Una volta sua

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Si erano acquartierati vicino alle miniere, alla fine della Valle e poco sotto l'Abbazia Bassa. L'esercito era numeroso e aveva occupato anche gli edifici che un tempo servivano per stoccare il ferro estratto.

Morrigan vide l'accampamento solo la mattina successiva, dopo essersi svegliata sola, nel letto e priva di catene. Si accorse che il fuoco era acceso.

Uscì e vide Amarantha che girovagava spaesata a qualche tenda di distanza dalla sua.

Morrigan la raggiunse, ancora con la veste candida della notte addosso.

«Amy, cosa... come stai?» chiese, affondando i piedi nella neve e iniziando a tremare di freddo. «Vieni con me», e la portò nella tenda del re.

«Oh, Morr, che inferno è mai questo?»

«Siamo cadute, Amy. Sapevamo che poteva succedere. Dobbiamo reagire! Andarcene!» dichiarò e al contempo cercava gli abiti da battaglia che lui le aveva tolto: dovevano essere da qualche parte.

«Morr, questa notte... Che incubo!»

Morrigan avrebbe voluto confortarla, ma non c'era tempo per parlare.

«Amy, andiamocene, ora!» e iniziò a indossare i pantaloni, i calzari e la giubba. Non aveva armi, chiaramente Cristen si era premurato di confiscargliele tutte, ma trovò gli abiti da combattimento e si sentì rinvigorita dall'idea di un piano che le si stava formano nella mente.

«Metti queste» disse, e le gettò addosso le pellicce del giaciglio.

«Ma come faremo Morr, come? Come?» quasi gridò Amy.

«Ho sentito nitrire i cavalli... Sono da qualche parte qui dietro» rispose Morrigan e iniziò a strappare un lembo della tenda per cercare di capire se fosse possibile raggiungerli.

«Morr, io, il nodo...»

«Che t'importa del nodo!»

«È vero che una volta che un vichingo ti ha avuto sei sua per sempre? Lui dice che sono sua moglie» continuò lei agitata.

«Amy, smettila! Ti prego! Andremo alla Fonte, sono sicura che qualcuna di noi è riuscita a raggiungerla. Ci riorganizzeremo: so come fare.»

E mentre parlava, abbassandosi su una fessura della tenda a guardare il viavai di uomini e carri, intravide il fiume e poco più in là, nel bianco manto della neve, i cavalli.

«Sto molto male, Morr, sono sicura che Bethesda saprebbe curarmi!»

Morrigan pensò che Amy non fosse pronta per capire cosa volesse dire ammazzarsi per non cadere nelle mani di un uomo. Non le avrebbe dato alcun pretesto per soffermarsi su pensieri tanto deleteri.

Lei li avrebbe pensati al suo posto.

«Ma come faremo? Se ce ne andiamo, che ne sarà delle bambine? Io ho Lili nella mia tenda, lui dice che dovrò occuparmene perché re Cristen lo ha ordinato. E poi, sempre lui, lo ha maledetto, il re! Se ci odiano tanto, perché ci vogliono con loro?»

A Morrigan si spezzò qualcosa dentro, mentre pensava alle piccole affidate ai vichinghi.

«Torneremo a prenderle. Abbiamo un piano, tutte sappiamo cosa fare in casi come questi. Dobbiamo organizzarci alla Fonte» dichiarò. «Se solo avessi una spada...» continuò amareggiata.

Poi fu pronta.

Indicò ad Amarantha il gruppo di cavalli nascosti dai cespugli bassi e innevati e le spiegò che doveva essere veloce e non fermarsi per nessuna ragione.

«Quando saremo in sella non ci potranno più raggiungere.»

Il sangue le pompava nel cuore con agitazione, ma era anche infiammata dalla missione che prendeva corpo nel suo animo. Alla Fonte avrebbe ripreso in mano la situazione: era sicura che almeno le Venti, le amazzoni più anziane, erano riuscite a fuggire e avevano sconfitto con scaltrezza l'attacco dei vichinghi.

«Ora» sussurrò e con Amarantha sgattaiolò via dalla tenda del re e sfrecciò verso il fiume.

Ciò che videro i vichinghi, poco dopo, furono due donne senza il nodo ai capelli che correvano libere e che si dirigevano nella boscaglia. Quattro uomini si fermarono, più perché stupiti da un tale sfrontato atteggiamento, che per il timore che scappassero.

Morrigan giunse a uno dei destrieri: era bianco con chiazze nere. Non era sellato, ma le amazzoni erano capaci di cavalcare qualsiasi quadrupede in qualsivoglia condizione.

Salì e scalciò verso la coda, ma l'animale non si mosse. Continuò a invitarlo a partire e si accorse che nemmeno la bestiaccia di Amarantha ne voleva sapere.

«I cavalli dei vichinghi rispondono solo agli uomini» disse una voce dietro di lei.

Un gruppo di soldati, senza armi e in abiti civili, si avvicinava a loro. Erano un insieme di capelli biondi intrecciati o lasciati ricadere sulle spalle, un ammasso di uomini gonfi di muscoli che portavano cicatrici e sudavano alle fatiche giornaliere che dovevano compiere.

Amy si immobilizzò avendo visto il suo aguzzino tra le fila dei soldati. Era stato lui a parlare.

«Ora scendi» ribadì il vichingo. Era l'unico rasato, fatta eccezione per una treccina bianca che gli scendeva sopra l'orecchio destro. Aveva anche la pelle più chiara di tutti e pure i suoi occhi erano grigi.

L'albino diede un buffetto al cavallo e questo, addirittura, si accucciò a terra: era perfettamente addestrato. Dunque, il vichingo prese Amy per il braccio per portarla via.

«Morr!» chiamò lei, disperata.

«Stai tranquilla, Amy. Presto sarà tutto finito e lui berrà il tuo piscio!» dichiarò rabbiosa di fronte a tutti i soldati che abbozzarono una risatina.

Un altro uomo forzò il cavallo su cui montava e questo si abbassò mite.

«Che fai, amazzone, non scendi?» domandò uno del gruppo.

«Certo» rispose lei e con un balzo fu a terra ergendosi in piedi di fronte a loro.

Dopodiché,guizzò via.  


L'amazzone e il vichingoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora