Morrigan aveva intravisto, già dall'inizio di quel discorso, una luce che ben conosceva baluginare negli occhi di Cristen. Lui le trasmetteva qualcosa di indefinibile che la rinfrancava e rassicurava.
Orgogliosa dei propri ragionamenti, non rispose.
«Ti sto chiedendo un favore. Fingi che io non sia Cristen, re dei vichinghi e del mondo intero.»
A quel punto l'amazzone guardò Zadra e poi lui. I capelli della bambina apparivano così simili a quelli del padre e la sua statura... Così alta rispetto alle amazzoni che avevano avuto la sua età.
«Ebbene: mangeremo, dormiremo e ce ne andremo» dichiarò lei, alzando il mento.
Cristen non si mostrò molto felice. Nella migliore delle ipotesi aveva prolungato la loro permanenza di poche ore, eppure nel cuore avvertì una sorta di appagamento.
Dopo qualche istante i due si accomiatarono e ognuno andò a sbrigare le proprie faccende: Cristen dava ordini, Morrigan si occupava dell'imbracatura che avrebbe trattenuto Zadra durante la discesa verso la valle dell'Aril.
Ci misero meno tempo del previsto a tornare, a dispetto dell'atteggiamento scostante di Amarantha che faceva di tutto per rallentarli.
«All'Abbazia?» domandò il capo della guardia reale. «Saremo in grado di essere al Tism entro domani se non ci fermeremo alla Valle.»
«Faremo una sosta, invece. Cacceremo qualcosa da mettere sul fuoco, e pianteremo le tende vicino alle miniere» decretò il re.
«Per gli dèi! Che sarà mai tutta questa voglia di festeggiare?» chiese Zort.
«Domani se ne andranno, ma stanotte saranno con me.»
«Continuo ad avere ragione, dunque» disse il vichingo, e sputò per terra disgustato.
Cristen non rispose, aveva gli occhi incollati su Morrigan e sul modo in cui montava il cavallo con grazia.
«Farai come ti dico, Zort!» e la conversazione si chiuse lì.
«In una tenda come questa, anni addietro, parlai per la prima volta alla tua sorella maggiore...» spiegò Cristen a Zadra indicando Morrigan.
Lui, l'amazzone e la bambina sedevano in cerchio attorno a due piatti di terracotta. Nel primo c'era del brodo, nel secondo della carne cacciata durante il viaggio.
L'accampamento consisteva in sole tre tende: i soldati dormivano all'aperto con le teste poggiate sulle selle tolte dai cavalli. La sistemazione più grande, che ora ospitava la loro frugale cena, era del re.
Zadra ridacchiò e si portò la mano alla bocca spalmandosi il sugo della carne sulle guance rosse.
«Smettila...» disse Morrigan, prendendo uno straccio e cercando di pulire la bambina meglio che poteva. Con quelle parole si riferiva al re, non a Zadra.
Cristen distese la gamba ferita sulle coperte e si fece più comodo. «Tua sorella maggiore è davvero insopportabile» scherzò.
Durante la cena non avevano parlato molto, l'atmosfera era carica di inespressi e tensione trattenuta. Zadra, dopo aver mangiato, iniziò a sbadigliare convintamente tanto che Morrigan si decise a prenderla in braccio e ad alzarsi. Stava per uscire, quando Cristen parlò.
«Dunque, te ne vai?» domandò in modo arrogante, desiderava il contrario e non sapeva come poterglielo esprimere.
«Zadra dorme e sono stanca.»
Uscì e sfrecciò nella tenda attigua, adagiando la bambina tra le coltri e guardandola per un po'.
Erano vicinissimi, lei e il re. Poteva sentirne il respiro che, poco distante, sembrava spostarsi. Morrigan ebbe l'impressione, da alcuni fiati trattenuti, che si stesse cambiando le bende della ferita. Percepiva quasi il suo dolore alla gamba, tanto che finì per rivolgere la propria attenzione alla propria coscia, come se fosse stata lei a essere ferita.
L'amazzone si coricò in ansia sul giaciglio di pelli.
Si rigirò per diverso tempo, la luce della tenda accanto non le permetteva di prendere sonno. Cristen era sveglio, trafficava, faceva rumore, era davvero inopportuno e lei era sempre più infastidita. Si sedette e guardò Zadra che dormiva profondamente. Si alzò in piedi, fece due o tre passi per cercare di allentare la tensione.
Poi uscì.
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L'amazzone e il vichingo
Fantasía"Morrigan capì le loro intenzioni solo quando il re si avvicinò a lei, le prese la spalla, le strappò via la manica e le racchiuse il bicipite dentro un anello dorato. Si dimenò, tentò di scostarsi, ma erano in due a tenerla ferma e, ben presto, il...
