CAPITOLO 72

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

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Rimase immobile sulla soglia della porta, guardando la signora Elisabeth girata di spalle con le mani giunte a pregare davanti un icona.

Non si accorgeva della sua presenza.

Faticava a capirla però sentì chiaramente i nomi familiari di Ana e Vera di cui aveva sentito qualche mese prima, risvegliando la curiosità dentro di lei.

Ne era consapevole fossero parenti di suo marito.

Una parte oscura di lei ne era curiosa di sapere di più al riguardo.

Perché improvvisamente voleva scoprire il suo passato e la sua infanzia?

Scoprire cosa si celasse sotto i suoi vestiti costosi?

Cercare di capire il suo mondo e lato oscuro che si celava dentro di lui?

Scoprire se si fosse mai innamorato e se avesse amato in passato?

Si scivolò di dosso tali pensieri sciocchi e varcò la soglia , insicura e con il disagio di aver appena interrotto  un momento intimo e troppo personale. 

«Buongiorno, Beth» Esclamò alle sue spalle con un sorriso imbarazzato. «Ti chiedo scusa per il disturbo.»

La signora Elisabeth sussultò dalla sorpresa, aprì gli occhi di scatto , guardò l'icona appesa al muro ed eseguì velocemente la croce prima di girarsi verso di lei «Non disturbi affatto! Questa è casa tua e sei l'ultima persona a scusarsi qui dentro .» Rispose e si sistemò il grembiule intorno ai fianchi , soffermandosi sui occhi stanchi e rossi della ragazza «Tesoro, hai le occhiaie fino al pavimento. Notte difficile!? »

Natalie ripensò a quanto accaduto soltanto qualche ora prima fra loro due nella piscina e soprattutto di quante lacrime abbia versato al ritorno nella stanza. Sospirò nervosa a causa di tutta situazione che stava vivendo perché quell'uomo riusciva a turbala in un modo devastante. Preferì raccontare in parte la verità. Una mezza bugia. « Da quando ho saputo dell'arrivo di mia famiglia non riesco a dormire e non sto nelle pelle » Si stropicciò gli occhi e sbadigliò, facendo ridere la donna che si avvicinò, prendendole il viso tra le mani con delicatezza.

«Mi hai parlato così tanto di loro che mi sembra di conoscerli » La sguardò dall'alto verso il basso, sbuffò e scosse la testa con rimprovero dianzi il suo viso e l'aspetto stanco  «Niente agitazioni buone o cattive che siano! Ti preparo una bella tisana calda e rilassante e poi dovresti mangiare un po'. Non voglio sentire dalla tua zia di non averti nutrita abbastanza, mi rovinerai la reputazione della miglior cuoca della Russia, tra l'altro » La lasciò andare, scostò lo sgabello e lo colpì con il palmo della mano un paio di volte «Vieni a sederti, tranquilla e buona » Ordinò con un tono che non emetteva repliche prima di mettersi dietro ai fornelli, muovendosi con tanta leggerezza e sicurezza, rimase piacevolmente sorpresa di quanto avesse in comune con la sua zia, Vanessa.

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora