La voce di Zadra, mentre giocava a caccia al tesoro, si perdeva nei corridoi dell'Abbazia. Lo scalpiccio rimbombava, mentre, sotto l'occhio vigile di Morr, la bambina correva alla ricerca dell'ennesima fetta di mela nascosta in una cassapanca come premio per la caccia al tesoro.
«Quando mi porti là?» domandò Zadra, indicando con la manina l'Abbazia Alta fuori dalla finestra.
«Forse tra qualche giorno» mentì Morrigan. Era una sistemazione temporanea, la loro, e l'amazzone sapeva che, ben presto, avrebbero dovuto lasciare quel luogo. «Ora su, c'è un'altra fetta di mela da scovare» e le indicò il corridoio.
Zadra rise. I bambini dimenticano gli affanni così in fretta, pensò l'amazzone.
La piccola Zadra si gettò nel corridoio di corsa e schiamazzando. Fu svelta come le aveva insegnato Morr, iniziando a vagare fino a quando non incontrò una porta che si immetteva nel giardino antistante l'Abbazia.
Morrigan si trovava a poca distanza da lei, si era immobilizzata avendo percepito qualcosa di strano attorno a sé.
L'aria che filtrava nel corridoio era fresca e invitava ad uscire. Si voltò, come per verificare che tutto fosse in ordine, e perse di vista Zadra.
Sentì un clac e il rumore della porta che veniva scostata. Capì che Zadra era uscita.
Non ebbe il tempo di pensare. Scattò in avanti e corse verso l'esterno, avvertendo l'aria frizzante del pomeriggio che le sfiorava le spalle. Rabbrividì.
«Morr, Morr!» sentì chiamare. «Guarda chi è venuto a trovarci!» gridò la bimba.
Morrigan alzò il viso e di fronte a lei vide Amarantha con in braccio la bambina.
«L'Abbazia... Una volta qualcuno mi disse: "cercami dove non t'aspetteresti di trovarmi"» disse Amy abbozzando un sorriso. «Ti sono mancata, piccola?» domandò poi alla sorellina.
Zadra annuì e si accoccolò tra i suoi capelli.
«Morrigan, cosa stai combinando?»
«Mettila giù...» rispose lei seria.
«Quanta ostilità. Che ne dici, Zadra, se torniamo da Lena? Le manchi tanto, vuole allenarsi con l'arco!»
«Amarantha...» continuò Morr avvicinandosi sempre più.
Amy le fece cenno di fermarsi, c'era una considerevole distanza tra loro. «Mia sorella, la quale ha sempre giurato di difendere il nostro onore, prende una decisione sbagliata dopo l'altra. Ricordati, Morr, cosa ci siamo dette prima di raggiungere il Tism... Che la Grande Madre accolga il nostro seno mozzato sull'altare della Valle.»
«Amy, ti prego...» sussurrò Morrigan deglutendo.
«Non capisci, Morr, è la nostra unica speranza!»
«Non c'è possibilità alcuna che le cose vadano come vogliamo, Amy. Il mondo è degli uomini, il sinedrio ti ucciderà» affermò, calcolando come strapparle Zadra dalle braccia.
Amy sospirò. «Non succederà. Lo sai che non lo farebbero alla luce di questo...» e si sfiorò il grembo. Tentò di avvicinarsi a Morr, ma poi indietreggiò insicura.
«Devo portarla via, ora...» continuò Amy riferendosi a Zadra.
«Non farai niente del genere...» Morrigan avanzò con lentezza.
«Devo farlo, lo sai. La porto via con me, perché tutto vada come deve.»
Non finì nemmeno di parlare, si voltò e, come una folata di vento gelido, corse via lungo il muro di cinta.
Morrigan la seguì fino a quando non la vide raggiungere le rovine dell'arco d'ingresso alla fortezza, abbattuto dal passaggio dei vichinghi anni prima. Amy raggiunse un cavallo, salì in groppa e partì al galoppo, lasciandosi alle spalle una nuvola di polvere che riempì i polmoni della sorella maggiore.
Morrigan si fermò per riprendere fiato e, anche potendolo fare, non proseguì oltre guardandola andarsene.
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L'amazzone e il vichingo
Fantasy"Morrigan capì le loro intenzioni solo quando il re si avvicinò a lei, le prese la spalla, le strappò via la manica e le racchiuse il bicipite dentro un anello dorato. Si dimenò, tentò di scostarsi, ma erano in due a tenerla ferma e, ben presto, il...
