CAPITOLO 107

3.3K 149 32
                                        

- 10

ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

L'entusiasmo della ragazza per una semplice stanza era contagioso.

Era felice e impaziente a condividere la notizia e lui?

La sua prima reazione era stata irrigidirsi e la seconda a lasciarlo privo di parole.

Non sapeva cosa dire, cazzo.

Non sapeva cosa pensare a riguardo.

Non era il suo campo d'altronde.

Cosa avrebbe potuto dire un bastardo insensibile come il sottoscritto per sdrammatizzare la situazione che tra l'altro era perfino incapace a esprime anche la più banale sensazione?

Assolutamente niente.

Un cazzo di niente!

Non era portato per alcune cose ed essere il genitore era una di quelle perché nelle sue vene non scorreva l'istinto paterno , bensì il sanguinario e violento.

Al diavolo.

Tenere il body azzurro del bambino tra le mani assassine, sporche e corrotte, ricoperte dagli affari loschi lo aveva lasciato sbaldito e confuso, ma perché cazzo gli pesava tanto?

Non avrebbe dovuto fregarlo anche perché quelle stesse mani un domani lo avrebbero insegnato a tenere una  Kalashnikov oppure sparare con una bazooka dritto in fronte al malcapitato senza alcuna traccia di misericordia.

La pancia della ragazza cresceva ogni dannato giorno e il bambino scalciava a un minimo suono della  sua voce.

Evitava di pensare a quella creatura. 

Non era un argomento su quale voleva affermarsi.

Lo rendeva irrequieto.

Lo rendeva nervoso, cazzo.

Era suo figlio e ogni giorno lottava ad accettare la realtà che tra meno di tre mesi il pianto di un neonato avrebbe riecheggiato nella sua fottutissima casa. Il pianto di un erede con un impero criminale già assicurato e firmato per via del sangue che sfortunatamente avevano in comune.

Il suo, marcio e oscuro con quale dovrà convivere fino alla fine del suo ultimo respiro.

Non era ancora nato ed era già condannato.

Ridacchiò e scosse la testa all'idea, ripensando per un futile momento a quella notta in cui aveva fatto  stronzata di ingravidare una mocciosa ubriaca con metà dei suoi anni da poter essere sua figlia, porca puttana.

La situazione era fottutamente comica e spesso lo portava a domandarsi dove avesse la testa quella sera?

Tra le gambe della ragazza, gli ricordò la coscienza.

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora