NEW YORK, 2014
Natalie Reed è una giovane ragazza prossima a compiere vent'anni.
Determinata, testarda e timida.
Lavora come cameriera presso Terra Blues a New York e una sera la sua cambierà completamente in quanto assiste a un omicidio del suo dat...
ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.
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KURGAN 1990 (BASE MILITARE)
Era l'inizio di gennaio e fuori faceva dannatamente freddo da minacciare una bufera di neve. Aveva cominciato a nevicare non appena si era fatto buio e i fiocchi grandi e simili a monetine trasportavano la gelida brezza e si scioglievano sul campo dell'addestramento della base militare di Kurgan che vi era ricoperta di ghiaccio. Il cielo sembrava un grande cappa pesante, pronto ad abbracciare tutto ciò che vi era intorno, in cui rami degli alberi si tendevano verso esso in un silenzioso grido.
Il bambino di dieci anni di nome Nikola Plotnikov si portò le mani alla bocca per riscaldarle, il suo corpo magro stava tremando a causa del freddo e stava rischiando ipotermia. I suoi occhi blue inespressivi erano diretti verso il suo capo squadra, Alexandar Volkov che si trovava a qualche passo da lui; Un ragazzo quattordicenne dai capelli biondo scuro, snello, alto e dagli occhi azzurri così glaciali da far sembrare il tempo fuori una fottuta passeggiata. Aveva espressione fredda e da come stava guardando il comandante entrare nella palestra, doveva ammettere che gli si gelò il sangue nelle vene perché da quando lo aveva conosciuto aveva capito che la tranquillità e calma che emanava portava solo guai ed era inquietante.
Entrambi si trovavano in palestra con addosso solo pantaloncini corti, ricoperti di lividi e sembravano non farci caso.
«VOLKOV E PLOTNIKOV?VENITE SUBITO QUA» Urlò del comandante Irskov si diffuse in palestra. Tutti alunni presenti smisero di respirare e muoversi, si girarono verso loro due spaventati dalla pazzia dell'uomo e di ciò che aveva in mente. «SIETE IN PUNIZONE! LE REGOLE QUI DENTRO VANNO RISPETTATE. » Gridò forte e camminò a passi spediti. Era un uomo cinquantenne alto e robusto dai capelli sale e pepe, occhi grigi e barba bianca e curata, la sua espressione era sufficiente a spaventare tutti i ragazzini tranne il ragazzo biondo che sembrava unico lì dentro a non temerlo.
Le regole erano severe e dure.
Chi ne infrangeva subiva delle punizioni come per esempio; Correre per il campo fin quando non sentivi i piedi e muscoli in fiamme, saltare un pasto, stare rinchiusi nella stanza di isolamento per giorni oppure le pene corporali che erano delle peggiori punizioni perché addestratori picchiavano forte e lo facevano non solo con le mani e pugni.
Le camere erano divise in base all'età e solo durante i pasti era premesso incontrarsi con altri ragazzi più grandi. Finestre avevano delle sbarre di metallo e la doccia si faceva due giorni alla settimana, lunedì e venerdì . Le stanze andavano sistemate alle sei di mattina come anche i letti e ogni stanza aveva un leader, Alexandar Volkov era uno di quelli.
«Coglione del cazzo! »Parlò a denti stretti il ragazzo biondo senza obbedire all'ordine del comandante. Rimase semplicemente fermo intento a fissare l'uomo con odio e gli occhi ridotti a due fessure.