NEW YORK, 2014
Natalie Reed è una giovane ragazza prossima a compiere vent'anni.
Determinata, testarda e timida.
Lavora come cameriera presso Terra Blues a New York e una sera la sua cambierà completamente in quanto assiste a un omicidio del suo dat...
ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.
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Le stava così vicino che poteva avvertire il calore e l'odore del suo corpo minuto ed eccitato, il profumo della sua pelle tremante che rabbrividiva a ogni colpo della sua lingua, cazzo.
Gli occhi azzurri e freddi dello zar non si staccavano dai suoi occhioni colmi di lacrime e ansia misto alla confusione che le sconvolse i lineamenti tesi, continuò a torturala con la lingua esperta, ignorando il cazzo che si contraeva nei pantaloni e che vi spingeva dolorosamente contro la cerniera.
Scorse la pelle d'oca ricoprile la pelle seguito da qualcosa a metà tra un singhiozzo e un gemito.
C'era qualcosa in lei che frantumava volontà e autocontrollo che possedeva , un'esperienza nuova che non gli piaceva provare.
Non lo fregava un cazzo delle sue lacrime, voleva che scorgesse la lussuria in lui e l'oscurità che lo rendeva un mostro con cui aveva paura di lasciarsi andare.
Vederlo per come era realmente, cazzo.
Le artigliò le cosce e l'attirò maggiormente a sé, leccandola con più decisone, penetrandola con la lingua e prendendo metà della sua dolce vulva pulsante, succhiandola avidamente fino a farla sussultare ripetutamente come un piccolo serpente.
La ragazza crollò con la faccia sul mobile , ansimando forte in preda ai piacevoli singhiozzi che faticava a controllare mentre lottava a slegarsi le braccia che vi erano intrappolate nell'abito.
Povera piccola non aveva capito che lottare contro un predatore era inutile?
Era la sua preda e non aveva alcuna intenzione di lasciarla andare.
L'angolo della sua bocca si sollevò e non si trattenete dal leccarla più forte, riassaporando l'essenza muschiata e dolce che gli colpiva la lingua.
Il desiderio lo assalì, rovente e distruttivo.
Osservò il suo corpo sussultare con maggiore forza prima che il dito medio s'insinuò nella sua fessura calda e la penetrò, facendola trattenere il fiato e sgranare gli occhi dalla sorpresa , si alzò e provò a sottrarsi tanto che lo zar ridacchiò a bocca chiusa nel vederglielo fare. Quando strinse i muscoli, la sua mano possente si schiantò contro il suo sedere abbastanza da farle male, ma non abbastanza da lasciare il livido. La linea rossa che apparì sul sedere gli provocò una fottuta scossa tanto quanto il suo gemito addolorato che gli perforò i timpani. « Cosa vorresti fare? Sottrarti e scappare da me, mhm? » Esclamò con calma inquietante « Non ci provare nemmeno. Sento la tensione intorno al dito ed è meglio che rilassi la tua piccola passerina »
« Io »
Notò che lei continuava ad essere tesa e stringergli il dito così forte da risucchiarlo. « Tu niente. Obbedisci. » Gli prudevano le mani dalla smania di toccarla e punirla per ogni disobbedienza e mancanza di rispetto , cazzo.