Amarantha

2.4K 152 0
                                        


Prima di uscire, il vichingo si voltò per guardarle entrambe. Cristen riteneva che aver scoperto la Fonte fosse l'unica speranza per Morrigan di sopravvivere. Era dimagrita all'inverosimile e pesanti occhiaie sottolineavano uno sguardo vacuo e incerto. Se fosse rimasta alla Valle per anche solo un altro mese, probabilmente sarebbe morta di stenti. A una a una tutte loro sarebbero perite a causa dell'isolamento forzato. Cristen l'aveva trovata in tempo e ciò lo rallegrava infondendogli una sorta di benessere che non provava da tempo. La sua mente si accendeva al potere dei ricordi e gli parve che un tempo infinito e allo stesso tempo infinitesimo fosse trascorso dall'ultima volta in cui l'aveva avuta.

Attraversò il corridoio in compagnia di Amarantha e il ricordo delle spietate battaglie contro la Nebbia rinfocolò il suo orgoglio rammentandogli con quanta acredine aveva intrapreso ogni duello, minacciato i rivali e distrutto le speranze nemiche. La sua non era stata solo l'ambizione di un uomo per la conquista del mondo: la spietatezza gli aveva invaso il cuore, dilaniato, anni prima, da quello che non poteva che essere stato il suo primo amore.

Morrigan, la prima donna che aveva conosciuto, era nata vagabonda ed era stata cresciuta per ammaliare e circuire. Il sentimento che provava per lei, di un'intensità tale da mortificarne il pensiero, poteva forse essere messo a tacere, soffocato, calpestato con le efficaci contromisure che suggerivano gli antichi. Eppure, difficilmente sarebbe potuto morire.

Amarantha, mentre lui pensava a tutt'altro, gli chiese della loro prima notte. Cristen rispose con poco convincimento.

«Dunque, ci uniremo stanotte?» chiese lei audacemente.

«Sì» rispose distratto.

«E domani il nodo di fronte al mondo?»

Un lamento emesso da Cristen ne professò l'assenso.

«Sono assolutamente impreparata, ma farò del mio meglio.» Amy aprì gli occhi, fingendo pudicizia. Ciò ricordò a Cristen dove aveva già visto un simile atteggiamento: nella Valle, anni e anni addietro. «Ci saranno dunque tutti i regni?»

Cristen annuì, serio.

Giunsero alla stanza del re, che Cristen aveva cercato di rendere più sua. Ogni cosa appariva nera ed era fatta di rocce laviche. Al centro troneggiava un ampio letto rotondo, che consisteva in uno sperone di roccia liscissima, su cui erano sistemati un giaciglio di paglia e diversi cuscini.

Amy ridacchiò in modo fastidioso, mentre Cristen si spogliava dietro un paravento di vetro opaco.

Il gorgoglio dell'acqua, Amarantha lo sentì solo quando il re le si parò davanti, nudo e pronto per determinare la loro notte.

La furba amazzone sorrise stupita, dopodiché si lanciò con avidità su di lui cercando di baciarlo.

«No!» sbottò Cristen con forza staccandola da sé quasi inorridito. «Prima le abluzioni!»

Amy aggrottò la fronte incredula. «Se è tuo volere, signore, andrò subito...» e così dicendo ammiccò e iniziò a spogliarsi.

Al vichingo, quel sorriso ricordò un lontano momento del passato.

Un rigagnolo d'acqua sfociava da una crepa sul muro della stanza. Era stato per volere del re che il Tism si era dotato di una cisterna d'acqua, in modo che egli potesse disporre d'acqua corrente per le abluzioni. I lavori avevano preso più tempo del previsto, ma alla fine Cristen aveva ottenuto ciò che voleva.

La cascata irrompeva tra pietre perfettamente scolpite e ricadeva in una conca che occupava parte della stanza. Cristen calpestò il velo d'acqua richiamando Amarantha.

«Ti sciacquerò. Solo poi giaceremo assieme.»

Aveva la testa altrove.

Amarantha rise.

«Smettila» disse il re. «Questo rito è sacro per noi...».

Ma Amy, nonostante si sforzasse di compiacerlo, peccava di un'insopportabile esuberanza che la portava a sfiorargli le natiche con lo scopo di avvicinare il più possibile il momento dell'amplesso.

Cristen, indispettito da un tale inaccettabile comportamento, sospirò e uscì dall'acqua alla ricerca di un telo per asciugarsi.

Amy lo raggiunse cercando di sedurlo. «Ebbene, dovrai essere gentile, mio signore. Almeno per questa prima notte...» sussurrò, cedendo a un'altra svenevole lusinga.

Cristen la vide scivolare verso il giaciglio e aprire le gambe in modo esplicito.

Uno spasmo lungo il collo, la spalla e il torace sembravano impedirgli di continuare. Cacciarla via all'istante! Come poteva quell'insopportabile amazzone divenire non solo sua moglie, ma anche regina del mondo intero e madre del suo erede!

Disgusto e necessità si mischiarono. Doveva procedere senza altro indugio.

Mosse un passo verso di lei.


L'amazzone e il vichingoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora