NEW YORK, 2014
Natalie Reed è una giovane ragazza prossima a compiere vent'anni.
Determinata, testarda e timida.
Lavora come cameriera presso Terra Blues a New York e una sera la sua cambierà completamente in quanto assiste a un omicidio del suo dat...
ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.
IL GIORNO DOPO
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Il bastardo di suo marito non le aveva permesso di restare con la sua famiglia ieri sera.
Non aveva insistito perché sapeva che alla fine avrebbe perso come sempre.
Era venuto piuttosto tardi stamattina a prenderla.
Aveva sentito l'odore femminile su di lui.
Non aveva fatto alcun commento al riguardo.
Era rimasta zitta ed era decisa a seguire i consigli delle amiche, capire e fare piazza pulita con i suoi dannati e stupidi pensieri.
Motivo per cui si era svegliata molto presto ed era rimasta chiusa in bagno, lasciandolo dormire.
Si era divertita con le sue due amiche pazze anche se il comportamento della zia era cambiato drasticamente e non capiva del perché fosse ancora più triste di prima.
All'inizio aveva creduto fosse per colpa di suo marito, ma si era sbagliata perché quando l'aveva abbracciata prima di andare via, sua zia con gli occhi lucidi le aveva sussurrato all'orecchio in modo che nessuno possa sentirla, facendole gelare il sangue.
Qualcosa aveva intuito.
Non aveva osato a chiedere.
La sua mente per un attimo andò alla conversazione con sua zia.
«(Espero que seas consciente de lo que estás haciendo, hija mía. Cualquiera que sea tu elección, la aceptaré incluso si no será fácil vivir con él.) Spero tu sia consapevole di quello che stai facendo, figlia mia. Qualunque sia la tua scelta, lo accetterò anche se non sarà facile conviverci. »
Aveva capito in quel momento che sua zia sapeva ogni cosa dei suoi malati e stupidi sentimenti per lui tanto che non aveva neppure osato a guardarla negli occhi perché per la prima volta nella sua vita aveva paura di sentire il suo parere.
«(Tía... yo)Zia...io » Sussurrò con gli occhi lucidi, vergognandosi di sé stessa di continuare a deludere la sua famiglia.
« (No, mi hija. No digas nada, solo ten cuidado y no te lastimes.)No, figlia mia. Non dire niente, solo stai attenta e non farti male. »
Tutto quello che la circondava era una trottola indistinta che vorticava alla velocità della luce mentre le sue parole riecheggiavano nella testa.
Buttò il fiato che aveva trattenuto e scosse la testa ripetutamente, eppure sentiva ancora la voce delusa e ferita della zia.
Cosa sto permettendo a me stessa? Non ne vale la pena per un uomo così! E' mio carnefice, per l'amor di Dio! Pensò con la mano sopra il cuore e ansimò furiosamente.