CAPITOLO 80

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

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Come se stesse compiendo uno sforzo sovrumano ad aprire gli occhi.

Era come se la melma la stesse risucchiando.

Non poteva.

Digrignò  i denti in una smorfia incarognita e lottò contro l'intorpidimento per alzarsi da quel maledetto letto scomodo.

Gemette e scosse la testa da un lato all'altro.

Dio, era così stanca e priva di forze. 

Non si era mai sentita così piccola e impotente.

Insignificante.

Debole.

Dov'era finita la sua forza combattiva?

Infine, ogni sensazione le ripiombò addosso come una secchiata di ghiaccio, lasciandola boccheggiante e in assenza di ossigeno.

La serratura scattò.

Sussultò.

«Ti stai rifiutando di mangiare e di bere, signora Volkova!» Esclamò la voce del suo rapitore, fermo sulla soglia della porta mentre l'oscurità illuminava la sua sagoma.

Rilasciò un sospiro frustrato e ruotò il capo per fulminare l' uomo con un'occhiataccia. «Non ho fame! Sono rinchiusa qui dentro da ore ed è così soffocante e umido» Riuscì a bisbigliare con voce impastata. 

«Non dovevamo spingerci tanto con te! Non hai nessuna colpa e ti chiedo scusa per averti spaventata a morte e minacciata  » Esordì l'uomo con un sorriso tormentato ed entrò dentro nella stanza, chiudendo la porta alle sue spalle.

L'odore della sigaretta le provocò la nausea.

Storse il naso.

Tossì.

Natalie sorrise a malapena e sospirò stanca, irrigidendosi appena si avvicinò così tanto da sentire un disagio accarezzarla con estrema lentezza  «Non ho nessuna colpa? Eppure sono qui, rinchiusa come un animale, rigirata come una bambola a tuo piacimento e in attesa delle condizioni futili per poter uscire viva da qui. Mi hai ricattata e minacciato la vita di mio figlio, obbligandomi a reagire contro un uomo a cui devo la fedeltà. Giusto,  ho dimenticato che stiamo parlando di uno zar e un criminale privo di scrupoli. Ironico il tuo dispiacere, no?» 

Lui strinse impercettibilmente gli occhi, quasi la sua  risposta lo avesse irritato «Niente di personale, sto semplicemente eseguendo gli ordini del vecchio oyabun Zhang. Non puoi capire perché non sei nata in questo mondo e certe scelte le devi fare indifferente del male che potresti causare alle persone. »

Il suo destino era legato ad Alexandar, ma lui era distante e irraggiabile. L'aveva reclamata come sue proprietà, maledizione e non sarebbe mai stata niente di più. Perché si sarebbe disturbato a venire per lei quando non contava niente per lui!? Per dovere? Di certo non per l'amore. Ridacchiò priva di divertimento.  «Fantastico! Mi sento davvero ingenua a volte e pensare che il vecchietto mi è sembrato perfino simpatico la prima volta, buffo! Dietro la sua maschera amichevole si nascondeva un lupo e immagino fossi la sua preda ancora prima che  varcasse la soglia di casa. La vita delle persone innocenti vale così poco per voi, hm?»

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora