Diversi anni erano passati e Cristen si era davvero stupito di trovare assieme a Morrigan delle giovani amazzoni.
La sorella maggiore non era più tornata a rivendicare diritti sulle più piccole che erano rimaste nelle famiglie vichinghe e, pertanto, queste erano state cresciute dalle schiave straniere di terre lontane o, in qualche caso, dagli stessi uomini, tanto che, e spesso Morrigan lo immaginava e inorridiva, dovevano essere ora irriconoscibili.
Morrigan era tornata alla Fonte dalle Venti e aveva portato avanti una piccola comunità di donne esuli che si allenavano e che accoglievano le sempre più rare bambine abbandonate negli altri regni e condotte lì dalle amazzoni erranti.
Queste ultime erano mercenarie senz'anima, che non avevano alcuna intenzione di vivere in comunità e che accettavano unicamente denaro o merci preziose in cambio delle bambine.
La comunità della Fonte era riuscita di tanto in tanto a comprare qualche bambina da loro, salvandola da un destino incerto. Ma con il passare del tempo avevano sempre meno con cui pagarle, se si esclude qualche pietra preziosa, poco cibo e antichi tessuti portati in salvo dopo la battaglia all'Abbazia.
Alla Fonte le donne trascorrevano un'esistenza in povertà, vivevano dei prodotti della terra e grazie alla caccia.
L'incapacità di dare loro una vita dignitosa andava a sommarsi all'oppressione di Morrigan riguardo le bambine in mano ai vichinghi. La sorella maggiore delle amazzoni, nonostante fosse ancora piuttosto giovane, era schiacciata dal senso di colpa e, spesso, le risultava difficile dormire sonni sereni o trascorrere giornate di serenità.
Aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita accompagnata dalla sola consolazione di poter stringere tra le braccia le piccole comprate dalle erranti. Ne adorava una in particolare: si trattava di Zadra, la più piccola.
Quando Cristen ordinò loro di condurlo alla Fonte, Morrigan ritenne di poterlo persuadere. Avrebbe usato un tono supplice, che mai gli aveva riservato.
«Mio re, hai tutto. Possiedi ogni angolo del mondo conosciuto, hai conquistato la Nebbia e puoi contare sul favore di tutti i popoli. Un pugno di amazzoni che vivono in un'enclave nei tuoi territori non potrà infastidirti. Siamo vissute alla Fonte senza mai arrecare disturbo. Lasciaci in pace...» disse, affidando Zadra alle braccia di Lena e andando da lui con fare pietoso. Non mentiva, stavolta, era davvero affranta nel sapere che Cristen le aveva tenute sott'occhio per tutto quel tempo.
Il vichingo posò uno sguardo severo su di lei. Incrociò le braccia mostrandone i muscoli ben scolpiti e parlò: «Morrigan, Morrigan...» recitò. «Non ho tutto, affatto direi. Avanti, portami alla Fonte.»
«Non lo farò.»
«E che ne sarà delle tue sorelline, quanto ti trapasserò da parte a parte e mi dirigerò laggiù per razziare il vostro nascondiglio? I miei uomini sono già là, le avranno già accerchiate a quest'ora...» continuò calmo, indicandole con il mento il sentiero che avrebbero dovuto percorrere per raggiungere la sorgente del fiume.
Zadra, come se avesse compreso ciò che quell'uomo aveva appena rivelato, si mise a piangere sommessamente.
Alla sorella maggiore delle amazzoni saltò un battito del cuore.
«Cosa vuoi da noi?» domandò con rancore consapevole che infine avrebbe dovuto accompagnarlo.
«Te ne parlerò quando saremo là» rispose lui, e le diede una spinta leggera per fare in modo che si incamminasse.
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L'amazzone e il vichingo
Fantasía"Morrigan capì le loro intenzioni solo quando il re si avvicinò a lei, le prese la spalla, le strappò via la manica e le racchiuse il bicipite dentro un anello dorato. Si dimenò, tentò di scostarsi, ma erano in due a tenerla ferma e, ben presto, il...
