NEW YORK, 2014
Natalie Reed è una giovane ragazza prossima a compiere vent'anni.
Determinata, testarda e timida.
Lavora come cameriera presso Terra Blues a New York e una sera la sua cambierà completamente in quanto assiste a un omicidio del suo dat...
ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.
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Investigatore privato Vladimir Petrov parcheggiò l'auto sportiva davanti al imponente edificio e s'incamminò verso l'entrata a passi lenti.
Non era un ambiente che metteva a proprio agio gli ospiti né femminili né maschili, soprattutto quando aveva a che fare con un sadico del cazzo come Velimir Novakov.
«Il nostro di sistema ha individuato insieme a Taka una presenza femminile, Plotnikov. Non so chi cazzo sia e cosa ci fa insieme a lui, sto andando da Novakov in questo momento » Spiegò al sicario e salutò gli uomini del capo della sicurezza che si misero da parte per farlo passare.
«Mhm, una donna?» Domandò divertito l'altro «Hai qualche indizio?»
«Non molto a parte il nome! Hacker di Taka ha criptato il data-base e l'intera sicurezza. Lei non risulta da nessuna parte e non posso entrare senza attirare l'attenzione dell'autorità cinese ed qui che entra in gioco Novakov»
«Tienimi aggiornato, Petrov! Domani ci sarà l'incontro con gli soci e lo zar parteciperà, con il Taka non si sa a che punto siamo, perciò aumentate le guardie e tenete gli occhi aperti. »
«Come se ne avesse bisogno» Commentò l'investigatore divertito e oltrepassò le porte che si aprivano in un gigantesco loft sotterraneo ristrutturato dove notò molte donne legate e sottomesse di fronte ai propri padroni.
Riattaccò e si fermò sulla soglia con le braccia al petto.
«Per uno che quasi morto sembra che tu ti sia ripreso piuttosto in fretta a quanto vedo, sadico!? Ti vedo in forma!» Esclamò con un sorriso sinistro e spostò lo sguardo sulla donna bionda, piegata a novanta gradi, legata e tremante con il sedere rosso su quale si abbatte un frustino sottile.
Gemette e mugolò, sussultando.
Non indossava le mutandine ed era nuda completamente, tranne i tacchi a spillo alte e nere.
La donna aprì gli occhi verdi e gemette dopo due sonore sculacciate alle natiche.
Non riuscì a gridare perché nella bocca aveva ball gag.
Aveva gli occhi lucidi per via delle sculacciate e Velimir Novakov non era uno che ci andava piano con le sue schiave, il motivo per quale era stato nominato " Il sadico".
Era un dominatore assai esigente e severo.
Il sadico afferrò la sua schiava per i capelli e le tirò rudemente la testa indietro « Cosa sono queste lamentele ? »Ordinò autoritario e scivolò con lo sguardo su tutto il suo corpo fino a soffermarsi sul sedere rosso e pulsante prima di guardare il nuovo arrivato con la coda dell'occhio. «Cosa ti porta qui?»
«Ho un lavoro per te ed è urgente »
«Così urgente da fare tanti chilometri fino al mio club?» Replicò cinico e lasciò la sua schiava, sedendosi sulla poltrona come un re e lo invitò a fare altrettanto.