CAPITOLO 37

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

                                                                   QUALCHE GIORNO DOPO

Quella sera di fine febbraio il cielo era cupo, in alcuni punti quasi nero e stava minacciando  l'arrivo di un tremendo temporale

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Quella sera di fine febbraio il cielo era cupo, in alcuni punti quasi nero e stava minacciando  l'arrivo di un tremendo temporale. 

Tutto intorno era avvolto dal buio, un lieve soffio di vento trascinava neve in un mormorio spaventosamente fastidioso che si abbatteva insieme alla pioggia su parabrezza dell'auto parcheggiata in un vincolo vicino alla stazione della benzina. Il cambio repentino dei colori chiari e scuri si mescolavano al rumore continuo e acuto del vento e pioggia, come se volessero avvertire la gente in strada di scappare e trovare rifugio. 

Il rombo del tuono illuminò il viso della donna che vi era seduta in auto, completamente vestita di nero. Stava stringendo il voltante con le mani guantate in maniera impaziente di porre fine a ciò che aveva in mente.

Una figura magra come un'ombra minacciosa comparve alla finestra al lato del passeggiero facendola sussultare sul posto. «Apri». La voce dell'uomo era attutita dal vetro del finestrino, ma il tono non sfuggì alle sue orecchie.

Osservò l'uomo entrare bagnato dalla testa ai piedi.

 Da sotto il cappuccio i capelli corvini mori gli si erano appiccicati sulla fronte, se lo tolse imprecando in russo di quanto odiasse la pioggia. Si trattava di un tossicodipendente quarantenne che aveva incontrato per caso e che faceva parte di una piccola banda di criminali della zona.

«Sei in ritardo di ben mezz'ora.» Esclamò lei, infastidita. «Non ero stata chiara, idiota! » Ringhiò velenosa, si girò verso di lui e lo osservò attraverso gli occhiali scuri prima che partisse a tutto gas, lasciando dietro di sé solo la traccia dei pneumatici.

«Avevo da fare e non essere tremenda, tesoro. Che carattere, rilassati!» Rispose lui, poggiandosi comodamente sul sedile con arroganza. Accese un spinello fregandosi dell'occhiata della donna, probabilmente non contenta di tale odore. «Hai soldi che mi hai promesso!?»

Povero idiota e illuso Pensò lei. «C'è una busta , guarda sotto i tuoi piedi» Disse, controllando gli specchietti che nessuno la seguisse.

«Bene, adesso ci capiamo. »L'uomo fischiò davanti tante banconote «Dove cazzo stiamo andando, donna!?» Domandò e alzò la testa di scatto.

«In un posto dove possiamo parlare. Lì, non è sicuro.» Spiegò velocemente, distratta. «Hai fatto ciò che ti ho detto? Sorprese non rientrano nei piani, quindi spero tu abbia svolto bene il tuo compito visto che ti ho pagato piuttosto bene» Svoltò in una strada per poi percorrere la strada deserta che portava a Alyoshkinskiy Forest.

 L'auto cominciò a sbandare leggermente sulla strada ghiacciata, ma la donna mantenette il controllo senza andare in panico, la sua mente era bombardata dalla paura che lui possa scoprire ciò che aveva fatto alle sue spalle. Si guardò in giro in quella landa desolata, cercando il posto dove lasciare l'auto e eliminare l'idiota che stava seduto accanto a lei.

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