prima oppure vado io?>> chiedo, <<vai pure tu, io sto un po' al telefono nel mentre>> dice prendendolo dal cassettone, <<d'accordo>> rispondo ed esco dalla stanza.
Faccio una doccia veloce e poi mi sistemo il ciuffo con il phone.
Una volta rientrato in stanza, mi giro verso di Chloe e le dico: <<Chloe amore, puoi andare adesso...>>
Subito mi blocco quando la vedo piangere.
Corro da lei, fregandomene di avere solo un asciugamano intorno alla vita.
<<Che succede?>> le chiedo facendola girare intorno a me, <<niente scusami, adesso vado>> cerca di andarsene, ma la prendo per un braccio e la blocco.
<<Tu non vai proprio da nessuna parte conciata in questo modo. Dimmi che è successo>> le impongo di nuovo, <<tra due settimane è il compleanno di mio padre... Mia madre mi ha appena scritto che partirà, e molto probabilmente non tornerà più>> confessa con le lacrime agli occhi.
<<Aspetta, non ho capito. Chi è che parte? Tua madre?>> chiedo non capendo a chi si stia riferendo, <<no, mio padre>> confessa lei, <<cosa? No, è impossibile. Non può>> dico confuso. Lei alza di scatto lo sguardo su di me e mi guarda con un'aria strana. Molto probabilmente ha capito che c'è qualcosa che non va in me, e sicuramente non si aspettava una reazione del genere. <<Cioè nel senso, non può non tornare più. Magari partirà con la famiglia nella settimana del suo compleanno, ma non penso che se ne vada via per sempre. Anche perché non ne avrebbe motivo>> spiego correggendomi, <<e tu che ne sai? Magari ha trovato un'altra offerta di lavoro, oppure è venuto a scoprire da mia madre che lo sto cercando, e di conseguenza sta cercando di scappare da me>> dichiara abbassando lo sguardo. Se solo sapesse chi è il padre, penserebbe il contrario.
Smith le sta sempre addosso, non si sta di certo allontanando da lei. La cosa che però non capisco è questo cambio di programma.
Smith non mi ha detto niente, e detto sinceramente spero davvero con tutto me stesso che sia solo una cazzata.
Però be... A questo punto scoprirlo dovrò parlarci. Non si deve azzardare, nemmeno per un secondo, ad allontanarsi da questa città, perché giuro che lo andrei a cercare ovunque lui sia e lo porterei davanti a Chloe per fargli confessare la verità. Anche perché, ho deciso che se non lo farà lui lo farò io. Non posso più tenermi dentro un segreto così grande. Ne va della mia vita e della relazione che ho con Chloe. L'ho già rovinato troppe volte, e ho rischiato di perderla più di una volta, non voglio fare lo stesso errore. Perché so che non lo sopporterei. Non sopporterei mai la perdita di questa ragazza.
<<Scusami ma... Se tua madre ha paura che lui ti porti via da lei, secondo te con quale criterio può andargli a dire che tu lo stai cercando?
Farebbe una sciocchezza comportandosi così, perché inciterebbe tuo padre a cercarti ancora di più. Quindi non penso proprio che gliel'abbia detto>> le faccio notare e lei sembra ascoltare le mie parole, poiché dice: <<In effetti hai ragione.>>
<<Però vedi Dylan... Ciò non cambia la situazione. Sapere se mia mamma gliel'ha detto o meno, non cambia il fatto che lui se ne voglia partire per un'altra città. E se solo se ne andasse, io lo perderei per sempre>> tira su con il naso ed io scuoto la testa.
<<Non succederà, te lo prometto. Tu fidati di me, e vedrai che andrà tutto bene>> le accarezzo una guancia e la bacio a stampo, <<mi manca tanto>> ammette, <<lo so, e sono sicuro che anche a lui manchi>> gli sorrido e le scosto una ciocca di capelli dal viso.
<<Come fai ad esserne così sicuro?>> chiede, <<io sono sempre sicuro piccola>> scherzo e lei mi rivolge un piccolo sorriso, <<e sono anche sicuro sul fatto che se non ti prepari entro venti minuti, faremo tardi a lezione>> scherzo e lei scoppia a ridere. 
<<Hai ragione, vado subito>> mi lascia un'altro bacio e poi se ne esce fuori dalla stanza.
Mentre mi infilo gli anfibi ripenso alle parole di Chloe.
Spero vivamente che Smith non abbia intenzione di andarsene da Los Angeles, perché se solo lo facesse mi infilerebbe nei guai, più di quanto già non lo sia. Lascerebbe a me la responsabilità di dire tutta la verità a Chloe, e per di più di dirle che le ho nascosto per tutto questo tempo l'identità del padre.
Così rischierei di perderla per sempre.
Sono più che sicuro che quando saprà la verità, non mi perdonerà facilmente. Sicuramente si arrabbierà con me e non mi parlerà per qualche giorno, però l'ha detto anche lei che qualunque cosa accada ritornerà sempre da me. Perciò non mi preoccupo più di tanto, però non posso rischiare che lui se ne vada.
Non spetta a me dirle la verità, spetta a lui, però se mi conferma che ha davvero intenzione di andarsene, a quel punto non mi rimane altro che dire tutto a Chloe.
<<Sono pronta, andiamo?>> chiede rientrando in stanza, <<si, certo>> le rispondo e poi afferro le chiavi della mia macchina, posizionate sulla mia scrivania.
Quando scendiamo al piano di sotto Chloe saluta mia madre, ed io faccio lo stesso.
Per tutto il viaggio tiene lo sguardo fisso sulla strada, di tanto in tanto canticchia qualche canzone che passano alla radio.
Il tragitto è breve, e per fortuna non arriviamo in ritardo. Quando ci ritroviamo davanti la porta della nostra aula, la professoressa Bennet ci richiama e ci invita ad entrare.
Tutti iniziano ad entrare in classe e Chloe li segue, ma quando vede che io non la seguo, si gira verso di me e dice: <<Ehi, non vieni?.>>
In lontananza vedo Smith che sta parlando con un'altro collega.
<<Dylan>> mi richiama Chloe, prendendomi per un braccio.
<<Scusami, devo andare urgentemente in bagno. Tu entra pure, ok?>> mi giro verso di lei e cerco di essere il più possibile convincente.
<<D'accordo, ma stai bene?>> chiede, <<si sì, ma adesso devo scappare perché non la reggo più>> saltello sui talloni e lei annuisce ridendo, per poi entrare in classe.
Mi giro di nuovo verso la direzione di quel bastardo e quando vedo che il collega pelato con cui stava parlando, se ne va, mi avvicino a lui con una camminata decisa.
<<Chris>> lo chiamo e lui si gira, <<Dylan che ci fai qui...>> inizia a dire ma poi lo blocco subito dicendo: <<Si può sapere che cazzo significa questa storia che ti vuoi trasferire? Cos'è mh... Vuoi lasciare nella merda solo me? Te ne vuoi scappare un'altra volta come hai fatto in passato?.>>
<<Dylan calmati, andiamo in un posto più appartato per parlare di questo. Qui è troppo rischioso>> mi avverte, <<sono tutti in classe, quindi muoviti a parlare e non usare scuse con me>> dico a denti stretti.
<<Ok si, voglio partire per Seattle tra due settimane>> dice tranquillo, <<tornerai vero?>> chiedo, <<no>> risponde secco.
Stringo i denti e serro i pugni.
<<Cosa cazzo hai detto?>> ringhio, <<hai capito bene>> dice lui con lo stesso tono di voce. Lo afferro per il colletto della sua camicia bianca e lo spintono all'indietro, facendolo scontrare contro la parete.
<<Stammi bene a sentire. Non ti azzardare a partire senza aver detto la verità a Chloe, perché ti giuro che glielo vado a dire immediatamente. Ti avevo avvertito, ti avevo detto di dirle tutto e ti ho dato quasi due settimane di tempo per dirgli la verità.
Però giuro che se se non le andrai a dire la verità proprio in questi momenti, entrerò in classe e dirò a Chloe che sei tu il padre.
Poi voglio vedere come gestirai questa situazione>> lo avverto.
<<Dylan...>> una voce spezzata mi impedisce di aggiungere quel che volevo dire, e riconoscendola, mi giro di scatto.

Nothing more 2 || tutto ritorna Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora