CAPITOLO 69

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

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Era notte fonda.

Il cielo era scuro e la luna illuminava il paesaggio della villa, rispecchiandosi nell'acqua che scorreva nella fontana.

Intorno era tranquillo e silenzioso, gli uomini di suo marito che vi erano di guardia non si udivano neppure.

Camminavano svegli e attenti con i fucili per il giardino senza tralasciare niente e dalla postura rigida e l'espressione severa sul loro viso, pronta a scattare di fronte a qualsiasi pericolo oppure minaccia, lasciavano intuire che avessero sostenuto un duro addestramento militare o roba simile.

Un atteggiamento che spesso incontrava in Igor ; Poteva sembrare rilassato e tranquillo, ma era sempre concentrato e troppo attento su ogni cosa senza abbassare la guardia.

Si muoveva come un cobra letale ed era inquietante, eppure si sentiva al sicuro insieme a lui.

Sospirò e spostò lo sguardo sull'imponente cancello di molte delle volte si era soffermata a fissarlo come se cercasse di capire cosa fosse oltre a esso. 

Non si ricordava neppure che aspetto avesse il sapore della libertà e la desidera disperatamente.

Fin da bambina adorava affacciarsi dal davanzale della finestra in camera sua e godersi la bellissima tranquillità dell'oscurità che l'abbracciava, nonostante avesse paura del buio.

L'unico momento in cui tutte le preoccupazioni e le paure accumulate durante le giornate sparivano e lasciavano un mondo meraviglioso lontano dalla brutta realtà di tutti i giorni.

Tutt'oggi le piaceva quella sensazione, però adesso non riusciva più a distaccarsi dalla vita reale e dalle preoccupazioni che vivevano in lei, non solo erano lontane dal mondo meraviglioso, ma diventate più inquietanti e pericolose.

Si scostò le tende e si abbracciò il corpo, camminò avanti e indietro per la stanza senza poter dormire.

Non aveva sogno.

Piuttosto era annoiata a morte.

Troppi emozioni l'assalivano e rischiava di esplodere come un maledetto vulcano, maledizione.

Da una parte era eccitata all'idea di rivedere la sua famiglia , ormai dormire era diventato impossibile e dall'altra parte si sentiva assai spaventata di non essere soltanto delle dicerie.

Gli occhi maledetti pizzicavano fino a farle male non appena ripensò a lui e dalla strana situazione che ultimamente succedeva tra di loro che non ci capiva più niente al riguardo.

Non riusciva a dimenticare le cosa che l'aveva fatto.

Parole crudele urlate in faccia e dolore che la rendevano una vittima e persona diversa di come era stata una volta.

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora