CAPITOLO 102

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere

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Il mondo della mafia  ne possedeva molte sfumature. 

Infiggeva la sofferenza e dolore sia fisico che psicologico.

Non guardava in faccia nessuno, innocente o meno.

Non si era mai considerata una ragazza avida di potere e malvagia, la vita l'aveva  insegnata a esserlo e , a volte fare delle cose che andavano oltre la propria dignità era necessario e  forse  l'unico modo a raggiungere l'obbiettivo prefissato. 

Non aveva niente da perdere, almeno era quello che credeva prima di scoprire di portare in grembo il figlio di Vladimir Petrov.

Per un momento aveva immagino come sarebbe stata la sua vita diversa e lontana dalla prostituzione e Solncevskaja Bratva, ma si era rilevata una fantasia perché il tenero e gentile amante si era mostrato per quello che era veramente.

Un mostro.

Un traditore.

«Mi stai ricattando?» Domandò alla dottoressa che aveva la faccia tosta a starsene di fronte a lei con quell'aria professionale quando non era altro che una vipera velenosa.

L'altra sorrise amichevole «Dai, non fare la drama, Irina. Si tratta di uno scambio d'affari ed entrambe ci guadagniamo » Rispose e accavallò le gambe con arroganza, rivolgendole uno sguardo indifferente dall'alto verso il basso come se fosse spazzatura. D'altronde era una prostituta della mafia e non lo nascondeva. Aveva imparato a sopravvivere negli anni, accettando tutto quello; in fondo non aveva avuto alternative e si era rassegnata a condurre la sua esistenza al bordello.   «Tu mi aiuti a liberarmi della piccola mocciosa di zar e in cambio avrai un sborsamento di debito con lui e la tua gravidanza sarà all'oscuro e al sicuro »

Gli occhi della ragazza si riempirono di lacrime.

Il prezzo della sua libertà era alto.

Era disposta a farlo?

Tradire il pakhen era come tradire il codice della vory v zakone.

Una condanna di morte.

«Nessuno può sborsare il mio debito, dottoressa. Spiacente, non ho alcuna intenzione a rischiare la mia pelle per un tuo tornaconto personale» Rispose a denti stretti, scese giù dal lettino e raccolse le sue robe, nervosa e disgustata dalla vita che si prendeva gioco delle donne deboli e inferiori come lei che non avevano alcuna possibilità di scegliere.

« Ti sbagli di grosso! Vladimir Petrov lo può fare ed è uno dei uomini vicini al capo. Dipende da te e ovviamente quanto sei disposta ad andare in fondo con questa storia. Non penso gli possa piacere l'idea ad avere un figlio all'età di cinquant'anni da una puttana! Sa della gravidanza e potrei aver aggiunto qualcosina in più. Uhm, non ha reagito bene alla notizia, sta arrivando ed è parecchio incazzato. A chi pensi crederà? A me oppure a una cagna del bordello come tu?»

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora