CAPITOLO 100

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

Uno sforzo che non dovrebbe essere necessario, ma ogni fibra del suo corpo ne era attratto irresistibilmente da un unico punto alle sue spalle

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Uno sforzo che non dovrebbe essere necessario, ma ogni fibra del suo corpo ne era attratto irresistibilmente da un unico punto alle sue spalle.

Verso lei.

Figlia di un traditore.

Oggi , sua cazzo di moglie.

Una ragazzina che portava l'erede della Solncevskaja bratva.

Suo figlio.

Non si sarebbe mai abituato a pensare a lei in quel modo oppure alla situazione in cui era stato catapultato nei ultimi mesi.

Stava per diventare il padre di un bambino di cui il destino era già stato scritto dalla mafia, cazzo.

Il modo in cui l'aveva appena presa, l'aveva reso sua.

Lei aveva fatto la sua fottutissima scelta.

La desiderava ed era innegabile, così come lei voleva lui, ma ciò non significava che avrebbe abbassato la guardia.

Non l'avrebbe fatta avvicinare, indipendentemente da quanto volesse che abbracciasse il suo lato peggiore.

Era troppo giovane.

Troppo vulnerabile.

Non l'avrebbe mai permesso, cazzo.

Non vi era nessuna donna in questo cazzo di mondo a piegarlo e inginocchiarlo nemmeno la mocciosa ma quanto volesse farlo.

Dannata ragazzina.

Girò la testa con un gesto ormai automatico.

Loro occhi si cercavano, si trovavano e si legavano.

Come se tra di loro ci fosse un legame.

Un legame che non aveva previsto.

Un legame che non voleva accettare, cazzo.

Disprezzava l'effetto che aveva su di lui.

Gli occhi azzurri, glaciali e gelidi indugiarono ancora sul suo viso giovane,  chiedendosi cose stesse pensando in quel preciso momento e mentirebbe di non desiderare leggere i pensieri alla stessa velocità con quale leggeva il linguaggio del corpo. 

Gli occhi grandi della ragazza lampeggiavano  di spavento e preoccupazione e poi si spalancarono ulteriormente, fissandolo con il petto che si alzava e abbassava rapidamente, immobile a testa alta con la dignità di una dea e pura come l'angelo malgrado l'aspetto trasudato e l'abito a brandelli che si intravedeva sotto la giacca troppo grande.

Non c'era nulla di enigmatico in lei e il viso lasciava trasparire ogni singola emozione.

Non aveva segreti ed era trasparente come il vetro.

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora