CAPITOLO 98

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

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Il viaggio era silenzioso in modo scomodo e tagliente.

Seduta sul sedile anteriore accanto a lui non l'aiutava affatto a mantenere lucidità e non c'era il modo di concentrarsi quando sentiva il suo sguardo freddo su di lei.

Fortunatamente stava facendo un lavoro eccellente nell'ignorala visto che aveva bevuto parecchio con Olivia e ne era pienamente consapevole, maledizione.

Si sentiva frastornata.

Tutta la rabbia e tristezza aveva soffocato con della vodka russa e si sentiva dannatamente bene.

Distolse lo sguardo da lui e si girò verso il finestrino giusto in tempo per vedere che si stavano avvicinando al cancello in ferro che si apriva lentamente per farli entrare nella proprietà.

«Avrei preferito essere nell'altra auto . Pensavo fossimo d'accordo su stare a debita distanza! » Esclamò tra i denti, massaggiandosi le tempie mentre l'intero mondo sembrava avesse iniziato a girare velocemente, sempre più veloce.

«Se non fossi così ubriaca, ti farei entrare un po' di buon senso in testa » Replicò il suo ex amante, lanciandole un rapida occhiata di sbieco , prima di posteggiare la suv nera blindata di fronte all'immersa vila che vi era illuminata dalle luci esterne  «Hai completamente perso la testa? Sento odore della vodka! Quanto cazzo hai bevuto?»

Gemette dolcemente e sospirò con gli occhi lucidi, riflettò un po' senza ricordarsi, infine alzò le spalle «Non mi ricordo esattamente, però aiuta a tenere a bada i pensieri qui nella mia testa ed è bello poter non pensare a niente » Si picchiettò la fronte e distolse lo sguardo, imbarazzata «Mi sono scordata di non reggere bene l'alcol di un certo tipo e vodka rientra in questa categoria. Accidenti, ora gira tutto »

Una strana fitta di dolore l' attraversò il petto a pensiero della violenza subita e scosse la testa, cercando di metterlo da parte.

«Ne prendo la nota, prossima volta » Ringhiò irritato e uscì, sbattendo la portiera.

Si slanciò la cintura e sussultò a contatto con l'aria fresca che l'accarezzò la pelle sudata appena la portiera si spalancò, provocandole i brividi.

Lentamente si  sporse in avanti e uscì, quasi cade per terra.

La mano tatuata si avvolse intorno al suo braccio e la tenette in piedi con una presa ferrea e forte.

Storse la bocca in una smorfia addolorata e gemette  «Ehi, un po' di delicatezza. » Ringhiò e lottò a sottrarsi dalla sua stretta. Barcollò contro l'auto , coprendosi la bocca con il palmo per trattenere una risata  «Ops, sono proprio ubriaca»

Il suo ex amante la caricò sulla spalla come un sacco di patate e s'incamminò verso la dependance dietro la villa.

«Mettimi giù, cavernicolo! Dove m-mi stai portando!?» Replicò, tempestandogli la schiena con i pugni.

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora