Insidia

1.5K 94 2
                                        


La crepa che spaccava nel profondo la terra nera del Tism al centro della sala principale parve riverberare le parole di Nore.

«Mi ha reso debole, questa ossessione per lei» continuò Cristen parlando a sé stesso. «Ma a Morrigan le cose sono sempre state molto chiare, più che a me. Lei la pensa come te. Saresti orgoglioso di come parla» concluse il re. La vena del collo gli pulsava ed era teso all'inverosimile. «Non è così semplice...» disse, infilandosi le mani tra i capelli e tenendosi la fronte.

«Ecco, mio re. Lascia che l'alcol ti conforti.»

«Sai che non bevo.»

«Devi trovare qualcosa che ti appaghi, che non sia lei» disse il servitore.

Cristen inspirò con sofferenza e annuì.

«È questo, esattamente questo, il motivo per cui presero il nostro posto per ben dieci anni. Quelle donne tramandano segreti per irretire ognuno di noi. Ringraziando gli dèi siamo quasi insensibili alle loro provocazioni, ma non tutti e non sempre...» spiegò il fedele servitore. «Di sicuro non tu, generato per sposarne una e per giacere con lei fino a concepire l'erede» disse Nore.

«Vorrei solo che se ne andasse dalla mia mente.»

«È grave, ma non irrecuperabile.» Il famiglio gli fece cenno di sedersi sullo scranno. «È opportuno che il sinedrio sappia. Di sicuro i più anziani proporranno il Berserkr

Cristen si lasciò cadere. «Vai, ora» gli disse con un cenno della mano.

Rimase fermo per diverso tempo a fissare la sottile spira di fumo che fuoriusciva dal solco buio nel pavimento, e che saliva e saliva, fino a dissolversi sotto la volta scura del soffitto.

Morrigan era stata lì, a terra, affascinata dall'antico ricordo della Nebbia.

Gli Scuri avevano infine avuto la loro vendetta: lui, il re dei vichinghi, non solo aveva dato i natali a un'erede femmina, non solo si era unito alla sorella maggiore delle amazzoni senza riuscire a tenerla con sé, ma, senza alcun dubbio, si era anche innamorato di lei.

***

Morrigan non sapeva come esprimere l'affanno e le preoccupazioni che l'attanagliavano mentre tentava di sostentare lei e Zadra nel bel mezzo delle foreste dell'Ovest. Ogni minuto che passava era incerta se fosse, infine, giunto il tempo di tornare.

Vagabondò da un luogo all'altro senza trovare pace e con in testa più Cristen di quanto avesse voluto. Oltre, chiaramente, al pensiero di Amy.

Zadra era stanca, provata dalle due settimane che avevano trascorso alla macchia. Nulla si immaginava, la piccola, di ciò che era accaduto, quando quella che riteneva una sorella si era invece rivelata essere sua madre.

Cosa poteva saperne lei? Aveva solo quattro anni ed era cresciuta secondo le leggi delle amazzoni, solo un poco più attaccata a una di loro.

Morrigan, che sarebbe voluta partire per andarsene lontano, oltre i confini del loro mondo, alla ricerca disperata di un luogo dove forse non sarebbero state perseguitate con tanta ostinazione, si chiedeva sempre più spesso quanto tempo ci sarebbe voluto perché al Tism si fosse parlato di Berserkr. Sperava il prima possibile, perché non ce la faceva davvero più.

Decise di verificare come stavano le cose e si avviò, un giorno umido e tetro, verso la strada della riserva delle amazzoni, per sapere se notizie fossero giunte dall'Oltreconfine o se un contastorie fosse passato per avvisarle degli sviluppi al Tism.

Lei e Zadra giunsero ai pali difensivi conficcati nella terra molle in una nuvolosa giornata autunnale, nella quale l'umidità si attaccava alla pelle penetrando fin dentro l'anima.

I calzari di Morrigan erano lerci fin sopra i polpacci ed ella sprofondava, dovendo tenere Zadra sulla schiena o attorno al seno.

Che qualcosa non andasse, Morrigan l'avrebbe potuto sospettare da una serie di indizi che, a causa della stanchezza e per colpa della foschia, non furono per lei rivelatori.

Non si era mai pentita d'aver venduto i cavalli di Cristen ai cacciatori di frodo per ottenere in cambio del cibo, ma iniziò a rivalutare la cosa quando il grigiore si fece più spesso e l'aria talmente pesante da impaurire persino Zadra.

Mentre si incamminava tra gli alberi alla ricerca di qualcuno, Morrigan si accorse che le Tane Alte erano vuote e che il silenzio risultava irrealistico. Si fermò per impugnare il coltello nel fodero e si calò il cappuccio sulla testa: fu un gesto inutile, chiunque avrebbe potuto notare che sulla schiena portava legata a sé una creatura.

Qualche scricchiolio di rami, qualche frinìo d'uccelli d'altura, ma nessuna amazzone sembrava abitare la riserva.

Morrigan si avviò verso il cuore dell'accampamento e notò i vasi con le granaglie ben ordinati lungo le fila dove venivano accatastati, le tende che pendevano pesanti dalle finestre delle Tane Alte, i resti di fuochi ormai spenti.

Si chinò guardinga a tastare la terra marcia: si portò le mani al naso e inspirò.

La pioggia era caduta abbondante ma le tracce apparivano chiare.

Erano venuti di notte, sorprendendole mentre dormivano, e, nonostante la guardia, le avevano portate via senza che potessero reagire.

Morrigan mancava da troppo tempo: se fosse rimasta a capo del villaggio non avrebbe mai permesso che gli avamposti rimanessero scoperti. Aveva notato gli strapuntini entrando nella riserva: sembravano fuori uso da tempo, perciò le sorelle non avevano potuto frenare l'arrivo del nemico.

Erano stati i Legnaiuoli, Morrigan lo seppe ancora prima di alzare lo sguardo e rivolgerlo verso il tronco possente di uno degli alberi simbolo della riserva. Il larice ospitava non solo la Tana Alta destinata a lei, ma era anche il punto di ritrovo dell'intera comunità delle amazzoni.

Qualcosa svolazzava nella nebbia fredda: una pergamena era stata inchiodata alla corteccia dell'albero. Scritta con inchiostro sbiadito dall'acqua, ma ancora perfettamente leggibile, recitava: "Quando le vorrai rivedere ti sentirai immensamente sola, come me."

Sotto il foglio dondolava un anello, identico a quello che ella aveva sempre tenuto con sé come salvacondotto. Era conficcato tra lama e carta. Si trattava senza dubbio del simbolo di Cristen.

Il re dei vichinghi aveva lasciato che i tagliaboschi attaccassero le donne e che le portassero chissà dove.

Incontrollabile rabbia montò in lei, ma il sollievo giunse subito dopo.

SPAZIO AUTRICE

Libro disponibile su Amazon cercando "L'amazzone e il vichingo", Deborah Begali :

- KINDLE

-CARTACEO

In questo punto siete al 75% della storia. Ad oggi non ci sono differenze tra questa versione e quella pubblicata su Amazon. Così potete decidere di acquistare e proseguire la lettura direttamente su Kindle (senza attendere i nuovi capitoli). 

L'amazzone e il vichingoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora