Poteva essere possibile che l'unica notte che avevano trascorso assieme, dal momento in cui l'aveva presa ed era affondato in lei rendendola sua moglie, avesse in qualche modo cambiato l'atteggiamento di Morrigan legandola a lui inevitabilmente?
Era possibile che, con la deflorazione di una vergine, quest'ultima decidesse di affidarsi al proprio uomo totalmente e che da lui sarebbe dipesa per sempre?
Cristen si cullava in tali piacevoli prospettive mentre tornava dalla perlustrazione del campo. Aveva dato disposizione agli uomini per i giorni successivi, poiché aveva lasciato le prime file dell'esercito per occuparsi dei rastrellamenti e di ciò che rimaneva dei boschi prima dell'Abbazia.
Egli si era rimesso del tutto dalle ferite ed era particolarmente allegro mentre si dirigeva al fiume dove sapeva che avrebbe trovato Morrigan.
Le aveva concesso da qualche giorno di vagare senza costrizioni sotto la sorveglianza di Nore, che l'accompagnava a curiosare nei dintorni.
Giunse al fiume e la vide seduta su uno sperone di roccia, ammantata da una pelliccia bianca su cui risaltava la lunga e ben raccolta treccia nera del nodo che lui le aveva fatto in mattinata.
Non l'aveva più toccata intimamente dopo la prima volta, e quando la vedeva, qualcosa gli sconvolgeva le viscere e lo riportava a qualche frammento della loro prima notte assieme.
Affondò i calzari pesanti nella terra tiepida. Non aveva più nevicato e il bosco era visibile in ogni angolo verde. Anche la temperatura si era alzata ed era più piacevole trascorrere le giornate fuori.
Lei si voltò, aprendosi a un magnifico sorriso e porgendogli la mano.
«Finalmente. Mi stavo davvero annoiando, quaggiù!»
Lui non le sorrise, ma il suo cuore sembrò farlo. Le prese la mano, la strinse per qualche secondo e poi la lasciò andare. «È ora» disse serio e iniziò a svestirsi.
Lei fece lo stesso.
Morr tremava e una terribile sensazione l'assalì quando mise piede nell'acqua gelida e scrosciante del fiume. Era una tortura dover fare le abluzioni all'aperto e rimpianse le vasche d'acqua calda dell'Abbazia. Vide che il re la fissava con aria di rimprovero perciò si fece forza e iniziò a sfregarsi le gambe e le cosce.
Re Cristen fece lo stesso, ma con agio: era risaputo che i vichinghi non avvertivano le temperature rigide. Per lui non era una tortura come lo era per lei.
Quando il re ebbe finito andò da Morr che, accucciatasi nell'ansa meno impetuosa, appariva visibilmente provata.
«Ho bisogno che tu mi dia le posizioni precise degli acquartieramenti degli Scuri all'Abbazia» disse serio.
Era nudo, possente e scolpito, con i capelli umidi e la barba bionda smossa dal leggero venticello invernale.
Morrigan respirò a fondo e si forzò a un sorriso. «So quello che era settimane fa, ora avranno di sicuro cambiato dispiegamenti» disse con furbizia.
«Basterà spiegare al sinedrio quello che sai.»
Poi un poco dubbioso calpestò la pozzanghera che si era creata nell'ansa morta del fiume.
«Siediti bene.» Le prese il capo, lo tirò indietro, raccolse dell'acqua con il bacile e gliela fece scorrere sui capelli.
Iniziò a frizionarle le spalle, il collo, le sfiorò le orecchie e proseguì sulle braccia.
«Dirai la verità, Morrigan?» le domandò, smettendo di lavarla e accucciandosi innanzi a lei per guardarla negli occhi.
Morrigan sorrise imbarazzata. «Certamente.»
Si creò qualcosa tra loro in pochissimi istanti. Era un eccitante momento in cui i brividi di freddo si mescolavano a quelli di tensione tra loro.
«Cosa mi nascondi, Morrigan dell'Abbazia...» sussurrò lui, alzandosi e tornando a frizionarle la schiena.
«Sono tua moglie, non posso mentirti.»
«Già...» disse con una smorfia Cristen.
Morrigan si rizzò in piedi e si voltò. Gli si avvicinò e gli fece segno di abbassarsi.
Cristen la guardò attonito.
L'amazzone, dunque, gli prese il bacile dalle mani, lo riempì e glielo versò sulle braccia nude iniziando a carezzarlo con dolcezza.
Il vichingo rimase immobile muovendo solo gli occhi su di lei in un misto di severità e incredulità.
L'amazzone fece un giro completo attorno a lui e gli versò l'acqua sulla schiena sfregandolo con ampi cerchi nella zona del dorso quasi fino alle natiche.
«Una moglie che fa questo potrebbe mentirti?» disse infilandogli le mani sullo scalpo.
Continuò a massaggiarlo mentre una nota ardente si infilava tra le dita e gli comunicava qualcosa in più.
Cristen era preda di un godimento tale da dissolvere gran parte dei dubbi che aveva su di lei. Ancora uno scampolo della ragionevolezza che lo contraddistingueva lo volle avvertire, ma lui lo scacciò in favore di quelle abili mani che erano scese poco più sotto i lombi e che iniziavano a dargli un piacere infinito.
Il re era pietra, incollato al greto del fiume e immobile tra le carezze dell'amazzone. La vide arrossarsi in viso per il freddo o per l'imbarazzo di quei gesti e ancora una voce si fece largo nella mente di Cristen.
«Una donna che non è mai stata con un uomo non lo sa toccare a questa maniera.»
Ma anche lui non era mai stato con una donna e non sapeva cosa queste fossero in grado di fare e cosa no.
Fu una debole risposta alla voce che lo tormentava, un dialogo interiore che si era creato solamente per continuare a godere di quel tocco leggero e morbido.
Si era acceso. La desiderava in modo incontenibile, ma sapeva che sarebbe stato un sacrilegio interrompere le abluzioni per farla sua.
«Basta» le disse con voce roca. Le prese con vigore la mano e gliela spostò, mentre l'attirava a sé. Era deciso, ma tenero.
Le guardò la bocca rossa e gonfia e non poté trattenersi. Si avventò sulle sue labbra e, dopo una leggera resistenza, sentì che lei rispondeva a quell'appassionante bacio.
Una foga eccezionale portò Cristen ad aggrapparsi con i palmi ben aperti alla nuca di lei. Le tenne fermo il volto mentre allungava per infiniti secondi il loro toccarsi e sfregarsi.
Lei, divenuta lasciva e maliziosa, si accoccolò sul suo petto e lo avvinghiò affondando le unghie tra le scapole e trattenendolo ogni qual volta lui sembrava volersi staccare.
«Basta, basta.» Con difficoltà la allontanò. «È peccato interrompere le abluzioni» tuonò indispettito.
«Perché dovrebbe essere peccato amarsi tra moglie e marito?» chiese lei corrucciandosi. Ma rideva.
Cristen tornò sospettoso. «Ti avrò stanotte, dopo il sinedrio» e si allontanò da lei, poi si avviò alle rapide che scroscianti spaccavano l'acqua del fiume, dove l'acqua era alta. Si buttò sotto e riemerse poco dopo per risalire il greto e rivestirsi.
«Andiamo, ora.»
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L'amazzone e il vichingo
Fantasy"Morrigan capì le loro intenzioni solo quando il re si avvicinò a lei, le prese la spalla, le strappò via la manica e le racchiuse il bicipite dentro un anello dorato. Si dimenò, tentò di scostarsi, ma erano in due a tenerla ferma e, ben presto, il...
