A quel punto e inaspettatamente lui la prese per la spalla e la girò bruscamente sotto sopra, di schiena. Poi iniziò a slacciarsi i calzoni mentre Morrigan riprendeva parola.
«Mio re, forse dovresti lasciar fare a me!» disse lei tornando supina.
Lui abbozzò un sorriso e la girò sotto di lui, iniziando a sollevarle le vesti e infilando la mano su e su verso le natiche.
«Mio re!» sbottò lei, indignata. «Credo davvero che tu sia parecchio confuso!» Morrigan sgattaiolò via sedendosi di fronte a lui.
Il vichingo la guardò con finta aria interrogativa.
«Non sono in errore, amazzone» e ridendo tentò di rimetterla sotto di sé prona. Le sfiorò con entrambe le mani prima il sedere, poi i lombi e sembrò pronto ad agire.
«Credo proprio di sì!» Stavolta Morrigan si divincolò scendendo dal giaciglio e rizzandosi in piedi.
La veste le ricadde lungo le gambe coprendola.
Il re, invece, rimase pressoché nudo tra le coltri.
Sembrava molto divertito.
«Tu non sei mai stato con una donna, Cristen dei vichinghi. Lascia che ti insegni come si fa.» Volle di nuovo avvicinarsi cercando di sistemarvisi sopra.
Lui la fermò bruscamente. «Il fatto che non abbia conosciuto donna non vuol dire che non abbia potuto vedere, centinaia e centinaia di volte come si fa alla maniera dei vichinghi.» Un ghigno beffardo spiegava ogni suo intento.
«Siete degli animali!» sbottò lei, rivelando la sua vera indole e divincolandosi.
Cristen prese a ridere di gusto. E che risata irresistibile che aveva!
«Sì, forse sono un animale. Ma tu cerchi di ingannarmi con le lusinghe e vuoi infilarti nel mio letto per i tuoi scopi, Diplomazia. Sei furba, ma io lo sono di più, e non ti avrei toccata stanotte, nella menzogna delle tue parole» disse, accomodandosi tranquillamente tra le coperte.
«Io non sto mentendo...»
«Puoi dormire laggiù, la catena ci arriva» continuò il re sbadigliando. L'eccitazione però non gli si era affatto spenta, era visibile ancora sotto le coperte.
«Non sto mentendo» ripeté rabbiosa Morrigan.
Lui, dunque, si mise a sedere e la scrutò serio. «La scelta è tua, amazzone. Puoi dormire laggiù, puoi coricarti accanto a me se hai freddo, oppure puoi unirti a me come moglie.»
«Lasciami tornare dalle mie sorelle...» sussurrò l'amazzone sottovoce. Ma lui non la udì.
«Sarò tua moglie, questa notte.»
Non più languidi sguardi, non maliziose movenze né carezze. Lei era certa, sicura di ciò che voleva ottenere e soprattutto del perché volesse farlo. Poco male se le fosse costata il prezzo di una pratica tanto deplorevole. L'obiettivo era ciò che la motivava di più.
Cristen proseguì a parlare. «Sei talmente ostinata da andare contro i tuoi stessi interessi, Morrigan. Vattene a dormire.»
Ma Morr con volto impenetrabile e mosse svelte si sfilò la veste e rimase in piedi e nuda di fronte a lui.
Cristen scosse la testa e si alzò dal giaciglio andandole incontro. In un attimo la sovrastò con la propria ombra che fiammeggiava alla luce delle torce. Abbassò il mento a guardarle il capo che era rivolto ai suoi pettorali. Lui sapeva che lei nemmeno li vedeva. Lei stava certamente pensando ad altro.
«Te lo dico per l'ultima volta, Morrigan dell'Abbazia. Vai a dormire laggiù.» Ma parlò con un sussurro arrocchito dal desiderio che in lui si era acceso e che avrebbe dovuto spegnere a fatica non appena fosse tornato a letto.
Morrigan alzò lo sguardo, determinata e inflessibile.
Il re si eccitò ancor di più perché sapeva che lei, ora, non stava fingendo, non recitava alcuna parte, anche se era sicuro che avesse un piano definito.
Lei parlò. «Sarò tua moglie questa notte, alla maniera dei vichinghi...» e così dicendo gli diede una leggera spinta che tuttavia non valse a muoverlo di un palmo verso il letto.
Allora gli posò le mani sul petto spingendolo caparbia all'indietro.
Cristen si lasciò trascinare.
Quando si fu seduto, Morr si avvicinò al giaciglio e si stese nuda e prona accanto a lui.
Il re osservò le scapole di poco in rilievo sulla schiena, notò l'invitante curva delle natiche e indugiò sulle gambe snelle.
Fremeva del desiderio di entrare in lei e allo stesso tempo un briciolo di lucidità gli diceva che non era bene, che si stava andando a cacciare in una trappola.
Sembrava dolcissimo, quel miele che mai aveva assaggiato.
«Sei pazza, Morrigan dell'Abbazia» concluse e scosse la testa. Poi con uno scatto fu su di lei e sulla sua schiena.
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L'amazzone e il vichingo
Fantasy"Morrigan capì le loro intenzioni solo quando il re si avvicinò a lei, le prese la spalla, le strappò via la manica e le racchiuse il bicipite dentro un anello dorato. Si dimenò, tentò di scostarsi, ma erano in due a tenerla ferma e, ben presto, il...
