Capitolo 37

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Chloe

La vista è mozzafiato, il mare è stupendo e di un celeste più scuro visto da quassù. Quando abbasso lo sguardo noto l'enorme piscina, vista mare e me ne innamoro subito.
Ai lati ci sono delle sdraio e dei tavolini su cui poter fare un'aperitivo, per esempio.
Mi giro di nuovo verso Dylan e lo guardo.
<<Cosa dovremmo fare oggi?>> chiedo curiosa, <<quello che vuoi, io sarò a tuo servizio>> mi sorride. Sono davvero felice di averlo qui e di aver risolto ogni problema.
<<Be' visto che il bagno fuori in piscina non possiamo farcelo, che ne dici se andiamo nella piscina idromassaggio?>> propongo, <<ma certo>> risponde. È al chiuso e per quello che ho capito ci sono due piscine: una con l'acqua calda e l'altra con l'acqua un po' più fredda.
Ed è proprio lì che mi ricordo di non aver portato il costume. <<Dylan non ho il costume>> dico disperata e lui sorride, <<non preoccuparti, lo vendono anche qui. A pochi passi ci dovrebbe essere un negozio che vende di tutto, possiamo farci un salto>> mi tranquillizza ed io annuisco.
È incredibile di come questo ragazzo riesca sempre a trovare una soluzione a tutto.
<<Bene allora andiamo?>> chiede ed io annuisco. Rientriamo in stanza e Dylan chiude la finestra del balcone. Non mi porto dietro lo zainetto, se non solo il portafoglio per comprare il costume.
<<Stasera posso dormire con la tua maglietta?>> gli chiedo direttamente, fermandomi davanti la porta di uscita. <<In realtà ti avevo già immaginata nuda, sdraiata accanto a me, con la schiena appoggiata al mio petto, il tuo culo posizionato all'altezza del mio cazzo e le nostre gambe incrociate l'un l'altra, mentre ti abbraccio da dietro. Però se non vuoi fare niente di tutto questo, allora ok. Puoi dormire con la mia maglietta>> dice schietto.
Stavolta non arrossisco, ma rimango stupita della sua volgarità. <<Sei proprio uno scemo>> rido divertita, <<sono fissato>> mi corregge, <<si, dal sesso>> aggiungo, <<no, da te e dal tuo meraviglioso corpo>> aggiunge a sua volta. Quelle parole mi provocano una scarica elettrica di emozioni. <<Cos'è, ti stupisco?>> chiede avvicinandosi, <<ormai non più>> rispondo avvolgendogli le braccia intorno al collo. <<Sei proprio bella, lo sai vero?>> mi stringe forte i fianchi.
Non ho mai creduto a queste parole in passato.
Pensavo ormai che fossero dette da tutti, tanto per dire qualcosa e per sparare qualche cavolata. Però sentirle dire da lui mi fa un effetto strano, e quasi ci credo.
<<Grazie>> gli bacio una guancia e lo abbraccio. <<Andiamo su, che ho voglia di farmi un bel bagno caldo>> gli dico staccandomi. Dylan annuisce e prende le chiavi della stanza, per poi aprire la porta e farmi uscire per prima. La richiude ed entrambi ci avviamo verso l'ascensore per scendere al piano terra. Il negozio non è lontanissimo, dista qualche minuto dall'hotel.
<<Io ti aspetto fuori>> dice Dylan mettendosi le mani in tasca, una volta dopo essere arrivati a destinazione. <<D'accordo>> gli sorrido ed entro dentro. Una volta entrata mi faccio aiutare dalla commessa, in modo da fare prima. Mi fa vedere vari modelli, sia di costumi interi che a due pezzi, ma solo uno riesce ad attirare per davvero la mia attenzione.
È bianco ed è un due pezzi.
La parte sopra è con il ferretto, proprio come un reggiseno normale e invece la mutanda è fatta a brasiliana. Vado in camerino e me lo provo. Per mia fortuna, mi sta alla perfezione. Decide di non guardarne altri e mi avvio verso la cassa per pagarlo.
Successivamente esco e trovo Dylan che cammina avanti indietro per il marciapiede. Sembra agitato e frustrato.
<<Ehi>> mi avvicino e lui si blocca. Cambia subito espressione e mi sorride. <<Eccoti>> dice riponendo il telefono nella tasca dei jeans.
<<È tutto ok?>> chiedo un po' titubante, <<si certo, torniamo in hotel>> dice cambiando discorso. Sono più che sicura che ha qualcosa, ma so per certo che non me lo dirà. È il mio compleanno e sicuramente non vorrà rovinarmi la giornata, anche se in realtà non lo farebbe comunque perché ascoltare i suoi problemi mi far stare bene e aiutarlo, ancora di più. Non appena torniamo in hotel, Dylan si dirige immediatamente in ascensore. <<Avviati tu nella vasca litro massaggio, io arrivo dopo perché ho ancora da mettermi il costume>> gli spiego e lui annuisce senza ribattere.
Prendo le chiavi da Dylan e esco dall'ascensore.
Apro la porta di scatto e subito inizio a svestirmi per poi indossare il costume.
Prendo un asciugamano e me lo avvolgo intorno al corpo, e successivamente mi avvio al piano superiore. Non appena entro dentro la stanza noto con piacere che non c'è nessuno, solo Dylan. Già situato dentro l'acqua, con la testa posata sul bordo piscina, con gli occhi chiusi e le braccia stese lungo il bordo per reggersi.
Non appena sente la mia presenza apre gli occhi e mi sorride. <<Vieni dentro, l'acqua non è fredda>> mi guarda con fare malizioso.
Mi avvicino e faccio cadere l'asciugamano per terra. Dylan sgrana gli occhi alla visione del mio costume e a quel punto gli dico: <<c'è qualcosa che non va?>>.
<<Sì ma allora lo fai apposta>> non smette di fissarmi, <<a cosa ti riferisci?>> chiedo, <<volevo scopare stasera non ora, ma non mi lasci altra scelta>> risponde. È incredibile che mi piaccia questa sua spontaneità nel dire le cose, senza preoccuparsi di come una persona possa reagire. Rido divertita ed entro in acqua. Inserisco un piede e percepisco subito la temperatura calda dell'acqua. Non mi faccio
molti problemi e mi immergo del tutto, facendo attenzione a non bagnarmi i capelli. Non appena entro, Dylan mi prende per im polso e mi fa montare a cavalcioni sulle sue gambe.
Posa entrambe le mani sui miei glutei e li stringe leggermente. <<Non qui>> lo avverto, <<e dai, perché?>> chiede sbuffando, <<perché no, potrebbero entrare altre persone e non voglio fare figure di merda>> rispondo e lui sbuffa, ma continua a tenermi stretta a lui.
Stringe ancora di più i glutei e quel gesto mi porta a muovermi leggermente, sfiorando la sua intimità.
Lo sento indurirsi ed io infilo la testa nel suo collo, per cercare di trattenere una risata.
<<Sei una stronza>> dice, <<non è colpa mia scusa, sei stato tu ad iniziare>> ribatto e lui si morde il labbro per cercare di trattenersi.
<<Non ti eccita l'idea di farlo qui?>> chiede, <<mi eccita si, ma non voglio rischiare>> rispondo, <<tu pensi troppo>> dice avvicinandosi a me, <<è vero, ma ho un po' di contegno io. Purtroppo però non posso dire lo stesso di te: per te ogni occasione è buona per fare sesso>> gli faccio notare e lui sorride divertito. <<Be' vorrei anche vedere, guarda qua>> indica il mio corpo, <<insomma cazzo... Guarda con cosa devo competere tutti i giorni>> passa un dito in mezzo al seno e successivamente stuzzica un capezzolo, tramite il tessuto del costume bagnato.
Gli tolgo la mano lentamente e per cercare di non farlo arrabbiare, gli lascio un piccolo bacio sul collo.
<<Quando saremo da soli puoi prendermi dove vuoi, ma adesso no>> gli tengo ancora la mano, stringendola nella mia. <<Dove voglio?>> chiede con fare malizioso.
Oddio aspetta... Lui ha capito che... No, oddio no. Cioè, boh. L'ho detto sul serio?
Cavolo Chloe, ma che cosa combini?
Ripeto dentro la mia testa, ma ovviamente nessuno mi da una risposta.
<<Be' non so, se proprio vuoi...>> faccio spallucce e arrossisco di botto. Ormai è inutile, devo abituarci all'idea che stare con lui comporta stare in imbarazzo.
<<Ti piacerebbe?>> chiede, <<non saprei... Non ho mai fatto niente in nessun altro posto che non sia un letto, e be'... Detto sinceramente non ho mai pensato di farlo in qualunque altro posto>> confesso, <<ti piacerà vedrai... Non sarà diverso. Sarà più eccitante. Poi ovviamente dipende dal luogo, ma ti posso assicurare che essere a letto o per esempio in bagno, non rovina di certo il momento in cui ti penetro>> si morde il labbro inferiore.
Solo al pensiero rabbrividisco e se devo dirla tutta mi eccita questa cosa. <<Be' si vedrà, non ti prometto niente>> lo avverto e sul suo volto si forma il suo solito ghigno. Quanto lo odio quando fa così. <<Va bene, come vuoi>> fa spallucce.

Nothing more 2 || tutto ritorna La tua prossima ossessione. Scoprilo ora