Ringrazio le splendide lettrici che hanno voluto votarmi su Amazon e che hanno lasciato un commento/recensione. Questo permette la pubblicazione di un nuovo LUNGO capitolo in tempi brevissimi <3
Morrigan, assieme a Zadra e Amarantha, dormiva in una delle grotte poco distanti dalle sorgenti del fiume che attraversava la Valle.
Quando raggiunsero i primi acquitrini e oltrepassarono le grotte che componevano la Fonte, il silenzio era irreale e Morrigan capì subito che l'esercito era già stato lì.
Alcuni canestri di verdure del loro orto terrazzato erano ribaltati e le brocche che contenevano frutta selvatiche giacevano a terra in frantumi. Le bambine non erano in giro a correre o ad allenarsi e nessuna delle Venti era intenta a immagazzinare il miele o ad arrostire salmoni sul legno di faggio. I fuochi erano stati spenti bruscamente, lo testimoniava la terra che era stata gettata sopra le braci.
Il vociare, da sommesso si fece sempre più udibile, a mano a mano che Morrigan procedeva davanti a Cristen. Era come se lei già sapesse dove si trovassero tutte le amazzoni. I suoi dubbi trovarono conferma: erano rinchiuse nella grotta principale dove di solito avvenivano le riunioni.
Vide dei vichinghi dalle lucide teste rasate e dalle trecce bionde girovagare pesantemente qua e là in cerca di cibo. Poi udì delle parole straniere provenire da dentro, mentre si avvicinava all'apertura tra le rocce muschiate.
Cristen, quando l'amazzone si arrestò di fronte al tessuto di lino che copriva l'ingresso, le diede un'altra spinta con l'elsa della spada.
Morrigan entrò.
Le donne erano state ammassate al centro e a terra, ed erano sedute. Le bambine soffocavano il pianto tenute divise dalle maggiori e guardate da meno uomini.
I vichinghi schierati lungo le pareti erano intenti a mangiare o a camminare calpestando i bordi delle vesti delle amazzoni.
Tutte si voltarono a guardarla.
«Mi dispiace...» mormorò con tono basso rivolgendosi al gruppo, poi scosse la testa affranta.
«Bando ai sentimentalismi...» Il vichingo, inflessibile, fece cenno a due uomini di unire alle altre sia Lena che Zadra.
«No...» sbottò Morrigan, preoccupata.
«Rimarranno qui assieme alle altre. Tu invece vieni con me» pronunciò risoluto.
La prese per il colletto della giacca da combattimento e gli servì poca forza per trascinarla fuori. Prima di proseguire conversò sommessamente con il generale che aveva sferrato l'attacco in una lingua che lei non comprese. Poi la prese e la condusse più lontano, vicino a due ceppi.
«Siediti» le disse, e lui fece lo stesso.
Morrigan si affossò nelle spalle deglutendo.
«Non c'è stata alcuna violenza. Le tue sorelle sono state prese alla sprovvista, ma non si è verificata una resistenza tale da necessitare l'uso della forza. Ho organizzato l'attacco per bene. Erano già fuggite nei boschi e non si aspettavano la seconda e terza squadra di uomini che avevo fatto nascondere là proprio per coglierle di sorpresa. Siete brave a sfuggirmi...»
Morrigan chiuse gli occhi ed espirò.
«Ma veniamo a noi» proseguì Cristen. «Sarò molto breve Morrigan. No, non ho tutto. Mi manca qualcosa che mi hai negato quattro anni fa. Non farai fatica a credere che, dopo aver sconfitto la Nebbia, non trovo donne a cui accompagnarmi per transitare nell'ultima era di questo mondo» spiegò ridendo. «Certo, le schiave dell'Ovest e le tiratrici dell'Aril sono sempre disponibili, ma non abbastanza forti da generare figli, si dice. Qui» disse, e fece segno dentro la grotta «invece ci sono donne in grado di farlo. E poi c'è quello che dice la profezia su di me...»
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L'amazzone e il vichingo
Fantastik"Morrigan capì le loro intenzioni solo quando il re si avvicinò a lei, le prese la spalla, le strappò via la manica e le racchiuse il bicipite dentro un anello dorato. Si dimenò, tentò di scostarsi, ma erano in due a tenerla ferma e, ben presto, il...
