CAPITOLO 67

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

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«Ti senti bene, Gin?» Domandò la donna di nome Pia, collega più grande di lei, nonché l'unica amica che abbia mai avuto.

Sincera e fedele  a cui raccontava ogni cosa anche la sua vita matrimoniale. 

«Sì, oggi è stata una giornata stressante al pronto soccorso. Tanti ricoveri e ricevimenti infiniti e poi sono incinta e mi stanco troppo in fretta» Rispose e mescolò lo zucchero messo nel tè. «Fare chirurgo in queste condizioni è rischioso e avrei dovuto fare la domanda per la maternità e assentarmi, ma non lo voglio fare per ovvie ragioni, Pia. »

«Tesoro mio, mi dispiace. Sei come una figlia per me e oltre mia miglior amica, ti conosco più di chiunque altro e so che c'è qualcos'altro a turbarti a parte questo » Scosse la testa, facendo schioccare la lingua per dimostrare tutta la sua disapprovazione per tale bugia.

Ginevra Torres sbuffò, si girò dietro e notò a pochi passi gli uomini del marito.  Sorrise dolcemente non appena posò lo sguardo sull'uomo di mezz'età, Roberto Mancini;  La sua guardia del corpo e l'autista, ma vi era anche l'uomo che l'aveva vista crescere quasi fosse un nonno e gli voleva bene.

Era fedele e riservato.

L'unico uomo di cui si fidava e che la rispettava come una donna.

Lui come se avesse sentito il suo sguardo girò la testa verso di lei e la salutò con un leggero chino della testa prima di tornare a fissare davanti a sé.

Dopo quella discussione e umiliazione subita dal padre qualche giorno fa , suo marito non l'aveva più né  toccata né guardata.

Sollievo era schizzato alle stelle e lei era tornata più tranquilla.

Tornò a guardare l'amica e le mostrò con il leggero movimento degli occhi, le guardie «Pia, abbassa la voce»

L'altra sgranò gli occhi e si tappò la bocca, mortificata  «Mi sono dimenticata, scusami tanto» Replicò in una serie di scuse che l'amica si ritrovò a ridacchiare divertita anche se dentro di sé moriva dalla tristezza di come sua vita stava andando avanti. «Come sta andando con il tuo marito?»

«Come vuoi che vada!? Dio, sono terrorizzata al pensiero di aprire la bocca e dire qualsiasi cosa. Ha messo mio padre contro di me ed è stato davvero umiliante.» Sollevò la tazza con le mani tremanti, soffiò e poi sorseggiò attenta a non scottarsi.

L'amica poggiò la mano sopra la sua e la osservò attentamente come una madre. Nonostante vent'anni di differenza fra loro due avevano stretto amicizia molto velocemente e Pia López era sempre lì con lei in ogni momento quando ne aveva bisogno  «Mi dispiace da morire, Gin. Tuo padre è un codardo ed è un bastardo a cui non frega niente di te. Quanto volte ti ho detto di aprire gli occhi e vederlo per quello che è? Sei così giovane e mi rattrista vederti imprigionata in questa gabbia di mostri. Entrambi sono fatti dalla stessa merda e un cieco si accorgerebbe , Gin.»

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