Il trono del re era ben visibile dai tavoli sparsi nella sala, raccattati da ogni angolo della fortezza. L'ampia sala ordinata, che serviva di solito per la cena delle amazzoni, era stata messa a soqquadro.
I soldati più alti in grado, a cui era stata affidata un'amazzone come moglie o serva, schiamazzavano seduti al cospetto del tavolo del re che avrebbe desinato da solo con la regina al proprio fianco.
Le amazzoni raggiunsero i vichinghi tra le ingiurie dei presenti e tra lo sgomento degli abitanti della Valle.
Urla, insulti, battute disgustose si susseguirono mentre le vinte prendevano posto.
La loro sorella maggiore salì al tavolo d'onore e si sedette compita. Solo dopo giunse il re salutato dagli strepiti e dal giubilo generale dell'esercito.
Mangiarono salmone arrostito su ceppi di faggio e Morrigan ebbe modo di osservare disgustata la rozzezza degli uomini sottostanti. Di contro, si stupì della compostezza di Cristen mentre si cibava. Non aveva toccato vino, al contrario dei suoi generali che, invece, si dimenavano tra le risa ebbri di spiriti.
«Kon Cristen fderst» e l'albino promosse un saluto nei confronti del vittorioso Cristen dei vichinghi.
«Al re» ripeté Nore, il fedele famiglio.
Cristen afferrò il calice e guardò verso Morrigan che non aveva alzato il suo.
Si alzò in piedi.
L'intera sala tacque in un secondo.
«Alla regina dei vichinghi, Morrigan dell'Abbazia» dichiarò. «La cerimonia del nodo avverrà presto.»
Per Morr era il segnale offertole dal nemico su un piatto d'argento: niente sarebbe potuto andare così perfettamente, pensò. Alzò il mento e sorrise compiaciuta ammirandolo per non destare sospetti. Nel medesimo istante, infilò la mano nella gonna e agguantò il pugnale dentro la fusciacca che le stringeva la vita.
Si drizzò in piedi con lentezza, dopo essersi premurata che tutte le sorelle stessero armandosi. Le vide muoversi attorno ai propri abiti mentre la piena attenzione dei vichinghi era concentrata sul re.
Morrigan, dunque, girò attorno alla pesante sedia dove sedeva il re invitandolo ad accomodarsi, come volesse tenere un discorso in suo onore.
Cristen si fece serio, preoccupato dalle parole che avrebbe pronunciato, non certo dalle azioni che avrebbe potuto compiere contro di lui.
Morrigan si strinse nelle spalle e infilò la mano sotto la veste, poi parlò.
«A re Cristen dei vichinghi, conquistatore dei Ghiacci Limiti, assaltatore delle terre dalla fitta boscaglia, finanche...» e allacciò il pugnale tra le dita sotto la fusciacca. «Finanche re dell'Abbazia e delle amazzoni...» continuò, e con agilità trasse il coltellaccio con incastonata l'ambra sull'elsa portandoglielo alla gola.
«...almeno per un qualche tempo. Un giorno, per la precisione» concluse.
Tutte le amazzoni si trovavano nella stessa posizione a eccezione di Amy che invece si fece cogliere alla sprovvista dall'albino. Egli ebbe la meglio su di lei serrandole il polso e facendole perdere il coltello.
Il re abbassò lo sguardo e un sorriso ironico gli si dipinse sul volto. Iniziò ad applaudire con molta lentezza.
«Notevole, davvero» decretò alzando di poco il labbro. «E, di grazia, che cosa farai, Morrigan, una volta che mi avrai ucciso? Affronterai con le tue amazzoni l'intero mio esercito che si spande a perdita d'occhio oltre queste mura, nella Valle?»
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L'amazzone e il vichingo
Fantasy"Morrigan capì le loro intenzioni solo quando il re si avvicinò a lei, le prese la spalla, le strappò via la manica e le racchiuse il bicipite dentro un anello dorato. Si dimenò, tentò di scostarsi, ma erano in due a tenerla ferma e, ben presto, il...
