Gli schiamazzi che provenivano da uno di quegli anfratti era chiaramente riconducibile alla presenza di Zadra.
«È lei!» quasi urlò Morrigan, mettendosi carponi. Era pronta a seguire il proprio istinto scattando verso la bambina.
«No!» mormorò Cristen e la prese per la caviglia facendola cadere a terra, tra felci rigogliose e umide.
«Non aspetterò che i tuoi stupidi uomini risalgano il fiume per portarci aiuto, Cristen!» sbottò l'amazzone nel tentativo di svincolarsi dalla sua presa.
«Non ce ne sarà bisogno, ma devi controllarti. Andremo assieme, guadando il fiume che coprirà il rumore del nostro arrivo.»
Anche a Morrigan parve un buon piano.
I due, dunque, scivolarono nell'acqua gelida dell'Aril e percorsero controcorrente il fiume fino a quando la luce del mezzogiorno svanì e sopra il loro capo iniziarono a intravedersi minacciose stalattiti. Il rumore scrosciante dell'acqua che scorreva attorno a loro divenne assordante.
Scorsero un fuoco all'interno della grotta, dove il fiume si mescolava a del pietrisco e si trasformava in uno specchio d'acqua sotterraneo. Lì Amarantha sedeva accanto alla piccola Zadra.
«È l'avventura più grande che ti sia mai potuta capitare!» diceva Amy alla bambina. Quest'ultima era intenta a disegnare nella polvere nera con un legnetto.
«Ma io volevo venisse anche Morrigan...» rispose la bambina, affondando il broncio tra le mani corrucciata. Non si accorse del moto ondoso appena accennato che si propagava a partire da due figure che si muovevano verso di lei appena sopra la superficie dell'acqua.
Cristen afferrò la mano di Morrigan come fosse un segnale e lei balzò fuori, scattando in avanti e prendendo Zadra.
Amarantha reagì come se stesse attendendo il loro arrivo da ore. Corse verso la sorella maggiore, ma si arrestò alla vista di Cristen che usciva dall'acqua con la spada sguainata nella sua direzione.
Amy fu travolta da lui: la torcia che aveva in mano rotolò a terra ed ella venne spinta contro la parete con la lama premuta contro il collo.
«Capisco...» sussurrò Amy respirando a fatica. Poi, sorrise.
Zadra, frattanto, aveva iniziato a singhiozzare.
«Ho nella pancia il tuo bambino...» disse Amarantha con rabbia.
«Amy, smettila» sibilò Morr.
«Morrigan!» gridò lei sorridendo, ancora schiacciata dalla forza di Cristen. Al vichingo apparve confusa, sinceramente felice di rivedere la sorella maggiore nonostante avesse rapito Zadra e fosse fuggita via.
«Amarantha... Perché hai fatto una cosa del genere?» domandò in un soffio Morrigan, guardandola in un misto di preoccupazione e pietà.
Amy sembrò voler parlare, ma fu come se qualcosa la trattenesse.
«Confessati, Amarantha. Ora non puoi sfuggirci e a me non puoi mentire. Uno sguardo tra sorelle basta a dirmi che non sei incinta...» dichiarò Morrigan con enfasi.
Cristen allargò gli occhi e ritrasse la spada.
Amy aggrottò la fronte.
«È una menzogna? Dunque?» domandò il re, alzando la voce.
Amy non rispose.
«Lo è, Cristen. Amarantha ha rapito Zadra per un unico scopo» spiegò Morrigan, stringendosi nelle braccia come se avesse freddo.
«Morr. Infine, sei diventata sua schiava? Asservita al cane vichingo? Non ti riconosco!» sbraitò lei.
Morrigan alzò il mento risoluta. «Amy ha rapito Zadra perché...»
Amarantha aprì la bocca sconvolta in attesa di una qualche rivelazione.
«Vuole avere in mano la tua discendenza, il destino del mondo» disse Morrigan.
Amy sospirò agitata.
«Confessati, Amarantha. Non aspetti alcun figlio e sei così assetata di vendetta nei confronti dei vichinghi da non avere pietà nemmeno per una creatura fragile come Zadra, nemmeno per mia figlia, tua nipote.»
Amy a quel punto alzò le mani, quasi arrendendosi.
«Hai in grembo mio figlio?» domandò Cristen, curvandosi su di lei in preda all'ira. «Rispondi!»
Amarantha abbozzò un sorriso. «No. È come dice Morrigan. Zadra è un abominevole simbolo che non è nemmeno degno d'esser narrato. Morrigan si è dimostrata debole, non ha mai protetto il nostro popolo! Giunge qui accompagnata dal tiranno, per riprendersi il frutto di un'unione ignominiosa.» Poi guardò la sorella come se cercasse in lei una risposta.
Cristen la costrinse a terra e rimase con la spada puntata su di lei.
Morrigan aprì la bocca, ma non emise fiato. Spostò lo sguardo su entrambi e si incamminò a ritroso al di fuori della grotta portando con sé la bambina.
«Cosa succede, Morr?» chiese Zadra coprendosi le orecchie con le mani. Morrigan non rispose.
«Dove credi di andare?» tuonò Cristen.
Ma lei non si voltò.
Il re dei vichinghi non avrebbe potuto seguirla, poiché doveva tenere sotto tiro Amarantha.
«Fermati!» sbraitò.
Nel frattempo, Amy aveva iniziato ad agitarsi.
«Morrigan, non fare un altro passo!»
Lei si voltò. «Aspetterò fuori con Zadra.» Sperò, supplicò che Cristen non si vendicasse in alcun modo su Amarantha. Strinse forte i denti e pregò la Grande Madre.
Posando una mano sul capo della bambina per accarezzarla, si affrettò a raggiungere la luce del giorno fuori dalla grotta.
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L'amazzone e il vichingo
Fantasy"Morrigan capì le loro intenzioni solo quando il re si avvicinò a lei, le prese la spalla, le strappò via la manica e le racchiuse il bicipite dentro un anello dorato. Si dimenò, tentò di scostarsi, ma erano in due a tenerla ferma e, ben presto, il...
