CAPITOLO 41

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

                                                                     IL GIORNO DOPO

                                                             CUBA, SANTA CRUEZ DE SUD

                                                             CUBA, SANTA CRUEZ DE SUD

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Ginevra Torres si guardò intorno ed entrò dentro nello studio privato di suo marito.

Chiuse la porta alle sue spalle e si poggiò contro essa, lasciando un sospiro trattenuto.

Era terrorizzata all'idea che lui possa scoprire ciò che aveva fatto alla sua insaputa.

Avanzò lentamente senza fare rumore e iniziò a rovesciare tra i documenti vari in cerca di qualche prova che avrebbe potuto usare contro di lui, soprattutto aprire gli occhi al padre e di quanto si sbagliasse sul suo conto.

Non trovò niente.

Maledizione, cosa ci fa a casa a quest'ora? Pensò agitata non appena udì passi avvicinarsi, barcollanti e capì che vi era ubriaco.

Rovesciò i documenti per terra e s'irrigidì guardando la porta che da un momento all'altro stava per aprirsi. Raccolse velocemente e si sedette sulla sedia, mantenendo la calma che malgrado la costò parecchio.

Si aprì la porta e deglutì.

Sentiva i suoi occhi viscidi spogliarla e poi la mano le scostò i capelli. «Cosa cazzo ci fai qui , si può sapere ?» Ringhiò arrabbiato, la prese per il braccio e la sollevò in piedi , girandola verso di sé.

Rimase immobilizzata e aprì la bocca, uno schiaffo le fece capire che il silenzio come risposta era durato fin troppo.

Trattenette lacrime e tornò a guardarlo «Niente Javier, avevo bisogno di soldi. Vorrei ampliare il mio ambulatorio in ospedale. Tutto qui. » Rispose, mentendo in parte.

«(Mi hermosa mentirosa)Mia bellissima bugiarda, mi credi così stupido!? Ho notato che i documenti non sono dove devono essere, sai.» Rispose sorridendo e le tolse la camicia di notte insieme alla vestaglia, scoprendo il suo corpo livido e formoso «Ti ho fatto un'opera d'arte. Guardati, sei bellissima e mia. »

«Javier, ti prego! Sei ubriaco e io sono stanca!» Lo implorò e indietreggiò quando la lasciò andare bruscamente.

Era un uomo malato e perverso nel infliggere il dolore.

Quello sguardo che le rivolse la terrorizzava a morte, non solo l'avrebbe violentata per chissà quale volta, ma lo avrebbe fatto per uno scopo preciso.

Farla ingravidare.

Singhiozzò e distolse lo sguardo per non guardare quel viso troppo crudele, incubo dei suoi sogni e distruttore della sua infanzia.

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora