NEW YORK, 2014
Natalie Reed è una giovane ragazza prossima a compiere vent'anni.
Determinata, testarda e timida.
Lavora come cameriera presso Terra Blues a New York e una sera la sua cambierà completamente in quanto assiste a un omicidio del suo dat...
ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.
-4.5
UN MESE E MEZZO DOPO
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Quaranta cinque giorni.
Erano bastati a trasformare la sua routine ed essere catapultarla in un altra dimensione, più intensa, talvolta frenetica.
I giorni erano scivolati tra le dita come l'olio.
Settimane troppo veloce da poter accorgersi di essere arrivata all'ottavo mese della gravidanza.
Mancava poco al parto.
La data presunta si stava avvicinando.
Provava un mix di vulnerabilità e forza, spesso accompagnato da sbalzi d'umore o timori assurdi.
Emozioni?
Oh, devastanti.
Uno peggio dell'altro.
Piangeva.
Rideva.
Ed era eccitata.
Questo ora non era importante.
Strana era la vita.
Buffo, pensare di quanto lei fosse maturata rispetto un anno fa.
Non lo avrebbe mai detto, eppure era successo.
Quella ragazzina impaurita della sua stessa ombra e patetica non c'era più.
Ora era una donna ormai.
Le piaceva da morire nuova lei ed era irriconoscibile persino agli occhi della sua famiglia.
Merito di Alexandar e il stramaledetto atteggiamento di non trattarla con i guanti come lo facevano gli altri.
No, la trattava diversamente e in non in modo delicato come venivano trattate le donne incinte.
La guidava a modo suo, insegandola e adattandola alle regole della donna d'onore e moglie di un capo.
Tuttavia il suo rapporto con Alexandar era cambiato da quella notta in cui le era venuta geniale idea di gettargli la torta in faccia e fargli assaggiare.
Sorrise al pensiero.
Una delle notti più folli, ma belle che avevano passato.
Suonava assurdo, ma era la verità.
Alexandar Mikhail Volkov non si era arrabbiato con lei per tale mancanza di rispetto, cosa che avrebbe fatto tempo fa.
Certo, l'aveva sculacciata e fatta piangere fino a farle uscire dalla bocca scuse per poi obbligarla a mangiare la torta dal suo corpo come se fosse il dessert più delizioso al mondo.