NEW YORK, 2014
Natalie Reed è una giovane ragazza prossima a compiere vent'anni.
Determinata, testarda e timida.
Lavora come cameriera presso Terra Blues a New York e una sera la sua cambierà completamente in quanto assiste a un omicidio del suo dat...
ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.
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Era notte fonda.
Il cielo era scuro e la luna illuminava il paesaggio della villa, rispecchiandosi nell'acqua che scorreva nella fontana.
Intorno era tranquillo e silenzioso, gli uomini di suo marito che vi erano di guardia non si udivano neppure.
Camminavano svegli e attenti con i fucili per il giardino senza tralasciare niente e dalla postura rigida e l'espressione severa sul loro viso, pronta a scattare di fronte a qualsiasi pericolo oppure minaccia, lasciavano intuire che avessero sostenuto un duro addestramento militare o roba simile.
Un atteggiamento che spesso incontrava in Igor ; Poteva sembrare rilassato e tranquillo, ma era sempre concentrato e troppo attento su ogni cosa senza abbassare la guardia.
Si muoveva come un cobra letale ed era inquietante, eppure si sentiva al sicuro insieme a lui.
Sospirò e spostò lo sguardo sull'imponente cancello di molte delle volte si era soffermata a fissarlo come se cercasse di capire cosa fosse oltre a esso.
Non si ricordava neppure che aspetto avesse il sapore della libertà e la desidera disperatamente.
Fin da bambina adorava affacciarsi dal davanzale della finestra in camera sua e godersi la bellissima tranquillità dell'oscurità che l'abbracciava, nonostante avesse paura del buio.
L'unico momento in cui tutte le preoccupazioni e le paure accumulate durante le giornate sparivano e lasciavano un mondo meraviglioso lontano dalla brutta realtà di tutti i giorni.
Tutt'oggi le piaceva quella sensazione, però adesso non riusciva più a distaccarsi dalla vita reale e dalle preoccupazioni che vivevano in lei, non solo erano lontane dal mondo meraviglioso, ma diventate più inquietanti e pericolose.
Si scostò le tende e si abbracciò il corpo, camminò avanti e indietro per la stanza senza poter dormire.
Non aveva sogno.
Piuttosto era annoiata a morte.
Troppi emozioni l'assalivano e rischiava di esplodere come un maledetto vulcano, maledizione.
Da una parte era eccitata all'idea di rivedere la sua famiglia , ormai dormire era diventato impossibile e dall'altra parte si sentiva assai spaventata di non essere soltanto delle dicerie.
Gli occhi maledetti pizzicavano fino a farle male non appena ripensò a lui e dalla strana situazione che ultimamente succedeva tra di loro che non ci capiva più niente al riguardo.
Non riusciva a dimenticare le cosa che l'aveva fatto.
Parole crudele urlate in faccia e dolore che la rendevano una vittima e persona diversa di come era stata una volta.