CAPITOLO 38

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

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Respirare faceva male.

Piangere faceva male.

Vivere in quel mondo orribile faceva male.

 Nessun errore era tollerato dalle donne come lei , ma adattarsi a tutto ciò era l'unico modo per  mantenere la sanità mentale intatta, anche se a volte si domandava se restare lucida servirebbe a qualcosa?

Non aveva risposta a quella domanda!

Una fitta lacerante era sul punto di farle esplodere il cervello che continuava a perdersi tra i pensieri e popolare la sua menta assai fragile e vulnerabile.  

Doveva respirare lentamente e mantenere la calma.

Scosse la testa e tornò al presente.

La porta dell'ascensore si aprì e rivelò un'ambiente piuttosto personale e riservato dai colori chiari, moderno ed elegante.  Si morse il labbro rosso ripetutamente e uscì, guardandosi intorno con l'aria affascinata di quanta bellezza storica ospitasse quel casinò lussuoso « Posso andare da sola, non mi serve un cane da guardia!» Esclamò al sicario  mentre precorrevano il corridoio luminoso uno accanto all'altro .

Il sicario la guardò con la coda d'occhio di  traverso , socchiuse gli occhi e infine scosse la testa. «Non se ne parola e modera il linguaggio , bimba » Rispose severamente e tornò a guardare di fronte a sé « Lo aspetterai fino al suo arrivo e non fare delle cose stupide in sua assenza»

« Non sono una bimba e si da il caso che fra qualche mese ne farò 20 anni. Praticamente ho già superato la fase adolescenziale considerando che faccia l'amante a tuo capo, signor Markov. Tanto meno ho l'intenzione di fare qualcosa di stupido e farmene pentire, non occorre che mi abbai come un cane. »  Replicò acida con un filo di nervosismo. Distolse lo sguardo e sospirò, intenta a curiosare tra i quadri che notò sulle pareti bianche. Rappresentavano pittori di varie epoche, ma riconobbe uno in particolare e di cui aveva sentito parlare tanto durante lezioni , Kramskoy Ivan .

Malgrado il sarcasmo udito, il sicario sollevò l'angolo della bocca in un sorriso che non raggiunse i suoi occhi color whisky « Sei la ragazza più esasperante che io abbia incontrato nella mia cazzo di vita. Sei folle a rispondermi con questa arroganza e sarcasmo del cazzo»  Replicò severamente, scuotendo la testa con rimprovero aumentando il disagio della ragazza che rimase in silenzio, facendosi piccola, piccola «Non puoi comportarti in questo modo infantile con i ladri e sarebbe saggio se ti ricordarsi ogni tanto in che mondo sei finita e quanto crudele possa diventare. Non ti permettere mai più a stuzzicarmi con gli insulti come poco fa perché la mia pazienza non è eterna , ci siamo capiti, cazzo?»

La sua risposta tagliente la fece sentire una bambina stupida «Sì, sei stato cristallino! Ti chiedo scusa, Igor!» Replicò con un velo di tristezza che l'abbracciò, camminò con eleganza sul pavimento in marmo e ondeggiò sui tacchi alti con il cuore che batteva sempre più forte man mano che si stava avvicinando alla porta in fondo .

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora