Dylan
Un ricordo incessante e doloroso mi ricorda la donna di anni fa, colei che ho perduto purtroppo. Gli occhi della donna che ho difronte sono uguali ai miei, verdi e a tratti grigi. In questo momento sono così confuso che mi scoppia la testa. Non può essere lei, non è mia madre: è impossibile.
<<Dylan guardami, parlami... Sono la mamma>> dice singhiozzando e apre le labbra, aspettandosi un mio abbraccio.
No, non posso. Non ce la faccio.
Non mi muovo nemmeno di un millimetro.
Sono impassibile.
Non verso lacrime, non rido, non mi rabbuio.
Niente di niente.
Una piccola e soffice mano mi accarezza la mia, ed io la stringo forte, sapendo che è quella di Chloe. Ho bisogno di lei, ho bisogno che mi salvi da questo pozzo in cui sono cascato.
<<Dylan...>> piagnucola la donna difronte a me. <<Non può essere mia madre, io lei non la conosco>> ringhio a denti stretti, <<amore sono io, si, sono io. Sono settimane che ti scrivo al telefono, martedì ti ho anche scritto, ma tu non mi hai risposto>> si affretta a dire tra le lacrime. Chloe si affianca a me e mi guarda. Cazzo è vero... Mi sono scordato di dirle che mi aveva scritto mia madre.
<<Ama, ama follemente, ama più che puoi e se ti dicono che è peccato...>> la blocco, <<ama il tuo peccato e sarai innocente...>> finisco la frase dell'amatissimo William Shakespeare.
<<Te la ricordi vedo... Te la dicevo sempre prima di addormentarti. Non sono mai stata una madre presente durante i cinque anni che siamo riusciti a passare insieme. Ero spesso a lavoro e tu lo sai bene, veniva sempre la zia ad assisterti. La sera quando arrivavo a casa ero stanca morta. Dovevo preparare i vestiti di tuo padre per la mattina successiva, dovevo cucinare per tutti e tre, fare il bucato, fare la tua cartella per la mattina seguente... E facendo tutte queste cose assieme, la sera non avevo mai tempo di leggerti una storia, per farti addormentare: così ti dicevo sempre questa frase. E per quanto possa sembrare strano, tu la adoravi, anche se era sempre la stessa>> mi sorride.
Rivedo e rivivo, dentro i miei pensieri, l'unico ricordo che ho con mia mamma: vedendolo riflettere nei suoi meravigliosi occhi. Lei che mi tiene in braccio, mentre mi ripete le amatissime citazioni di Shakespeare.
<<Mia, ma non era morto tuo figlio...?>> dice intromettendosi la madre di Chloe.
Mi incupisco.
È questo che è andata a dire in giro pur di non dire agli altri che è stata lei ad abbandonarci?
<<C-cosa?>> dico a bassa voce.
Fulmino la donna difronte a me.
<<E quindi è questo che sei andata a dire in giro? Che io ero morto? Sul serio? Sappiamo tutti quanti che tu ci hai abbandonato...>> urlo, <<abbandonato? Cosa? No, assolutamente. Dylan oddio ma cosa stai dicendo...?>> scoppia a piangere di nuovo.
Sta facendo tutta questa scenata per fare la parte di colei che ha sofferto, vuole fare la parte della vittima cazzo.
<<Vedo che negli anni hai imparato a fare l'attrice eh... Complimenti sei proprio brava>> dico facendo un finto applauso.
<<Cosa? Dylan non sto scherzando... Tuo padre una mattina mi chiamò e mi disse che ti trovò morto nel sonno>> dice tra le lacrime.
Perché non riesce a calmarsi?
A quell'affermazione mi giro verso la madre di Chloe. Prima mi ha parlato di una donna che aveva avuto più o meno, la mia storia.
<<È lei?>> chiedo con un filo di voce e lei annuisce. <<Dylan guardami ti prego>> mi scongiura di guardarla e lo faccio. <<Gli chiesi subito dov'eri e lui mi portò davanti ad una tomba... C'era il tuo nome scritto ed una tua foto, che ti rappresentava.
Il matrimonio con tuo padre era finito da un pezzo, così chiesi il divorzio e me ne andai. Non aveva più senso rimanere a Chicago, senza di te. Dovevo cambiare aria o non ne sarei uscita viva>> si asciuga le lacrime e la mia testa va ancora di più in confusione.
<<Sei solo una bugiarda. Papà è il peggior padre del mondo e questo lo sappiamo entrambi, ma non mi farebbe mai una cosa del genere>> dico puntandole il dito contro, <<tu te ne sei andata e adesso non sei pronta a prenderti le tue responsabilità, è colpa tua cazzo. Solo tua>> urlo.
<<Dylan adesso basta, stai esagerando>> Chloe mi prende per un braccio e mi costringe a guardarla. <<Non fare così ti prego. Sei arrabbiato e lo sappiamo tutte, ma non trattarla in questo modo. Insomma, guarda com'è scossa...>> indica la donna davanti a me e la vedo tremante, con il viso ormai rigato di lacrime amare e nere, a causa del mascara colato. Gli occhi rossi e gonfi, le labbra screpolate a causa di tutti i morsi che si sta dando. <<Dylan te lo giuro... Ho una foto della tomba, la vuoi vedere?>> chiede ed io poco dopo annuisco. Non sono pronto a vederla, ma devo capire se quello stronzo di mio padre è davvero così figlio di puttana, da combinare una cosa del genere.
La foto che mi mostra la donna dai capelli castani mi sconcerta. La mia cazzo di foto, su una tomba finta, con su scritto nome e cognome, data di nascita e data di morte.
La rabbia mi ribolle nelle vene.
<<Dopo questa foto ti dimostro che non ti sto mentendo, dandoti un'altra dimostrazione...>> dice guardandomi negli occhi.
<<Mia cara scusami, potresti tenermi il cellulare?>> chiede gentilmente a Chloe, <<ma certo>> e lo afferra. La donna si toglie il giubbotto e si gira di spalle. <<Alza la maglia e guarda cosa c'è scritto sulla spalla sinistra>> dice e lo faccio.
Afferro delicatamente l'orlo della maglia e la tiro su, scoprendo tutta la schiena della signora. Il mio nome scritto in nero con la mia data di nascita, incisi entrambi sulla sua pelle, mi danno quelle certezze che aspettavo ormai da anni, e quelle risposte che desideravo avere.
Lascio ricadere il tessuto di lana sulla sua schiena e lei si gira. <<Adesso mi credi?>> chiede. Le credo?
Certo che le credo.. Ma ci sono ancora molte cose da risolvere.
<<Si>> dico e mi scende una lacrima.
<<Sei mio figlio>> dice aprendomi le braccia.
E adesso che faccio? Riesco ad abbracciare solo Chloe, ma devo ammettere che la tentazione è tanta. Chloe sembra avermi letto nel pensiero perché mi spinge con una mano, verso la donna davanti a me e a quel punto mi fiondo su di lei abbracciandola.
È più bassa di me, come tutti ovviamente, e appoggia la testa sul mio petto.
<<Figlio mio non ci credo, aspettavo questo momento da ormai quindici anni>> dice stringendosi forte a me, <<anche io>> le confesso. Chloe si asciuga velocemente due lacrime e va vicino alla madre. Le sussurra qualcosa all'orecchio ed entrambe escono dalla stanza, scomparendo dietro la porta della cucina.
<<Credevo di averti perso per sempre>> dice accarezzandomi il volto, <<anche io>> abbasso la testa. <<Però io ho bisogno di tempo... Ci vorrà tempo per far sì che tutto torni come prima>> confesso staccandomi di poco da lei, <<ma certo, non ti metterò fretta. Però ti prego, chiamami mamma>> dice accarezzandomi le guance congelate, le accarezzo un fianco e poi dico: <<va bene... Mamma.>>
Sul suo viso si forma un grande sorriso.
<<Sei bellissimo amore, ti sei fatto ormai un'uomo>> dice cercando di trattenere altre lacrime, <<come fai a conoscere Chloe?>> chiede, <<è la mia ragazza>> confesso e lei apre la bocca di scatto.
<<Cosa, sul serio? Oddio ma io la adoro, è una ragazza stupenda e bellissima. È educata e vi vedo un sacco bene insieme>> dice euforica, <<purtroppo solo tu allora>> dico abbassando di poco lo sguardo, <<perché? C'è qualcuno che non accetta la vostra relazione?>> chiede preoccupata, <<tutti... Sua madre compresa...>> sbuffo e mi stacco da lei, arretrando di un passo.
Vorrei tanto che le cose fossero ben diverse, ma non posso. Ero tornato a casa con una decisione. Avrei parlato con Chloe e gli avrei detto se ero davvero io quello che voleva.
Però non me la sono sentito, non dopo averla vista in quello stato quando sono entrato in casa. Era distrutta e preoccupata, è logico che vuole me. <<Ci penso io a lei, tu adesso sarai stanco... Vuoi andare a dormire?>> chiede, <<si mamma, ma voglio Chloe>> mi lascio scappare di nuovo la parola <<mamma>> e lei sorride.
<<Vado a chiamarla subito>> dice accarezzandomi le mani. Se ne va e finalmente riesco a fare un vero respiro, un respiro completo. Stanno succedendo troppe cose mette insieme. <<Ehi, che hai?>> Chloe esce dalla cucina, seguita dalle nostre madri.
<<La signora Torres mi ha...>> non le lascio finire la frase che le prendo il viso tra le mani e la bacio, fregandomene del resto.
La madre di Chloe tossisce e quest'ultima si stacca da me. <<Ragazzi vi prego>> dice Catherine imbarazzata, <<mi scusi, ma ne avevo bisogno>> rispondo con sincerità.
Ho bisogno di Chloe, adesso.
<<Ora se non vi dispiace, posso andare su a dormire un po'?>> chiedo e tutte e tre annuiscono, <<vieni con me?>> dico a Chloe, <<non ho sonno, ma verrò ugualmente e resterò fin quando non ti addormenterai>> mi prende per mano e annuisco.
<<A dopo>> dico alle due donne e salgo al piano di sopra, mano nella mano insieme a Chloe.
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Nothing more 2 || tutto ritorna
ChickLitCOMPLETA ッ ⚠️⚠️ A BREVE IN REVISIONE ⚠️⚠️ Questo è il sequel di "Nothing More". È consigliabile leggere il primo libro di "Nothing more" prima di questo, per poter capire meglio la storia. Lo trovate sul mio profilo. Chloe, affranta ormai dal dolor...
