CAPITOLO 46

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere. 

Rise amaramente

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Rise amaramente.

Il suo lato razionale non voleva accettare tale verità e le suggeriva che il test fosse sbagliato, ma la consapevolezze era un'altra.

Era incinta.

Quelle due linee erano ancora lì, e il test era positivo.

Aspettava un figlio di Alexandar Mikhail Volkov, l'uomo più pericoloso della Russia.

Chiaro come il giorno.

Un mix di sensazioni l'attraversavano e si sentiva male per la paura della sua reazione , si portò la mano alla bocca per reprimere un singhiozzo e l'altra andò sullo stomaco dove il loro figlio stava crescendo.

Avrebbe dato la colpa a lei?

Oppure avrebbe pensato che lo abbia incastrato di proposito?

Incastrato da una puttana diciannovenne comportato all'asta.

Avrebbe mai creduto che fosse suo o semplicemente penserà di essere rimasta incinta da uno dei clienti del bordello?

Non voleva neppure pensarci e dare ascolto a quei maledetti pensieri perché rischiava di crollare in un pianto isterico.

Come poteva succedere?

Deglutì e distolse lo sguardo, asciugandosi gli occhi gonfi dalle lacrime versate «Non se neppure quando sei stato concepito tantomeno se fossi il frutto di tante violenze subite nell'ultime settimane ?» Sussurrò e sfiorò la pancia con le mani tremanti «Unica volta in cui mi sono concessa a qualcuno di mia spontanea volontà era quella notte sul terrazzo di un mese fa e non sapevo neppure fosse lui, tuo padre. Mi dispiace tanto! Ho paura e non voglio farti nascere perché non oso neppure immaginare come sarà la mia vita da oggi in poi quando lo scoprirà. Magari sarà clemente quel tiranno russo e interromperà gravidanza. Chi mai vorrebbe un figlio da una come me? Neppure io ti voglio.»

Sentiva le palpebre diventare pensanti , il cuore sprofondò nel petto e sospirò mentre vi era ripiegata su sé stessa con lo sguardo vuoto, avvolta in uno stato di torpore che non le permetteva di realizzare niente intorno a sé, tranne il fatto che dentro di lei cresceva creatura che l'avrebbe ricordata ogni giorno l'inferno che stava passando.

Voleva tornare alla sua vita.

Tornare alla normalità.

Tornare a essere la ragazza di prima, felice e circondata dalle persone a cui voleva bene.

Si sentiva completamente stordita e il cervello si dissociava in continuazione provocandole una dannata confusione in testa.

La sensazione di vuoto e desolazione che vi sentiva dentro, la consumava a ogni respiro.

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora