CAPITOLO 114

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

-5.5

Natalie sedeva all'estremità opposta della cucina, le mani intrecciate in grembo, il volto attentamente impassibile, osservava quello che era riuscita a prepare in pochissimo tempo

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Natalie sedeva all'estremità opposta della cucina, le mani intrecciate in grembo, il volto attentamente impassibile, osservava quello che era riuscita a prepare in pochissimo tempo.

La verità era che vi era persa tra i pensieri.

La sua mente era concentrata su dinamici cambiamenti avvenuti nelle ultime ore con Alexandar.

Era perplessa e soprattutto senza parole.

Stento credeva che fosse a conoscenza del suo passato e sofferenza a cui era stato sottoposto da bambino.

Improvvisa scomparsa dello zio con quale il rapporto era tutto tranne amichevole aveva gettato altra ombra di misteri e domande di cui soltanto Alexandar possedeva risposte.

Sentiva la tensione crescere in ogni interazione che condividevano.

Ogni cosa sia negativa che positiva nella sua mente era come un disordine che non riusciva a raccogliere, ma in mezzo a questo caos, il suo cuore continuava a ricordarle il dolore a cui era sottoposto da piccolo senza mai lasciare che nessuno vedesse oltre la superfice.

Sospirò, massaggiandosi le tempie «Ti prego, Alexandar, per favore lasciami entrare e dacci una possibilità. Mi sembra di impazzire e non mi stai facilitando le cose affatto! » Mormorò con la voce stanca e piena di frustrazione.

Dio solo sapeva cosa stesse facendo in questo momento, o se il pensiero di lei e bambino gli avesse attraversato la mente anche solo una volta durante la giornata.

Forse non si era nemmeno degnato di pensare a loro e aveva trovato una nuova distrazione sotto forma di qualche bellissima donna stupenda lì fuori.

Gli aveva gettato in faccia cosa ne pensasse a riguardo, ma era chiaro che non importava quanto ci provasse, la calma era l'ultima cosa che le fosse vicina quando lo immaginava insieme alle altre donne.

Era gelosa.

Maledetta gelosia che non riusciva a controllare.

La mente la spingeva a smettere di lottare e ad agire egoisticamente, calpestare e usare i punti deboli di cui era a conoscenza. 

Perché era un uomo così difficile, maledizione a lui?

Sospirò un altra volta.

«Stai pensando di candidarti per il prossimo master-chef di Russia, bimba?» La voce sarcastica le giunse precisa e letale come sempre.

Natalie tornò alla realtà e sollevò il viso di scatto , incontrò gli occhi color whisky del sicario che vi era accanto alla porta della cucina con il cellulare in mano intento a guardarla  intensamente per poi  abbassare lo sguardo e digitare velocemente un messaggio.

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora