Nessuna Prospettiva.
Aven Brooks era a un bivio, appena lucida per vedere bene mentre si spingeva tra i corpi sudati della pista da ballo.
Non poteva vedere una singola cosa chiaramente mentre la droga era entrata nel suo sangue per colpa di un barista con cattive intenzioni. Si schiantava e inciampava tra i corpi che si muovevano sulla musica, nessuno aveva idea di quanto in pericolo fosse quella ragazza innocente.
Era così spaventata, ma la sua testa era troppo confusa per portarla dove lei voleva. Non aveva idea di dove stesse andando— spaventata che i suoi trenta secondi finissero e Harry iniziasse la sua ricerca.
Harry Styles, un uomo che aspramente aspettava che i suoi trenta secondi terminassero. Perché per quanto potesse essere crudele, rispettava le regole giuste. Aspettò calmo e paziente per i suoi trenta secondi che stavano per terminare, sapeva che anche se fosse rimasto seduto l'avrebbe trovata in un battito di ciglia. Lei non aveva possibilità contro di lui, drogata o no. Accese una sigaretta mentre aspettava, tenendola tra i denti e accendendo il suo accendino. Nel momento in cui prese il primo tiro, iniziò a camminare seguendo la direzione che lei aveva preso.
Aven stava ancora cercando la sua direzione per uscire, la sua testa era privata da ogni istinto. Non passò tanto che la droga la colpì completamente. Le luci stroboscopiche illuminavano il pavimento con diversi colori, lei stava sudando proprio quanto tutti gli altri intorno a lei. La stanza stava girando nei suoi occhi blu mentre si sentiva come in un incubo in cui lei cercava con tutta se stessa un uscita ma senza riuscirci.
Vide il corridoio illuminato di rosso che portava all'entrata, facendo del suo meglio per raggiungerlo ma tutto era così difficile da comprendere.
Harry si spingeva tra i corpi sudati, la sigaretta posata pacificamente tra le sue labbra alla ciliegia. Camminò tranquillamente tra la folla, facendo più progressi di Aven. Lui non correva mai per nulla, specialmente quando era a caccia.
Era più divertente per lui camminare quando sceglieva la preda.
Aven finalmente camminò attraverso il corridoio che sembrava più lungo alla sua vista distorta. Tutto quello che vedeva erano luci rosse e graffiti sui muri neri. L'uscita sembrava lontana miglia. Si spingeva contro ogni muro, perdendo lentamente la forza nelle gambe. Voleva urlate per cercare aiuto ma non riusciva nemmeno ad emettere un suono.
La droga era in tutto il suo corpo.
Non poteva parlare, riusciva appena a camminare. La stanchezza si stava lentamente impadronendo del su corpo ma lei stava resistendo. La sua testa si girò, vedendo Harry dietro di lei che entrava tranquillamente nel corridoio.
Tutto quello che poteva sentire erano i suoi passi pesanti e il suono del suo cuore che batteva. Girò di nuovo la testa spingendosi più velocemente.
Cercò di nuovo di urlare, ma nulla.
Harry camminò lentamente mentre la guardava trascinarsi accanto ai muri sporchi, i suoi lunghi capelli biondi ondeggiavano sulla sua schiena illuminata completamente di rosso. Lui non aveva urgenza, sapeva che non aveva possibilità di scappare da lui. Prese un tiro mentre camminava, la sua testa si girò di nuovo incontrando i suoi occhi.
Aven raggiunse finalmente la porta, l'aria fresca la colpì mentre riconosceva l'hotel dall'altra parte della strada. Corse in strada, i suoi occhi cadevano pesantemente, ma lei doveva combattere. La sua intera anatomia sembrava un sogno alla sua testa, i suoi polmoni pieni di aria e adrenalina. La paura era l'unica cosa che la teneva in piedi, altrimenti sarebbe già svenuta. Nel momento in cui avrebbe smesso di muoversi sarebbe stata finita.
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Duplicity •Traduzione•
Fanfiction"Fumare fa male, sai." La voce placida parlò dal lontano angolo buio, non si vedeva altro che una sagoma alta e il bagliore arancione di una sigaretta tra quelle labbra alla ciliegia. "È l'ultimo dei miei problemi." Mormorai con la mia sigaretta tra...
