CAPITOLO 25

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

                                                                           QUALCHE GIORNO DOPO

La paura era un'emozione che spingeva le persone a compiere delle azioni davvero stupide, e questo lo sapeva molto bene Natalie Reed considerando ciò che stava per fare visto che da sobria non avrebbe mai osato sfidare la sorte fino a questo punto

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La paura era un'emozione che spingeva le persone a compiere delle azioni davvero stupide, e questo lo sapeva molto bene Natalie Reed considerando ciò che stava per fare visto che da sobria non avrebbe mai osato sfidare la sorte fino a questo punto.

Scappare.

Soffiò un improvviso vento che fece tremare i vetri della finestra, sussultò e uscì dal trance in qui era finita. Si trovava in soggiorno, seduta sul divano sul quale soltanto un giorno prima aveva assaggiato la lussuria più oscena del suo rapitore. 

Teneva un bicchiere di vodka in mano e guardò la porta timorosa e indecisa se veramente avrebbe avuto il coraggio ad andarsene da lì. 

Le ci erano volute settimane a pianificare la sua dannata fuga, approfittando della sua assenza a lungo termine e quella del sicario, Igor Markov che vi era peggio di un rapace della specie peggiore.

 Deglutì un paio di volte e si portò il bicchiere alla bocca, chiuse gli occhi fortemente e lasciò che il bruciore scese giù per la gola come un fiume a tutta la velocità, facendola tossire che si afferrò la gola con la mano per allontanare tale sensazione di soffocamento.

Come sarebbe potuta uscire fuori da questo inferno senza un graffio? Pensava che lasciarsi andare tra le braccia di un assassino che teneva tra le mani la sua vita fosse come bere un bicchier d'acqua, ma non era così. 

Si sentiva sporca e una lurida puttana che si lasciava usare come una bambolina, godendo e urlando e in preda al piacere che stava provando per la prima volta in vita sua con un uomo fuori dalla sua portata che probabilmente avrà doppio dei suoi anni anche se non li mostrava affatto.

Un criminale spietato e un assassino a sangue freddo che non aveva problemi a uccidere a mani nude, quelle  stesse mani che erano in grado a toccarla e farla venire in un modo illegale oltre ogni misura. 

Il mondo del sesso era stato per lei un dannato enigma e con lui aveva scoperto cosa significava tale parola come anche provare piacere forte e intenso a tal punto da sentirlo in ogni cellula del corpo.

La cosa buffa che in altre circostanze lo avrebbe trovato pure affascinante cavolo, se non fosse uno dannato zar della mafia russa e un pervertito sadico di cui non riusciva a sostenere lo sguardo più del dovuto senza arrossire oppure balbettare come se fosse incapace a collegare due maledetti frase in sua presenza.

Di fronte a lui si sentiva vulnerabile e persa.

Scosse la testa e svuotò il bicchiere, serrando fortemente gli occhi lucidi e brilli d'alcol. 

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora