Le amazzoni dell'Abbazia avevano vissuto per circa vent'anni in una sorta di castello di pietra grigia costellato di merlature e guglie. Morrigan era arrivata lì da piccola, assieme a Bethesda e alla giovanissima Amarantha. Il regno della sorella maggiore Bethesda era iniziato quando gli abitanti della Valle avevano pensato fosse una buona idea dare una casa alle amazzoni erranti, guerriere che girovagavano al soldo del miglior offerente. Erano nient'altro che mercenarie, che combattevano in cambio di protezione e che raccoglievano le bambine vagabonde.
I signori dell'Abbazia si erano estinti a causa di un'epidemia di tifo e la Valle era rimasta senza protezione e sotto l'attacco della Nebbia per troppo tempo. Morrigan, Bethesda e le altre sorelle maggiori che allora le accudivano, avevano trovato una casa nell'Abbazia e avevano contrastato la Nebbia e gli Scuri fino all'arrivo dei vichinghi. Erano stati vent'anni di pace che ora sarebbero rimasti unicamente nei ricordi di Morrigan, divenuta sorella maggiore delle amazzoni dopo la caduta di Bethesda.
Il suo primo pensiero, dopo aver capito che non c'era soluzione diplomatica, fu per le bambine rifiutate e abbandonate dai regni.
Nessuno più se ne sarebbe occupato.
Per secoli erano state le amazzoni a viaggiare alla ricerca delle piccole nate femmine, abbandonate da quasi ogni angolo del mondo, lasciate sulle montagne o nei boschi a morire di fame, poiché non erano uomini.
I vichinghi erano coloro che avrebbero probabilmente dominato il mondo, Morrigan lo sospettava, come aveva anche capito, al momento della loro invasione, che lei e le sue sorelle non avrebbero mai potuto sconfiggerli.
Erano in poche, anche se meglio preparate, e incapaci di contrastare la loro violenza: il risultato era stata la disfatta più completa all'Abbazia Bassa.
Morrigan, come tutti al tempo di cui si narra, sapeva che il mondo era uomo e che i vichinghi si erano evoluti in modo perfetto: da loro nascevano solo figli maschi e avrebbero dominato incontrastati, anche sugli Scuri e sulla Nebbia.
Era solo questione di tempo.
Un giorno, il mondo sarebbe stato loro e di nessun altro e dopo non ci sarebbe stato niente. I vichinghi erano come un morbo, che infettava perché poteva farlo e, come una malattia incurabile, avrebbero finito col distruggere anche se stessi. Non si sarebbero riprodotti, avrebbero dominato prima e sarebbero morti poi.
Le venne un conato di vomito nel pensare alle sorelle, costrette a giacere con degli uomini per la prima volta nella loro vita proprio quella notte, oppure gettate in qualche angolo dell'accampamento a occuparsi delle latrine. Se fossero state accettate da qualche generale vichingo come mogli, cosa affatto scontata, avrebbero partorito solo figli maschi e sarebbero state usate come mezzo per ottenere tutto ciò che, come amazzoni, avevano tentato di combattere per una vita intera.
Quella notte sarebbe toccata anche a Morrigan la stessa sorte. Il nodo ne era un chiaro manifesto.
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L'amazzone e il vichingo
Fantasi"Morrigan capì le loro intenzioni solo quando il re si avvicinò a lei, le prese la spalla, le strappò via la manica e le racchiuse il bicipite dentro un anello dorato. Si dimenò, tentò di scostarsi, ma erano in due a tenerla ferma e, ben presto, il...
