L'anello di Cristen era là, intrecciato a una sua ciocca, l'unica della capigliatura di lei ancora annodata. «Non dire altro, vichingo. Mi è noto il tuo modo di interpretare la profezia...»
«Mi unirò con Amarantha, lei prenderà il posto che è sempre appartenuto a te, nella tradizione e per mia volontà.»
«Non sei lucido, nessuno lo sarebbe. Porti avanti un progetto che non ha esito alcuno. È follia» ribadì lei.
La sorella maggiore delle amazzoni, accaldata e in affanno, era in fibrillazione continua.
«Lascia da parte il futuro e la sorte del mondo. Sei brava a dissimulare, una perfetta mentitrice. Eppure, anche ora, ho l'impressione che ci sia qualcosa che non riesci a dirmi, Morrigan.»
«Le tue impressioni sono fallaci, re dei vichinghi» rispose lei stringendo le labbra. «Non potrei desiderare alcuna attenzione da parte tua. Da colui che ha distrutto l'Abbazia. Il mio scopo era accogliere le piccole amazzoni dalle erranti e fornire loro un'educazione! Salvavo le uniche donne che avrebbero potuto salvarne altre!»
Cristen si irrigidì. «Sei il dovere assoluto, dunque, Morrigan dell'Abbazia. Sei il rigore delle tue idee e nient'altro. Non puoi nutrire alcun altro sentimento, eccetto quello per ciò che ritieni l'unica missione della tua vita?» domandò il re. Ma era un quesito che aveva al suo interno già un'implicita risposta.
«È ciò che si può dire di te, vichingo. Siamo simili.»
«Morrigan, ti sto confessando una passione inestinguibile nei tuoi confronti» dichiarò lui con rabbia stringendosi un pugno davanti allo stomaco. «Siamo distantissimi! La tua sola presenza mi basta a sentirmi così, come sono ora, incapace di mantenere il controllo. Ti affacci con prepotenza in me e non riesco ad evitare di pensarti! Non puoi essere più in errore, non siamo uguali, io ti avrei voluta e ancora ti voglio!»
«Io non posso essere diversa da come sono.» Era colpita, ed enormemente, da ciò che Cristen le aveva confessato dopo quel lungo tempo trascorso dal loro ultimo incontro. Aveva creduto che lui si fosse finalmente liberato della sua ossessione nei suoi confronti.
E lei? Era andata oltre? No, non aveva potuto anche se avrebbe tanto voluto. La testimonianza di ciò era innanzi ai suoi occhi ogni giorno, da quando si era stabilita alla Fonte: i gravi problemi a cui tutte le amazzoni dovevano far fronte, la fame, le bambine da salvare, la vita di un tempo andata in pezzi.
«Distruggerei ogni tradizione. Ripudierei la donna che sta nel mio letto subito, nonostante l'abbia appena avuta, nonostante sia un peccato imperdonabile per gli dèi e la gente. Rifiuterei di sposarla e urlerei di fronte ai popoli riuniti che non c'è altra donna per me all'infuori di Morrigan dell'Abbazia, mia moglie da quando mi unii a lei dopo la presa dell'Abbazia!»
Si era avvicinato, ma non aveva osato fare altro. Era colmo di acredine e di speranza.
«Faresti tutto questo per me, re dei vichinghi?» domandò Morrigan. «Saresti disposto a questo? Rifiuteresti i piani di supremazia sul mondo? Sceglieresti di non portare avanti il tuo folle piano? Cambieresti le leggi che regolano le persecuzioni nei confronti delle donne rimaste sulla terra?» lo incalzò lei.
Il re inspirò, chiudendo gli occhi e voltando lo sguardo al deserto nero, sempre più buio.
L'amazzone si aprì in un sorriso sbilenco. «No, non lo faresti: i tuoi sono solo sogni, vichingo. Desideri avere senza alcuna condizione. Sei esattamente come me, non rinunceresti al tuo mondo per me e io non lo farei per te.»
«È così...» concluse lui, non guardandola.
«Partirò domani non appena mi lascerai libera. Tornerò alla Fonte e da lì migreremo alla riserva, come tu ci hai promesso potremo fare.»
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L'amazzone e il vichingo
خيال (فانتازيا)"Morrigan capì le loro intenzioni solo quando il re si avvicinò a lei, le prese la spalla, le strappò via la manica e le racchiuse il bicipite dentro un anello dorato. Si dimenò, tentò di scostarsi, ma erano in due a tenerla ferma e, ben presto, il...
