Cristen aveva, dunque, ceduto al Berserkr, strumento che non aveva mai dovuto utilizzare prima, poiché mai si era invaghito di una donna.
Morrigan aprì le labbra con fatica. «Cosa provi, Cristen?» domandò abbozzando un sorriso e poggiando la testa pesante allo scranno.
Il re la guardò con diffidenza. «C'è ancora qualcosa che sento, amazzone.»
«Zadra...» biascicò lei cambiando discorso e tossendo.
Il re la guardò senza espressione.
Lei proseguì. Era giunto il suo momento. Morrigan era ansiosa di sapere cosa le avrebbe riservato il futuro.
«Il tuo seme ha generato una femmina. Puoi drogarti, instupidirti, lasciare che il sinedrio abbia la meglio su di te, ma non potrai mai essere diverso da ciò che sei, Cristen.»
Il re incrociò le braccia e si avvicinò. «Non ha importanza cosa credi, amazzone. Per quanto ne so, quella bambina è una menzogna.»
«Così vorresti che fosse. Zadra è nata da te e da me. Le femmine non nascono dai vichinghi, perché non esiste più amore tra uomo e donna. Prima il Berserkr, poi l'evoluzione della vostra specie per cui la droga non serviva nemmeno più: eravate diventati spietati e senza cuore. Tu, come dici, sei nato come gli uomini di cent'anni fa, hai amato e ora hai come erede una figlia. È dal dolore che fuggi. Cosa si prova a non provare più niente, vichingo?» ripeté convinta.
Un accenno di rabbia spuntò nell'anima di Cristen, qualcosa che sembrava ridestarlo da giornate vuote e tutte uguali. Si chinò su di lei odorandone il sangue, la polvere, la terra di cui erano intrisi i capelli, le ciglia. «Il Berserkr mi preserva da molte cose, ma non dal desiderio di averti, Morrigan. C'è una forza senza amore che per secoli è stata riversata sulle donne. Mi ciberò di te fino a che non sarò sazio, perché il Berserkr ha un limite. Non sento niente, ma ho una gran voglia di voltarti, piegarti e soddisfare la carne» le sussurrò nell'orecchio, con voce bassa e arrocchita dalle tenebre che erano calate in lui. Poi proseguì: «L'ultima volta che siamo stati assieme mi hai chiesto di avere il nodo, ricordi?»
A Morrigan tremarono le labbra.
«L'incoerenza della tua specie ha permesso che si verificasse questo. La colpa è solo tua, Morrigan. Dovevi uccidermi quando ne hai avuta l'occasione, potevi andartene il più lontano possibile, non dovevi tornare. Ma, come tutte le donne, sei volubile. La tua richiesta di ottenere il nodo quella notte ne è la prova» disse, divertendosi ad alitarle addosso quelle parole piene di veleno.
Morrigan, ormai prosciugata e del tutto inerme, rispose: «Ti chiesi il nodo perché ti amavo, Cristen dei vichinghi.»
Il re spalancò gli occhi, per un attimo temette di perdere il controllo e di caderle addosso. Invece, si ritirò e si rimise in piedi di fronte a lei.
«Ti domandai il nodo non come simbolo di sottomissione, ma come gesto di tenerezza nei miei confronti, perché desideravo che tu avessi cura di me come io ne avrei avuta di te, se tu avessi voluto. Volevo sentirmi amata. Fin dal momento in cui ci siamo uniti per la prima volta, io ti ho desiderato e amato e allo stesso modo rifiutato con tutta me stessa. Tu sei nato diverso e in un mondo crudele come il nostro hai usato cortesia nei miei confronti. Volevo il nodo per sentire le tue mani sul mio capo come la prima volta che mi hai trascinata al fiume, mi hai coperta d'acqua e mondata secondo l'usanza vichinga. Era qualcosa che ricordava i tempi andati, i secoli d'amore tra uomini e donne. Non lo compresi nei giorni della guerra, perché ero furia e rabbia e perché tu scardinasti l'Abbazia e con essa disperdesti le mie sorelle. Hai avuto per me delle attenzioni che, per la tua posizione di re, non erano scontate. Da una parte mi amavi, dall'altra sragionavi sulle conquiste che avresti compiuto. Come avrei mai potuto accordarti il mio interesse allora? Cosa avrei potuto darti, più che la mia pelle, il mio corpo, la mia schiena? Non ti accetto, sei ciò che odio di più al mondo, rappresenti l'ideologia maschile in toto e con essa la fine del mondo. Il nodo non era un capriccio, come l'hai interpretato tu, era l'unico modo per averti vicino quella notte, l'ultima che avremmo passato assieme. Una carezza, un gesto d'amore. Ma tu sei rimasto coerente con ciò che sei, e io con ciò che sono: ci siamo uniti come bestie, come sempre. Non mi spaventano i tuoi piani su di me, né le tue pulsioni. Io rimarrò Morrigan dell'Abbazia oltre la violenza, e tu rimarrai Cristen dei vichinghi oltre il Berserkr» concluse, stremata.
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L'amazzone e il vichingo
Fantasía"Morrigan capì le loro intenzioni solo quando il re si avvicinò a lei, le prese la spalla, le strappò via la manica e le racchiuse il bicipite dentro un anello dorato. Si dimenò, tentò di scostarsi, ma erano in due a tenerla ferma e, ben presto, il...
